Virtus-Olimpia Milano: il tabellino del KO anche nel derby

kevinmartorano 17

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA – EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 86-79

(21-26, 24-14, 20-23, 21-16).

(21-26, 45-40, 65-63, 86-79).

Virtus Bologna: Cordinier 8, Lundberg 19, Belinelli 8, Pajola, Smith 2, Dobric 8, Mascolo n.e, Cacok 1, Shengelia 14, Hackett 10, Dunston 2, Abass 14. Coach Banchi.

Olimpia Milano: Lo 13, Poythress, Bortolani n.e, Tonut, Melli 10, Ricci, Flaccadori, Hall, Shields 21, Mirotic 16, Hines 8, Voigtmann 11. Coach Messina.

Note: 56.4-54.8% tiri da due punti, 45.8-41.4% tiri da tre punti, 81.8-56.3% tiri liberi, 29-34 rimbalzi, 20-18 assist, 7-13 palle perse, 6-4 palle recuperate.

17 thoughts on “Virtus-Olimpia Milano: il tabellino del KO anche nel derby

  1. Shields 21 punti, Mirotic 16, come fai a perdere?
    Beh, se hai un grande allenatore davanti, purtroppo puoi perdere anche con due grandi campioni.

    1. Noi invece purtroppo abbiamo un problema, e non è il ponte.
      Però abbiamo vinto due scudetti!

    2. Tento un commento bilanciato (benche’ la pazienza ormai sia stata esaurita da tempo). Se ne continua a discutere ad nauseam. Alcuni nella “nostra” organizzazione (nostra intesa in termini estesi ovviamente) se ne sono scusati per le figuracce e l’assenza mentale. Ma i problemi, ampiamente elaborati da molti in questo blog, sono sempre gli stessi. Una squadra che non ci crede, e non sa opporre resistenza. Sotto di 2 (81-79) lascia spazi e penetrazioni che portano a easy layups, e un nuovo distacco (86-79 in pochi secondi). Nessuna resistenza, body language sconfitto, teste basse, nessuna reazione. Quali sono le nostre reazioni? Sono tiri da tre. Shields e Mirotic back to back. Ci danno la parvenza di “essere in partita”. Ma sono estemporaneità individuali, non c’e’ squadra dietro quei punti. E lo si vede immediatamente in difesa. Lo si vede appena la palla circola come una patata bollente di cui i compagni vogliono liberarsi. Lo si vede nel timeout di Messina. Tutti seduti, in silenzio. Teste piegate. Sguardi tristi. Occhi senza energia. Non ci crediamo. Avete mai visto i veri team in un timeout preso in momenti cruciali? Quasi non ascoltano l’allenatore (salvo per qualche secondo). Si parlano fra atleti. Si guardano negli occhi. Si danno una scossa a vicenda. Molti stanno in piedi, riposando ma continuando a muoversi per gestire l’energia del momento che bolle dentro. Noi no. Noi vediamo una squadra seduta che fa finta di ascoltare il coach, a occhi spenti. Sperando in un “tre punti” (che spesso arriva sia ben chiaro) di Shavon o del buon Mirotic. In difesa non ci opponiamo quando conta. Tira chi non deve tirare negli avversari. La nostra “regia” (playmakers) non e’ una regia, non da’ ordine, non trasmette ritmo, non tira e non crea. In difesa non tiene il palleggio. Lundberg ci ammazza in penetrazione, Lo non lo tiene. Lo passa sotto lo screen quando Lundberg e’ torrido. Gli da un metro di spazio per levarsi dalla linea da tre, e giu’ va il danger e con quello iniziamo a affondare. Lo tenta lo scoring dal perimetro e ci da’ un mattone che si infrange sulla tabella senza toccare il ferro, il segno che il ragazzo non c’e’. Quindi si, si può’ (e si deve) perdere anche se Shields e Mirotic tentano di salvare la baracca. Perché’ ce’ poco o nulla al di la’ di quei due, a volte.

