
Olimpia Milano post Olympiacos, le ore della rabbia e dell’occasione sciupata. Una squadra di combattenti che smarrisce le armi al momento del dunque.
Sono cose di basket, che appartengono anche alla conformazione di una squadra inesperta sugli esterni, e che per questo deve passare da certi errori e da certe esitazioni.
Anche se dall’errare, la sensazione di essere passati al perseverare resta. Varese, Bayern, ora Olympiacos. Forse, qualcuno degli uomini in campo, dovrebbe restare a guardare. Soprattutto se hai un elemento come Fabien Causeur, che in questi momenti dovrebbe essere in campo per favorire anche il servizio a Nikola Mirotic.
Peccato, perché la squadra aveva giocato per tutto il secondo tempo in cinque contro otto, ed essere ancora in partita a due minuti dalla fine era già un miracolo. Figurarsi con il pallone della vittoria in mano.
I biancorossi sono stati bravi a leggere meglio i tagli dell’Olympiacos nella ripresa, a trovare contromisure con Zach LeDay a Sasha Vezenkov (aveva la febbre secondo Bartzokas…), a cavalcare cavalli diversi e a difendere ottimamente in anticipo sulla palla.
A costruirsi un’occasione contro un avversario di maggiore taglia, e con un gigante a ricevere palla in un’area senza centri da opporre. In tal senso, risulta ancora più incomprensibile oggi la firma di Freddie Gillespie a fronte di David McCormack. L’attuale centro dell’Alba ha dei difetti, ma se il sostituto praticamente neanche gioca…
E qualche lecito dubbio viene anche sulla gestione di Armoni Brooks. Mai in campo ieri dopo i 5’ con il Bayern e l’avvio deludente con Trapani. I suoi tiri, la sua mano, il suo coraggio, avrebbero aiutato. Ma è anche vero che Messina è arrivato all’ultimo tiro con le sue scelte.
Il resto è cosa evidente, sotto gli occhi di tutti. I 12.000 e oltre del Forum sono stati presi in giro da tre arbitri scarsi e una lega come sempre assente. Non è la prima volta che succede con l’Olympiacos, non sarà neanche l’ultima.
Restano negli occhi la rimessa concessa a Fournier e il fallo fischiato a Mannion sul finire del terzo quarto, la squadra mandata in bonus in 2’ nel quarto quarto e il trattamento riservato a Mirotic. Poi c’è anche quel tiro di Alec Peters, di cui francamente non mi sono accorto. Per 20’ è stata una direzione insufficiente da ambo le parti, per altri 20’ totalmente in una direzione. Che tristezza.

Condivido questo commento, che evidenzia i nostri errori, magari anche di scelte dalla panchina e purtroppo è la terza partita che perdiamo punto a punto con la palla della vittoria o del possibile pareggio in mano, ma che mette in risalto anche un arbitraggio ieri al limite del provocatorio, se non oltre. Chi sostiene che gli arbitri non abbiano inciso, qui su ROM, mi viene da pensare che siano in malafede, come appunto alcuni fischi di ieri
Un ottimo pezzo signor Maggi,che in gran parte condivido.
Mi divide da lei la valutazione sul peso che i falli avrebbero avuto sull’esito finale della partita.
Giusto che ognuno rimanga del suo parere,faccio solo notare pure a lei che un solo fallo di differenza non può determinare in alcun modo nessuna partita,e qui mi fermo altrimenti non se ne esce più.
Diverso il caso se invece si parla di rimbalzi ed averne concessi 8 in più ai greci a mio parere significa molto,soprattutto in una partita punto a punto.
Ed allora perché non parlare abbastanza di un errore bestiale di mercato che abbiamo fatto allontanando prematuramente un giocatore che ieri sera ne ha inchiodati ben 15 in testa al signor Tavares ( con 8 rimbalzi) mentre i nostri due centri in campo ne hanno portati a casa 4 con 1 rimbalzo in una gara senza Milutinov?
E la gestione cervellotica dei secondi finali di alcuni match si può sempre addebitare al caso ed all’inesperienza oppure c’è qualcosa di più profondo?
In ultimo non sarà sfuggita pure a lei l’immagine di uno ZLD in totale riserva di ossigeno.
Il mancato apporto di quello che fino ad oggi e’ stato assieme a Niko il nostro uomo migliore e’ un campanello di allarme fortissimo che qualcosa in termini di gestione dei giocatori comincia a scricchiolare se alcuni elementi determinanti dovranno continuare a spendersi 30 minuti a gara pure in LBA.
Niente e’ del tutto perduto entrare nei primi 10 se non ci perderemo dietro ad inutili piagnistei.
Hanno vinto i più forti,potevamo farlo pure noi,dobbiamo essere orgogliosi della prova in campo dei nostri,ora testa solo all’Asvel per una gara che si preannuncia molto più difficile del previsto
Ma cosa c’entra il numero di falli?!? Non è che se i numeri si equivalgono allora va tutto bene! I fischi hanno un peso e ieri lo hanno avuto, per caso ti sei chiesto come mai dopo 2 minuti del quarto quarto eravamo in bonus e come ci siamo arrivati? Hai visto i falli fischiati a Diop, Ricci e Mirotic (3 volte !) in attacco che sgomita alla pari di Vezenkov per prendere posizione? Credi che non condizioni il modo di giocare e difendere? Ti sei accorto che l’Oly nell’ultimo quarto ha segnato la metà dei punti su tiro libero?
