Pesante ko in Francia per l’Italia: non basta un buon Melli

Gli azzurri cadono nettamente in terra transalpina nel secondo test verso Eurobasket 2022

Il secondo test di preparazione ad Eurobasket 2022 dell’Italia termina con una sonora sconfitta in Francia (100-68) a Montpellier. Gli azzurri non sono quasi mai in partita e crollano nel secondo tempo, sotto i colpi di Okobo, Heurtel e Fournier.

Non basta un buon Nicolò Melli (13 punti), capitano di giornata visto il forfeit di Datome, a riposo precauzionale per un leggero affaticamento. In doppia cifra anche Danilo Gallinari (11). Per gli altri giocatori Olimpia Milano ci sono gli otto punti di Biligha e Baldasso ed i 4 di Tonut, ha chiuso senza punti Ricci. La squadra di Pozzecco tornerà in campo venerdì ad Amburgo contro la Serbia.

16 thoughts on “Pesante ko in Francia per l’Italia: non basta un buon Melli

  1. Baldasso veramente in parabola ascendente, sono molto contento per lui. Se riesci a crescere bene anche al di fuori del tiro dalla distanza (e già lo sta facendo), può ricavarsi spazi interessanti. Su Tonut difficile esprimersi per ora considerando che sarà da capire che ruolo avrà nell’Olimpia di Messina, certo che non sta proprio, diciamo, brillando in queste partite, ecco.

  2. Io non trarrei alcun giudizio per un amichevole che conta una cippa, dove il giocatore non dà il 100% per evitare rischi di qualsiasi genere in una partita priva di significato.
    Cmq il rendimento di un giocatore varia tra il proprio club e la nazionale, nel senso che ci sono giocatori che riescono a performare di più nel proprio club rispetto alla nazionale, e viceversa.

  3. Nessuno ha detto che Tonut è una schiappa, Gaetano non fare il paraculo.

    1. Io ho parlato al plurale e del significato di un amichevole, impara a leggere prima di rispondere!!

  4. La cosa che mi ha colpito di più è il vedere quante opzioni di squadra abbia una Francia , considerando anche chi ha lasciato fuori x vari motivi (un’altra squadra che potrebbe giocare Europei), e il ricambio che riesce a produrre così come la Spagna. Mi soffermo su questo punto xke le valutazioni di una partita come ieri sera possono essere falsate da arbitraggio casalingo, da motivazioni personali e da esperimenti dei coach. Però davvero, avendo visto basket da molti anni, ho visto passare dai Pieri ai Iellini e Ossola, ai Marzorati al Caglieris al Brunamonti solo x citare un esempio e fare alcuni nomi. Vedo davvero un movimento in difficoltà e qui l’unico responsabile e’ Petrucci che seguita ad occupare una posizione senza meriti ne conoscenze specifiche di questo sport. Poi si può discutere quanto si vuole su chi giochi o meno, ma a parte che le mamme italiane sfornano meno figli e quelli alti magari vanno a giocare a Volley, che amo tantissimo, ma caxxo Petrucci ti vuoi svegliare oppure (impossibile) vattene e fai lavorare chi abbia idee che ami il basket che lo capisca e che non faccia solo i propri interessi. Buon basket a tutti gli amici di ROM inclusa la redazione e Forza Olimpia attendendo il tedesco

    1. Giustissimo, sono d’accordo in pieno.
      La risposta ovviamente è nei vivai.

      Se senti le squadre, dicono che i vivai costano troppo: infatti a me vengono in mente soltanto Bologna in primis, Milano che cerca da anni di organizzare il territorio, ma mi pare che poi non riesca a finalizzare giocatori compiuti, a differenza di Bologna, forse la Stella Azzurra a Roma e l’Assigeco a Piacenza – che riescono di conseguenza a reperire le risorse necessarie.

      Ma allora se il problema è il costo dei vivai, allora è lì che deve, DEVE intervenire la federazione.
      Se non lo fa, se non riesce a farlo, è responsabile della caduta del nostro basket nazionale, e Petrucci è ovviamente il responsabile principale di questo sbandamento, essendo lì da tanti, troppi, inutilissimi anni – buono solo a rompere i coglioni a Datome.

      Quando poi vanno all’estero, i nostri giocatori buoni naturalmente, imparano a giocare.
      Perché qui da noi i bravi vengono coccolati e usati per vincere facile, quando sono giovanissimi, invece di metterli a lavorare sulle proprie qualità.
      L’impressione forte è questa.

