
Olimpia Milano post Trento, e due. Attacco incredibile, alto ritmo, difesa farfallona. Un cambio di filosofia per inseguire lo scudetto numero 31, o quanto meno uscire vivi dalla serie con l’Aquila?
Ettore Messina lo fa intendere, la squadra gioca leggera, tira 11/18 da 3 senza praticamente forzare nulla, facendo girare la palla, palleggiando meno, e il tutto anche concedendo 93 punti, che non sono certo un invito alla transizione.
Nicolò Melli entra in campo con un diavolo per capello e va subito in doppia cifra. Shavon Shields dimostra perchè oggi è la prima opzione offensiva di questa squadra. Nikola Mirotic non è coinvolto e non si fa coinvolgere, ma prima o poi arriverà.
Insomma, vittoria pacata, che non risolve i problemi emersi, e che potrà essere davvero definita solo nella prima uscita in Trentino, visto che l’avversario non può pensare di performare subito al massimo con due gare in tre giorni.
Tema Voigtmann. 2 punti in 16’ con un tiro solo tentato. Eppure, +23 di plus/minus, e appena entrato in campo la squadra scappa via. Gli strani dati del basket.


Sicuramente il ritmo più alto è stato una scelta, ma non c’è un cambio di gioco, perchè il gioco non esiste.
Mesi fa si citavano i soli casi in cui si vince:
% da 3 assurde e prestazioni super di qualcuno.
Ieri non fa eccezione: Melli super nel 1q (poi si assente), Shields assente nel 1q, poi strepitoso nel secondo e terzo.
Così come non ha fatto eccezione gara 1: 100% da 3 nel primo quarto, poi non la metti + e perdi.
Fra 2 giorni sarà la stessa cosa: siamo solo figli dell’estemporaneità e dell’impovvisazione.
Mirotic potrebbe farne 30 a Trento 😊come zero.
Dipende dalla luna del momento, perchè non c’è filosofia ne gioco.
Concordo, anche se ritengo la problematica figlia della folle costruzione di un roster assurdo privo di giocatori affidabili e completi tecnicamente e fisicamente nei ruoli chiave di playmaking, centro e guardia tiratrice, oltre che di valide alternative nel ruolo di ala piccola.
Il non gioco è causa di queste gravi lacune tecniche create da chi ha scelto i giocatori, più che delle scelte tattiche, comunque a mio parere molto discutibili.
E’ una squadra piena di talento che le permette di costruire parziali e vincere delle partite, ma senza le minime basi tecniche per poter essere una squadra con la continuità necessaria in una partita, in una serie e in una stagione, perennemente fragile ed esposta a momenti di totale black out. E’ come una macchina con un gran motore e ottime rifiniture, ma senza motorino di accensione per partire e differenziale per far girare le ruote nella giusta direzione.
Quindi dopo anni di difesa difesa difesa ci siamo convertiti al catch and shot …