Ci sta poi valutare tutto ed i problemi della squadra, ma nascondere il fatto che la partita sia stata condizionata dagli arbitri è negare l’evidenza.
Credo che dovresti guardarle le partite…
Ah che frantoio di cabasisi
Mirotic letteralmente bullizzato da una terna in palese malafede.
Andare di loro iniziativa a controllare se un suo NON fallo a rimbalzo potesse essere addirittura un gesto violento è stato un atteggiamento grottesco e provocatorio.
L’inesperienza conta ma non spiega tutto. Evidentemente ci sono altre concause, che vanno al di fuori della “perseveranza “.
Probabilmente poteva esserci in campo un quintetto migliore, più adatto a un finale punto a punto, ma non è detto che il risultato sarebbe stato diverso.
Mi sembra di poter dire che quel che manca di sicuro è un uomo che sappia tenere in mano e gestire il gioco nei momenti che contano, che non sono solo i finali. Purtroppo sono giocatori sempre più rari, ma imprescindibili anche nel gioco moderno. Per diventare un giocatore del genere, l’esperienza conta ma non basta. Occorrono doti di leadership, carisma, conoscenza del gioco, freddezza che non vedo nei nostri attuali due/tre portatori di palla e che non le acquisiranno per miracolo quando avranno più esperienza. Sono doti che hai o che non hai: Chacho, ultimo esempio ammirato da noi.
Se il play vecchio stile è stato messo da parte dal gioco moderno, occorre meglio capire cosa si vuole dalla figura che ne ha preso il posto. Mi pare che la nostra panchina sia in mezzo al guado, incapace di decidere che cosa si aspetta di avere da quel ruolo aldilà di portare la palla oltre la metà campo e dí iniziare lo schema. Una visione molto riduttiva, a mio parere, e castrante.
E chi era costui ieri sera nel Olympiacos? O nel Bayern?
Ma quante pippe mentali su una partita bella e molto equilibrata che poteva finire in qualunque direzione. È’ il basket bellezza.
E noi lo abbiamo giocato molto bene il basket ieri sera, meglio degli altri forse (e sicuramente meglio degli arbitri, indecenti)
Personalmente da ieri sera mi porto a casa alcune considerazioni (esulando dalla discussione arbitri)
1) una squadra che mi aspettavo potesse competere contro una top 5, che ha confermato buone cose e mantenuto il suo percorso di crescita, individuale e di gruppo (bravi ai ragazzi, almeno per 35 minuti e salvo gap mentali qui’ e li’ nel terzo e ultimo quarto)
2) un bilanciamento offensivo piu’ costante, pur in assenza di una reale dimensionalita’ di pick and roll in attacco, dovuto all’assenza di Nebo e alla mancanza di un suo reale sostituto in squadra. Questo punto in particolare altera TUTTO il gioco e Messina e i ragazzi hanno dimostrato di avere un pool di soluzioni e esecuzione almeno in grado di tenerli in partita, se non di vincerla.
Sul 2) da sopra, nn mi stanchero’ mai di sottolinere quanto per il sistema Messina avere profondita’ di soluzioni nel paint in uscita da blocchi e sul roll e’ assolutamente critica. Motivo per cui Hines, un mago del roll con Rodriguez, era cosi prezioso all’economia di squadra…metteva blocchi solidi, rollava con tempo e copertura degli spazi superlativa, e aveva un finishing vario e inarrestabile. Quella dimesnionalita’ “verticale” apre angoli e spazi per le guardie se marcata in tag…e il gioco si apre a triangolo (o quadrato che sia) dando ritmo e soluzioni a una difesa he deve arrancare. Gli togli quella dimensionalita’ in roll e tutto diventa INCREDIBILMENTE piu’ difficile per la squadra.
Ieri sera i ragazzi secondo me sono stai bravissimi a sviluppare una dimensionalita’ di gioco alternativa, tirandosi fuori dalle grane di un pick and roll monco per mancanza di personale infotunato.
3) una difesa stretta e con ottime rotazioni. Finalmente. Se notate, gli “hedges” nel difendere il pick androll (quelli che alcuni chiamano “cambio sistematico” che switch non e’ in realta’, e’ solo il lungo she salta fuori per dare il tempo alla guardia di ritornare sul suo) sono ora migliorati su timing e angoli e le penetrazioni dell’avversario sono notevolmente ridotte. La battaglia a rimbalzo continua a essere a nostro favore (o siamo li’), il che e’ notevole mancando di fisicita’ nel reparto. Le rotazioni ci sono e costringono l’attacco all’extra pass e a tiri contestati.
Quelle sono le mie tre osservazioni principali che penso depongano bene per l’immediato futuro, se l’intensita’ continua a essere quella che abbiamo visto negli ultimi due mesi.
Poi lo svantaggio nel reparto “5” potrebbe essere la goccia che nel lungo fa traboccare il vaso, se il mercato o il recupero di Nebo non sistemano quello che e’ effettivamente un buco notevole e fortemente penalizzante per Messina e il team
100% d’accordo, bravo Mauro
Perfetto nulla da aggiungere e grazie per l’apporto che dai alla discussione.