«Milano che flop a Villeurbanne. Ora la rimonta è un miraggio» titola la Gazzetta dello Sport a pagina 41. Sottotitolo: «Sul campo della penultima l’Olimpia risale dal -16 ma Lo fallisce la tripla del pareggio».
Così Paolo Bartezzaghi: «Non c’è emergenza che possa giustificare una sconfitta così. Tre settimane dopo la vittoria contro il Real Madrid primo in classifica, Milano perde meritatamente contro il Villeurbanne ultimo fino al giorno prima. La speranza di restare in corsa in Eurolega si spegne per il risultato e per una prestazione sconfortante».
«Non conforta, anzi alimenta il carico di rimpianti, la reazione finale con un 13-2 in tre minuti che regala a Maodo Lo, peraltro uno dei migliori, la possibilità di pareggiare a 8 secondi dalla fine. Ma la tripla non entra. E non ha senso aggrapparsi alle pur tante assenze: oltre a Tonut, Flaccadori e Napier, non ci sono Mirotic colpito da gastroenterite la notte precedente, e Caruso rientrato per la morte del nonno. Ettore Messina ha solo 10 giocatori, ma più che sufficienti per vincere, come dimostrato negli ultimi minuti. Non giocando così, ovvio».


Parlano ancora di rimonta? Ma questi vivono su Marte? Sono proprio sconnessi dalla realtà
La Gazzetta dice che non bisognerebbe aggrapparsi alle assenze, ma poi li cita tutti, gli assenti.
Persino Caruso, che di solito fa lo spettatore retribuito dalla panchina. In Eurolega gioca tipo…..mai.
Ma dato che Bartezzaghi menziona le assenze di Milano, perchè non dire che pure Fall e Thomas erano assenti nell’Asvel? Fall è alto 2.27, ai nostri pivot, Melli, Poythress, e Hines mangia la pastasciutta in testa.
La Gazzetta pensava che l’Olimpia di Messina avesse ancora qualche possibilità? Illusi che sovrastimano mister 35 tituli.
Ci dobbiamo rassegnare.
La squadra è specchio della proprietà – (ovviamente) -, quindi ne vengono conseguenze.
Per anni, gli anni di Proli, ci siamo accorti che la squadra collezionava figurine invece che giocatori veri e utili, ricordo qui solo Kleiza come esempio lampante.
La felice intuizione di segno opposto, Banchi/Langford/Gentile, fu smantellata presto e per ragioni futili, probabilmente per miopia sportiva.
Poco glamour, l’ottimo Banchi. Tanto sport, e lo dimostra sempre, ma poche paillettes.
Quello che secondo me nessuno ha veramente messo a fuoco finora, e sicuramente nessuno l’ha scritto chiaramente, esplicitamente, è che purtroppo anche Messina, anzi Messina prima di tutti gli altri, è una figurina.
Una figurina.
Una figurina triste e avvilita, un accessorio non utile e troppo costoso, uno specchio lucente per le allodole: tutto questo e nient’altro è una figurina, per definizione.
Adesso secondo me è possibile spiegarsi molte cose, messo a fuoco con chiarezza il punto Messina figurina.
Si spiega il sostegno pieno e acritico del ganassa, Leo Dell’Orco, per conto della proprietà: Messina è un nome appariscente, e una forza occulta nel sottobosco del basket, una faccia da copertina, un modello che il mondo della moda ha dimostrato essere di successo e dominante, che viene quindi ripetuto in ambito sportivo.
È il credo del mondo in cui operano e in cui hanno costruito la loro ricchezza, l’immagine!
Talmente ne sono convinti, è il loro stile, che non si accorgono del solco che la triste figurina Messina – triste come tutte le figurine orpelli inutili, solo d’immagine – del solco che sta scavando.
La disaffezione che sta generando, proprio verso la squadra.
Dice: ma siete solo voi, 4 inutili gatti incazzati da una vita infelice, che vi sfogate.
Il Forum in realtà è pieno e c’è la fila degli sponsor davanti la porta.
Leggi allora cosa scrive e come scrive parte dell’altra stampa, per esempio Jean Claude Mariani di Eurodevotion qui https://eurodevotion.com/2024/03/01/asvel-olimpia-euroleague-2024/
Non è esattamente il tono critico, amareggiato e deluso che esprimiamo noi qui su ROM, vestito in chiave professionale?
A me pare di sì.
Allora viene davvero la voglia di valutare: meglio questa ricca proprietà di nani e ballerine, paillettes e figurine, ma una squadra senza palle dominata da una infelice e stressata figurina, o meglio una squadra senza soldi, che deve lottare ogni partita per sopravvivere, ma lo fa, volta dopo volta e qualche volta con successo, una squadra che non ha superstar ma campioni che riusciamo ad amare e che ci creiamo come idoli da applaudire e aspettare!?
Davvero il gruppo Armani ha bisogno dell’obolo per questa squadra che qualcuno gli paghi la palestra d’allenamento per metterci su il proprio nome?
Davvero dobbiamo considerare questo il tributo essenziale di Messina alla NOSTRA Olimpia Milano???
Io non credo.
Ai soldi credo se c’è la passione, il fuoco, le persone.
Le figurine le lascerei volentieri al ganassa e al bagno che fa nei 9.000 del Forum ogni volta. Una bella immagine.
Di periferia, di ghetto, d’incommensurabile arroganza.