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AX Armani Exchange a Tel Aviv: le chiavi per l’impresa

Le tre chiavi del match, le assenze di Ioannis Sfairopoulos e lo stato fisico di Arturas Gudaitis

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Dopo l’impresa all’Oaka, l’AX Armani Exchange Milano è attesa alle ore 20.05 in un altro tempio del basket europeo: la Yad-Eliyahu Arena. Nella giornata di Santo Stefano la squadra si è allenata nella mattinata alla secondaria del Forum d’Assago, per poi raggiungere dopo quattro ore di volo Tel Aviv.

Nel basket contemporaneo, vincere a Tel Aviv è un’impresa mai riuscita ai colori biancorossi. Sanguinosi i due ko dei playoff di EuroLeague del 21 e 23 aprile 2014, e per trovare la gara più «positiva» bisogna arrivare sino al primo dicembre 2005, quando la squadra di Lino Lardo cadde di un solo punto nonostante i 26 punti e 11 rimbalzi di Massimo Bulleri.

 

Campo e spogliatoi

L’AX Armani Exchange Milano è arrivata a Tel Aviv con tante buone notizie. Il 12-0 in LBA, il successo di settimana scorsa in Grecia, il recupero di Arturas Gudaitis e la gestione di Mike James, Nemanja Nedovic e Vladimir Micov. Nessun assente, mentre in casa gialloblù Ioannis Sfairopoulos dovrà sempre fare a meno di Jeremy Pargo, con Nimrod Levi separato in casa. Sorprendente la differenza di impegni in questo mese di dicembre: l’Olimpia è alla quinta gara in nove giorni, il Maccabi le ultime cinque le ha disputate tra l’11 e il 21 dicembre, e non vede quindi il campo da sei giorni. Arbitra il trio Hierrezuelo (con cui Milano è 0-8), Hordor e Petek.

La chiave del match 1

Come riportato anche dal sito del club, l’AX è 4-1 quando ha superato gli 85 punti. Il Maccabi, quando li concede, è 0-5, 0-2 sopra gli 80 con Ioannis Sfairopoulos al timone. Il coach greco, da tradizione, ha certamente alzato l’attenzione difensiva, ma i punti deboli restano. In primo luogo la stella Scottie Wilbekin, che cercherà di mettere sotto pressione Mike James palla in mano (i due sono stati i play più corteggiati nell’ultimo mercato europeo), ma ha minor peso difensivo rispetto al prodotto di Portland. E poi DeAndre Kane, che ha alzato vertiginosamente il suo minutaggio nella stagione (29’ di media) in corso, abbassando fatalmente la lucidità offensiva e l’attenzione difensiva.

La chiave del match 2

Fattore quintetto: dopo Wilbekin, Kane (196 centimetri), Caloiaro (203), O’Bryant (206), Black (206). Credito fisico evidente per i padroni di casa, ma l’Olimpia potrebbe rispondere puntando molto su Vlado Micov in attacco (certamente più saggio nelle letture del dirimpettaio Angelo Caloiaro), chiedendo poi un sovrasforzo difensivo a Jeff Brooks evitando il gioco in post di Johnny O’Bryant.

La chiave del match 3

Che in fondo in fondo, fatalmente, è l’attacco. L’AX rispetto all’Oaka dovrà contenere le palle perse, mantenere fluidità offensiva più che controllare il ritmo, e sfruttare il tiro dall’arco, visto che il Maccabi concede un promettente 40%.

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One thought on “AX Armani Exchange a Tel Aviv: le chiavi per l’impresa

  1. Gara interessante ed imporrante per la classifica. Gli avversari odierni sono una buona squadra, nonostante una stagione iniziata maluccio in eurolega. E poi in casa sono sempre pericolosi. Una vittoria sarebbe davvero preziosissima a Milano ha capacita’ per portarsi a casa la vittoria che e’ certamente fondamentale in chiave playoff.

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