
Walter Fuochi, giornalista di Repubblica-Bologna, ha parlato su BasketMagazine. Ecco due dichiarazioni.
SU OLIMPIA MILANO
«A Milano avevano già deciso che Poeta sarebbe stato il prossimo allenatore e decidono di riportarlo per farlo crescere ulteriormente all’ombra di Messina che è un grande allenatore. Poi i fatti impongono di cambiare prima, le dimissioni di Messina accelerano questo processo, però è un processo in buona parte atteso, se non subito, che sarebbe successo nella prossima stagione magari. Quello che è successo a Milano è un po’ meno traumatico di quello che è accaduto alla Virtus, però anche il cambio di Milano è indicativo di un disagio, di qualcosa che non funzionava più e la fine di un’epoca, perché Messina è un allenatore che segna un’epoca».
SU EUROLEAGUE
«Peggio di così non si può fare. Ci sono venti squadre, dieci vanno avanti, dieci stanno indietro. Noi siamo da quattro anni nelle dieci che stanno indietro con una sola partecipazione della Virtus ai play-in. Se la nazionale va male, i club vanno altrettanto male e se tu in un movimento di 20 squadre non riesci a piazzare nelle prime dieci le tue migliori, vuol dire che come movimento sei inferiore ad altri. Tutti gli altri paesi o quasi tutti a turno mettono qualcuno nei play-off di Eurolega, noi no».

Un’epoca nefasta.
Fuochi scrive per repubblica, quindi non punterà mai il dito verso il vero responsabile (lo stato). Lui si lamenta e basta.