“A New York guardarono il mio gomito e dissero: è un disastro”. La verità di Billy Baron

Alessandro Maggi 13

Billy Baron, a poche ore dall’annuncio del suo ritiro dal basket giocato, ha parlato con il sito serbo Meridian. E ha parlato del calvario della passata stagione

Gazzetta Milano

Billy Baron, a poche ore dall’annuncio del suo ritiro dal basket giocato, ha parlato con il sito serbo Meridian. E ha parlato del calvario della passata stagione.

SUL PROBLEMA AL GOMITO

“Il mio infortunio non era così grave… Giocavo, sentivo un po’ di dolore, ma riuscivo comunque a tirare, forse stavo giocando il miglior basket della mia carriera. Abbiamo vinto il titolo e il giorno dopo sono andato a fare l’operazione, praticamente dovevano solo pulirmi un po’ il gomito e il recupero doveva durare tra le 4 e le 6 settimane. Volevo farlo per sentirmi meglio, perché avevo un contratto di due anni ed ero un giocatore affermato… Sono andato dal medico che mi avevano consigliato, mi ha operato e non mi sono più sentito lo stesso. Ho iniziato a sentire fastidio al braccio, era doloroso e non riuscivo nemmeno a muoverlo.”

SUL PEGGIORAMENTO PROGRESSIVO

“Sono tornato dallo stesso medico a settembre e la risonanza ha mostrato che alcune cose erano tornate. Era davvero confuso. Abbiamo programmato un’altra operazione, hanno fatto un’incisione più grande e mi hanno tolto 300 grammi dal braccio a ottobre. Era molto doloroso, il piano era di tornare a giocare verso Natale, ma il braccio non migliorava. Ho giocato qualche partita, ma non riuscivo nemmeno a tirare. Mi dicevano che faceva parte del processo… Dopo alcune partite ero frustrato e ho dovuto prendermi una pausa. Ho passato gennaio a fare terapie, ma non c’era alcun miglioramento.”

SULL’EVOLUZIONE ALL’ESTERO

“Sono andato a Monaco con la mia famiglia e ho parlato con il preparatore del Bayern. Mi ha detto che era impossibile giocare con un braccio in quelle condizioni. Dovevo sottopormi a un’altra operazione e cambiare completamente il piano di recupero, che era stato sbagliato. Era febbraio, erano già passati sette mesi e stavo peggiorando. Pensavo fosse colpa mia, che fosse il mio corpo a non rispondere.”

SULL’INTERVENTO A NEW YORK

“Non volevo operarmi a Monaco, così ho deciso di tornare a casa. Ho trovato uno dei migliori medici al mondo, che lavora con i New York Yankees. Quando ha esaminato il mio braccio ha iniziato a scuotere la testa e ha detto: ‘È un disastro. Che peccato’. Non poteva garantirmi che il braccio sarebbe migliorato dopo l’operazione, ma ho deciso comunque di farla e questa volta ho avuto sensazioni molto migliori. Dopo due o tre settimane riuscivo a muovere il braccio, cosa che non ero stato in grado di fare dall’inizio della stagione precedente. Ero come un bambino, mi sentivo così bene. Stavo davvero migliorando.”

SUL RITORNO

“Siamo tornati prima del previsto. Pensavamo che la stagione fosse finita per me, ma il fisioterapista mi ha detto che avrei potuto tornare a giocare a maggio. La riabilitazione che abbiamo seguito era diversa. Non mi facevano piegare il braccio come prima, quando il dolore era davvero intenso. Il fisioterapista di New York mi ha spiegato che non dovevamo fare così. Abbiamo proceduto lentamente, con massaggi leggeri e movimenti dolci, e il braccio continuava a migliorare. Sono tornato a Milano per cercare di giocare nei playoff, ho fatto quattro allenamenti, mi sentivo bene, facevo canestro, ed Ettore [Messina] ha detto a tutti che avrei giocato. Era una sensazione incredibile.”

SUL NUOVO INFORTUNIO

“Durante il riscaldamento per la prima partita di playoff, ho sentito qualcosa al polpaccio. Si è scoperto che l’avevo strappato. Non potevo crederci. Ma ho deciso comunque di giocare, dovevo dimostrare che il mio gomito stava bene. Ho segnato il mio primo tiro, e quello è stato tutto.”

