
Pace Mannion è, quanto meno in Italia, sinonimo di Cantù. 139 presenze agli inizi degli anni ’90, la Korac del 1991. Ha lasciato il segno anche altrove. Caserta, Reggiana, Fabriano, meno a Treviso e Roseto.
Ma, come detto, la storia di Pace passa da Cantù, anche se Gaia Bianchi la conosce a Caserta, e Nico nascerà a Siena, dove il padre aveva firmato alla Virtus, la seconda squadra locale di allora.
Figlio di una bandiera dei rivali più acerrimi, Nico Mannion sbarca a Milano in una fase estremamente delicata della sua carriera. Ha compiuto 23 anni a marzo, probabilmente qualche tempo fa credeva di essere, ora, in NBA.
Era molto quotato per quel mondo quando giocava a Pinnacle, un liceo di Phoenix. Meno quando passò ad Arizona, maglia Wildcats, dove comunque è stato inserito nel secondo team della Pac-12 vincendo da mvp la Wooden Legacy.
E in NBA, d’altronde, è stato scelto. 48ª dei Golden State Warriors, ottavo italiano ad esordire in NBA. Ha prodotto 19.3 punti di media in G League, è stato titolare con i Warriors in marzo, ha segnato anche 19 punti contro i Kings.
Steph Curry disse nel dicembre del 2020: «È più esperto, più saggio di quanto dovrebbe essere per la sua età: non gioca come dovrebbe fare un 19enne appena uscito dalla sua unica stagione al college».
«Non difetta certo di fiducia in sé. Sa di appartenere a questo livello; sa di avere il potenziale per ritagliarsi una lunga carriera in questa lega». Parole importanti, conclusione importantissima: «L’unico suo limite è il cielo».
Quando nell’estate 2021 firmò con la Virtus Bologna, il mondo del basket italiano si fermò. Le attese erano immense, anche troppo per un ragazzo di 20 anni.
Va detto, lo sappiamo: qualcosa non ha funzionato. Nè con Sergio Scariolo, né poi con Joan Penarroya, e tanto meno con Dusko Ivanovic, al Baskonia.
Varese è stato l’inizio di un nuovo percorso. Meno attese, più responsabilità diretta, tanti minuti. Giocando anche una competizione europea. Minore. Ma capace di strutturarlo sul doppio impegno.
I numeri sono facili da reperire, impressionanti. E’ stato il miglior italiano della stagione, il secondo assoluto per assist, con medie abbondantemente sopra i 20 punti.
Restare un altro anno da quelle parti poteva essere la scelta giusta. Gradi di capitano, un’estate per lavorare su un solo obiettivo e perseguirlo per dieci mesi sino alla prossima estate.
Ma Varese non ha trovato un posto nelle coppe, e probabilmente in Nico, e intorno a Nico, le ambizioni sono sempre state superiori. Mannion insegue le vette più alte. Mannion ha fretta. Ma Mannion ha anche talento.
La fretta può essere cattiva consigliera, ma l’ambizione è il sale per un giocatore professionista. Cosa trova Nico Mannion in Olimpia Milano?
Difficile fare previsioni oggi. Per i giovani il biancorosso, e Ettore Messina, possono essere uno scoglio insormontabile. Ma quanti giovani, negli anni scorsi, avevano il medesimo talento di Nico Mannion? Soprattutto se accordato ad un’età così giovane?
E, quando si parla di Ettore Messina, attenzione. Il coach di Olimpia Milano ha sempre cercato un italiano in grado di costruire dal palleggio. Per sé, e per gli altri, in un sistema offensivo da sempre molto istintivo.
Chi segue da anni il mercato lo sa: Ettore Messina segue e vuole Mannion da anni, dai tempi dell’accordo con la Virtus. Ma allora le richieste del giocatore erano importanti, reduce dall’NBA, e in squadra c’erano Sergio Rodriguez e Malcolm Delaney…
Oggi c’è un reparto giovane, inesperto, con voglia di emergere ma anche tante difficoltà. Il grande errore è credere che Nico Mannion possa essere arrivato a Milano per cambiare la stagione. Le sue spalle oggi non meritano questa pressione.
