Messina da Ginobili per la Hall of Fame: Aveva il desiderio di essere il migliore

Oggi il coach biancorosso sarà a Springfield per onorare il fuoriclasse argentino: “Io nella Hall of Fame? Sarebbe un sogno, ma la lista è lunga”

Oggi Ettore Messina non sarà in panchina a Cagliari con l’Olimpia Milano, impegnata alle 18 nella semifinale contro Varese. Il coach biancorosso è volato negli Stati Uniti per assistere alla cerimonia di introduzione nella Hall of Fame di Manu Ginobili, da lui allenato prima alla Virtus Bologna e poi ai San Antonio Spurs, quando era assistente di Gregg Popovich. NBA Radio ha intervistato il tecnico dei campioni d’Italia proprio sul leggendario fuoriclasse argentino, in vista della cerimonia di questa notte.

Ettore Messina | Ginobili e l’arrivo alla Virtus

Messina ha parlato dell’arrivo a Bologna di Manu: “Abbiamo firmato Ginobili nell’estate 2000, lui giocava a Reggio Calabria. Dove ha giocato due anni, conquistando la promozione in Serie A. Tutti sapevamo che era un grande atleta, un po’ pazzo. Giocava con grande orgoglio e con tremendo atletismo. Lo abbiamo firmato con l’intento di farlo giocare comeriserva di Sasha Danilovic, un leggendario giocatore slavo, ora nella Hall of Fame Fiba. Che ha giocato nell’NBA con Miami e Dallas”.

I primi passi con la maglia bianconera: “Quell’estate c’erano state le Olimpiadi a Sydney e Danilovic aveva giocato quel torneo. Abbiamo deciso di farlo riposare un po’, così Ginobili è entrato in quintetto. La prima partita di Eurolega non ha segnato dal campo, solamente sei tiri liberi, segno di una strada lunga da percorrere. Sei mesi più tardi è stato l’MVP di Eurolega, che abbiamo vinto battendo Vitoria 3-2 nella serie. Per rispondere alla domanda: se pensavo potesse diventare un Hall of Famer, dico di no. Pensavo potesse diventare un buon giocatore da rotazioni per gli Spurs, ma ha nuovamente sorpreso tutti”.

Ettore Messina | Ginobili ed il basket

Perché Manu Ginobili è diventato una leggenda? “Era un giocatore molto competitivo, con il desiderio di essere il migliore. Un fantastico compagno di squadra e un giocatore competitivo, fuori dal campo guardava ogni aspetto della sua vita. Aveva una mente molto aperta”.

Tutte le volte che affrontava un ostacolo, in poco tempo, imparava e diventava migliore. Ho molti esempi nei due anni a Bologna, come nei derby contro la Fortitudo. La prima volta che abbiamo giocato fuori casa, i tifosi erano molto aggressivi sulle tribune, c’era molta pressione e ha giocato una brutta partita. La volta successiva ha segnato 40 punti e ci ha fatto vincere. In pochissimo tempo riusciva a correggere gli errori e lo stesso è successo anche con gli Spurs”.

Il tiro da fuori: “Lui ha migliorato in maniera incredibile il suo jumper durante la sua carriera. Quando arrivò da Reggio Calabria andava solo verso il ferro, ma anno dopo anno ha trovato sempre più fiducia nel suo tiro. Aveva una grande disciplina, tutti i giorni aveva una sua routine in allenamento e tirava moltissimo, anche da 3 punti. E, se non era contento, ricominciava da capo”.

Il rapporto con Tim Duncan: “Non posso andare in profondità nel loro rapporto, perché entrambi sono molto riservati. Ma posso dire che condividevano il senso dell’umorismo, la stessa visione del basket, probabilmente anche della vita. Questo ha reso speciale il rapporto”.

Ettore Messina | Gli anni agli Spurs con Popovich

Non solo Ginobili, ma anche il rapporto tra Messina e Popovich: “Ovviamente ho imparato tante cose. Il basket NBA è diverso da quello Fiba ed ho dovuto fare un po’ di aggiustamenti. La via in cui Pop allenava la squadra, l’attenzione ed il senso di rispetto che c’era agli Spurs per ogni componente dell’organizzazione era impressionante. Un grande senso di appartenenza e responsabilità in ogni posizione, ognuno sapeva cosa doveva fare perfettamente ogni giorno ed era messo nelle condizioni di poterlo fare nella miglior maniera possibile. Una grande organizzazione dove studiare per 5 anni“.

La gestione del gruppo: “Pop aveva un modo unico di gestire il gruppo, poteva utilizzare humor o essere duro. Ho preso molto da lui, ma la cosa peggiore da fare è imitarlo, perché è unico. Il suo modo in cui gestiva le partite, in cui amava i suoi giocatori, pur magari odiandoli per un secondo se facevano errori, era qualcosa da studiare. Ed io sono stato fortunato a poterlo fare per 5 anni”.

Ettore Messina | La Hall of Fame e l’Olimpia

Un giorno potrebbe anche Messina entrare nella Hall of Fame di Springfield? “Sarebbe un sogno. Non ho mai pensato a questa possibilità. Ci sono tante persone nella lista, io mi ritengo molto fortunato ad aver allenato grandi giocatori ed eccellenti squadre. È molto difficile possa capitare, ma vi ringrazio per considerarlo una possibilità”.

La chiusura è stata per le le Final Four 2021 di Eurolega: “Siamo tutti orgogliosi di quel risultato e per reso felice Giorgio Armani. Grazie per averlo ricordato”.

One thought on “Messina da Ginobili per la Hall of Fame: Aveva il desiderio di essere il migliore

  1. Grazie a Fabio Cavagnera per questo intervento che approfondisce con aneddoti interessanti i temi Ginobili-Messina-Popovich. Il nostro Coach, per quanto già fatto in carriera, si merita di sicuro un posto nella Hall of Fame del basket. L’incognita non è se ma quando, speriamo il più tardi possibile, perché prima deve scatenare il nostro entusiasmo col ciclo in Olimpia appena incominciato.

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