13 thoughts on ““A New York guardarono il mio gomito e dissero: è un disastro”. La verità di Billy Baron

  1. Mi spiace molto per Billy, che gran bel tiratore che era! La sua prima stagione all’Olimpia è stata molto positiva, pur all’interno di un’annata complicata per la squadra, e lui contribuì in maniera decisiva alla vittoria dello scudetto.
    Peccato che l’Olimpia si trovi suo malgrado coinvolta nel termine della carriera di questo ottimo giocatore, con questa operazione al gomito che evidentemente non è stata eseguito al meglio, leggendo le dichiarazioni di Billy. E sì che il chirurgo consigliato è uno dei migliori in Italia per quanto riguarda gli arti superiori e specificatamente il gomito.
    Il suo nervosismo, il suo sfogo, è ampiamente comprensibile.

  2. Indipendentemente da questo caso, il dubbio che sulle funzioni di staff si potesse fare qualche riflessione, era, ed è, opinione abbastanza diffusa .. se le cose sono andate così mi spiace ancor di più x Billy che avrebbe potuto proseguire la carriera magari proprio a Milano … stante la situazione attuale ci sarebbe stato bene.😉

    Auguri Billy e grazie di tutto
    Forza Olimpia

  3. Ora non per fare polemica, anche perché nessuno commette volutamente certi tipi di errore. Ma l’ortopedico italiano gli ha rovinato la carriera… Questo signore con la pallacanestro ci mangia(va). Comunque Baron merita davvero gli auguri più sinceri di buona vita futura!!!

  4. Ci sta il parallelismo con la via crucis di Van Basten…una storia veramente triste che Billy non si meritava

  5. premesso che mi spiace molto per Billy, ottimo giocatore, uomo squadra e serio professionista, mi sfugge cosa sia successo da quando questa primavera sembrava sentirsi meglio e poter riprendere a giocare (già dai play off) e la decisione di ritirarsi. Immagino che lo strappo al polpaccio non c’entri molto, probabilmente nonostante l’operazione, la situazione del gomito è tornata a peggiorare, oppure cosa?

    1. Evidentemente non si sente più pronto fisicamente e mentalmente per essere un giocatore professionista. Lui sostanzialmente era un tiratore, se purtroppo ha perso la fluidità nel movimento del braccio diventa complicato giocare.

  6. Per esperienza personale durante i miei lontani tempi di gioco (ginocchio e anche), gli interventi sbagliati (io ne ebbi due di fila) sono quanto di piu’ psicologicamente difficile un atleta (ma anche una persona normale) vada ad affrontare.

    Inizi a dubitare di te stesso e delle capacita’ del corpo di guarire, il che porta con se’ tutta una serie di domande su perche’ per come che hanno portata piu’ ampia del campo e segnano momenti bui (auspicabilmente temporanei) del percorso di vita. Molti che passano per quei calvari fanno fatica a tornare completamente se stessi, almeno nel breve termine e il senso di amarezza spesso diventa battaglia quotidiana contro cui lottare.

    Purtroppo questi periodi neri, sopratutto in concomitanza di momenti terminali di carriere sportive non sono quasi mai raccontati, un po’ perche’ al pubblico di massa poco importa (al di la’ alla W or L di squadra la domenica) e un po’ perche’ i racconti diventano truci e dark molto presto, richiedendo stomaco e profonditi’ psicologica per averne totale comprensione.

    A Billy, che stimo sotto vari aspetti, auguro il meglio per dare senso alla fine della storia e per non guardare indietro. Non sapremo mai (o perlomeno a me non venne data ragione) perche’ ottimi medici/surgeons a volte sbagliano. In questo caso sembra che gli errori, dal primo al secondo intervento e alla fisioterapia intorno, inclusi piani e consigli, sia stato una totale catastrofe.

    Auguri Billy!

    1. Che Billy sia in un periodo difficile dal punto di vista sportivo è evidente, non serve essere scienziati per rendersene conto, o averlo provato sulla propria pelle.
      Grazie del tuo intervento Mauro C.
      Ma occhio che “Tu sì che hai sempre la verità in tasca” (così ti risponderebbe un troll che raglia in continuazione)

      1. No, non è il caso di Mauro C altrimenti glielo avrei scritto. Mauro C è un utente competente e rispettoso nei confronti di tutti (purtroppo pure nei tuoi) tutto il contrario di te.
        Mi dispiace ti è andata male.

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