Ma un errore può anche essere sottovalutare il talento di questo ragazzo. Che arriva per allargare le rotazioni in Italia e testarsi al livello più alto. Per una volta, meno pressioni ed attese, e più fiducia. Non bocciamolo prima di vederlo giocare. Non bocciamolo troppo in fretta. Nico resta un gioiello. Delicato. Da maneggiare con cura.


Va benissimo aspettarlo, non bocciarlo troppo in fretta.
Il problema però non siamo noi, è otite 36, è lui che deve adattarsi a un giocatore che sulla carta non è pane per i suoi denti…
Il giovine è estremamente RAZZENTE.
Se ha anche altre qualità, sarà compito suo dimostrarlo.
Sperando che non venga messo ai margini ai primi errori, perchè sicuramente ne farà tanti.
Ricordiamo che con M. non è tanto importante segnare, o difendere, ma farlo come dice lui.
Intanto si destabilizza il già instabile Dimitrijevic…
Il già instabile Dimitrijevic è finito a 26 anni in Eurolega e ha la chance di dimostrare di poterci stare. Vatti a vedere che concorrenza ha una PG che finisce a giocare in una squadra da playoff Eurolega poi torna e facci sapere. Ma questa tendenza al buonismo ad personam l’avete perché traumatizzati all’asilo, perché ossessionati da Messina o per entrambi i motivi ? No perché allora dovresti scrivere che Mannion è già stato destabilizzato da Scariolo, Penarroya e Ivanovic ma in quel caso la colpa è sempre del giovane che non riesce a imporsi. Venghino siori venghino
Ma per te Dimi non doveva essere un crack quest’anno per noi? E ora invece è colpa sua la nostra debacle in EL? Fai pace con il cervello prima di scrivere schifezze. Ah vero che tu sei privovdi cervello.
Se lo si voleva veramente lo si prendeva questa estate. Chi dovrà avere pazienza non sarà certo la platea dei tifosi che sta dimostrando di averne molta unitamente alla capacità di aspettare giocatori anche dimenticati in panca senza motivo
Dove però si voleva veramente Mays e alla voce giovane pg erano già stati presi Neno e Bolmaro. Poi Mays non è arrivato, Neno ha parzialmente deluso e si è riproposta la opportunità di prendere la più talentuosa pg italiana dopo Di Vincenzo, migliorando nettamente la batteria dei panda e investendo su un giocatore che segna molto in una squadra dove ad oggi le pg segnano pochissimo.
Neno che ha parzialmente deluso -ma che ha tante potenzialità certo si deve avere la capacità di farle emergere riducendo gli errori – non si è scelto da solo. Caruso in panca fisso non lo ha scelto lui ed a tutta evidenza con Fioretti pare possa anche giocare in EL. Tonut che sta in campo tanto in EL e osa tirare piu’ volte da 3 io l’ho visto solo questa settimana. Che Mannion segni molto è vero, a me piace ma per come gioca ad oggi non mi pare rispecchi il credo di Messina, in difesa non mi pare sia quel fenomeno che pretende per non saltare sulla seggiola. Se si voleva una pg che segnava molto comunque qualche anno fa avevamo Mike James, non si è mandato via da solo,
Due campioni in squadra nel loro prime/fase calante (Shields e Mirotic), compriamo Nebo e poi per completare la squadra facciamo un mercato di giovani scommesse stile Alba Berlino. Mah…
Con Fioretti head coach e senza la panchina punitiva al minimo errore, Nico potrebbe fare bene. altrimenti “potrebbe rimanere offeso” per citare “Gli svizzeri” di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Lo stesso vale per il resto della squadra.