  2. Vabbe alla fine siamo qui a dire sempre le stesse cose e sarà sempre cosi: l’agonia di una via-crucis….e il viaggio è ancora lungo

  3. Ha segnato solo il quintetto titolare più Hines, ma la colpa è di Messina, mah

  4. Solito schifo,
    Allora qualcuno mi spieghi come si può avere fiducia in un coach che non vuole giocare con play e pivot e poi si becca 20 schiacciate a partita e gli esterni avversari banchettano sulle nostre guardie?Ma poi davvero pensava di andare da qualche parte con Lo e Flaccadori?Uno che a parte l’eccezione del Chacho ci ha portato Mack,Krell e gente così in play e Tarcewski è il miglior centro che ha saputo trovare?
    Uno che anche oggi ci fa assistere alla saga dell’errore nel salire palla in mano lasciando incombenza a gente che non ne è assolutamente capace e in più marcata da una guardia (vedasi Shavon).Gioco nullo,ogni cambio difensivo punito selvaggiamente,Stiamo li solo per la balistica solista dei nostri giocatori.
    Se uno avesse il senso della vergogna dovrebbe non presentarsi più,invece incolpera’ qualcuno di quelli scelti da lui per aver fatto resuscitare Abass e Lundberg due che erano ai margini del progetto Virtus fino a poco fa…con un altro coach…
    Siamo sdegnati…

    1. La rinascita di Lundberg, che era fuori dalla rotazioni con Scariolo, dice tutto. I nostri sono tutti ottimi giocatori ormai in una buca e continuano a scavare. La soluzione è semplicissima. La colpa è solamente di una persona: Giorgio Armani. Che se ne vada alle sfilate e non si faccia più vedere al Forum. È il classico ricco scemo. Contento lui!

    2. Gli unici due campioni che sono venuti per Messina sono il Chacho e Hines ma solo perché sono due suoi fedelissimi. Il terzo Mirotic per sua stessa ammissione è stato un regalo della proprietà che lui neanche voleva..

  5. Gli avversari di Shields segnano in penetrazione, tirando da 2, tirando da 3, in 1 contro 1 e schiacciando…..non male per essere il pupillo di un allenatore (????) che basa il suo gioco sulla difesa.
    Due scemi.
    #Messina e Shields fuori dai coglioni

    1. Melli avrebbe tanto da dare…con il coach che lo ha lanciato: Andrea Trincheri

  6. Oltre a Messina abbiamo Shields che perde palloni, i suoi avversari segnano da 2, da 3, in 1 contro 1 e persino schiacciando.
    Poi certo lui segna qualche punto, ma il bilancio sono i risultati.
    # Messina e Shields andatevene

  7. Si dimostra come la vittoria con Valencia fosse dovuta al fatto che gli esterni della squadra spagnola non c’erano. Abbiamo vinto anche contro l’Oly proprio per la stessa ragione. Ma se gli avversari hanno esterni brillanti Flaccadori e Lo spariscono e purtroppo, schierato da 2 ,in difesa anche Shields va in tilt. Lo non é giocatore da alto livello, lo dico da quando lo hanno preso, in attacco ci sta che segni, ma non ha il fosforo, né la difesa, per essere un riferimento in Eurolega. L’assenza di Pangos non mi pare aiutare (se non per provare a indicare un capro espiatorio)
    Comunque a tratti Milano ha giocato nettamente meglio del solito, vanificando il tutto in un finale inguardabile in difesa. Buoni segnali da Melli per metá partita, speriamo sia il segnale di un’inversione di tendenza.
    Io continuo a immaginare questa squadra con un esterno un pó piú solido e soprattutto un altro allenatore (anche se questa é stata la serata in cui Messina mi é parso meno disastroso)

  8. Melli sembra l’orso Yogi. Non segna, e spesso nemmeno tira, difende male e pare uno spettatore buttato in campo…Se penso che abbiamo sostituito Punter e Leday con Hall e Melli mi viene la gastrite… Se quell’anno avessimo inserito un centro di livello e fisico e due o tre innesti per allungare le rotazioni avremmo avuto uno squadrone… ed invece no! il fenomeno di Messina doveva dimostrare che capisce solo lui di basket ed ha disfatto tutto costruendo una squadra che in Europa ha fatto è andata sempre peggio fino a toccare il fondo della classifica. Mettetevi il cuore in pace …Messina panchina e poltrona non le molla. Speriamo solo non venga rinnovato e si riparta senza lui, Melli, Hines ed Hall. Il resto facciano quel che vogliono con un po’ di logica… Povero Mirotic dove sei finito…

  9. Un centro di livello e fisico Messina non lo vuole. Non capisce che si può dare la palla sotto. Oggi, viste le assenze avversarie, si DOVEVA giocare sempre in post ma:
    1 il coach non conosce questo aspetto del gioco e non lo può dunque insegnare
    2 il coach non ha preso nessun centro fisicato che sappia giocare in post basso

    Certo io sono tifoso, ignorante e che non capisce di basket ma lui è arrogante, ostinato, desueto. E troppo meschino per non rassegnare le sue dimissioni.
    Ma forse fa bene lui, visto che nemmeno i suoi “capi” hanno la capacità di capire che solo mandando via il coach si può sperare di non rovinare ulteriormente la situazione.

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