      1. Io sono sicuro sicuro che esista un Paese in cui sfornano campioni straordinari e al tempo stesso non hanno bisogno di una federazione per farlo, come se non servisse la burocrazia per creare eccellenze, anzi come se la burocrazia fosse un peso. Aspetta che cerco di ricordarmi qual è… 🙂

      2. Il problema dei vivai non è il costo ma gli allenatori delle giovanili, che preferiscono il risultato di breve rispetto allo sviluppo del giocatore. Quindi un “lungo” di 14 anni che per motivi fisici è più impacciato rimane in panchina per far giocare un 14enne già magari formato guardia ) perché il coach deve vincere. Il “lungo” smette. Non ci credo che in Italia la nazionale abbia come centri Biligha e Tessitori. I giovani alti li abbiamo anche noi il problema sono gli allenatori e di conseguenza le società che permettono loro di fare quello che vogliono. Stella Azzurra è un caso diverso visto che lo fa per business è una multinazionale che deve formare giocatori. È piena di stranieri. Anche questo penalizza il giovane italiano.
        Quello che potrebbe fare la federazione è estendere almeno per un anno fino all’inferno 14 l’obbligo di schierare tutti i 12 a roster tamponando in parte la mancanza di visione degli allenatori non tutti.
        P.s.
        Se guardi le date di nascita dei giocatori la larga maggioranza è nata ad inizio dell’anno. Non è un caso. Il ragazzino di 14 anni nato a fine anno è più indietro rispetto al suo coetaneo, gioca poco e smette.

      3. Concordo .. speriamo cambi qualcosa xke se no anche sport meno diffusi cresceranno più della nostra pallacanestro. Sto vedendo i campionati di nuoto .. uno spettacolo .. bravissimi.. come nel volley .. dovrebbero imparare da loro sebbene vi siano i soliti distinguo

  5. Anche le squadre purtroppo fanno ben poco, in un torneo nell’Olimpia ha giocato un ragazzo di 2,12 cm, io lo avrei portato in prima squadra al posto di Biligha, Abega ongolo e’ stato prestato in serie b, una squadra di a2 secondo me si poteva trovare……..

  6. Ho fatto responsabile settore giovanile x molti anni in serie B e credo che si debba tornare a un vecchio concetto .. per molti strano e incomprensibile ma è così. Una volta c’erano persone e istruttori di Basket, anzi di pallacanestro, come il Professor Fassi che con il grandissimo Emilio Tricerri, organizzavano a livello del Comitato Regionale a Lombardo il minibasket in scuole in società e polisportive .. c’erano anche i Giochi della Gioventù i campetti degli oratori e quelli in giro. I ragazzini tra cui io giocavano si divertivano ma .. ma .. quegli istruttori insegnavano i fondamentali della pallacanestro. Oggi se prendi un giovane qualsiasi e gli chiedi la differenza tra un cambio di direzione o un cambio di senso non la sa. Passaggi e palleggi e i giochi alla base di qualsiasi schema dai e vai, dai e cambia. Poi serviranno gli allenatori x la componente di crescita tecnico agonistica e x formare i giocatori ma su ragazzi/e che sanno palleggiare passare tirare e saper fare le cose basic arresto in 1 tempo, in 2 tempi, passo e tiro ecc. ora serve ‘solo’ saper schiacciare sembra ma poi .. ciccia .. io ho avuto Fassi Gamba Roggiani e anche se non più ragazzo i Sironi che lavoravano ancora su alcuni aspetti di quel tipo. Basta andare in un play ground qualsiasi x avere la riprova.

  7. Questa purtroppo è la nazionale figlia della pessima gestione FIP degli anni 2000, che nonostante la presenza di alcuni grossi calibri, non è riuscita a valorizzare il movimento, tant’è che il fulcro della nazionale è sempre composto da tanti anni da quei 4-5 giocatori “di peso” senza un reale ricambio generazionale.
    Adesso forse qualcosa sta cambiando, soprattutto a livello giovanile e l’interesse per il basket è in evidente crescita, anche grazie all’aumento di competitività dei nostri club, i risultati se il trend verrà confermato si potranno apprezzare tra qualche anno, però ci vorrebbe il coraggio dei club di lanciare i giovani a livello professionistico. Ciò comunque non toglie le responsabilità della pessima gestione di Petrucci.
    Tornando alla nazionale attuale, purtroppo la Francia è due spanne sopra, quindi il test di ieri lascia un po’ il tempo che trova, però la squadra non è così pessima e potrebbe tranquillamente aspirare a fare un buon Europeo

  8. Non è che mettendo a punto la migliore organizzazione e i migliori istruttori la situazioni potrà migliorare un granché perché occorre fare i conti con i giovani di oggi. Il problema è la testa dei giovani. Una volta poi la concorrenza del certe nazioni era molto bassa ed il basket aveva una percentuale di atletismo inferiore e su questo forse in Italia non si abbonda in atletismo anche per costituzione fisica. Poi forse siamo certi di valutare il giusto alcuni giocatori? Se uno ha il giusto mix di tecnica e testa in un modo o in altro emerge.

  9. Se gli allenatori delle giovanili fanno i fenomeni e spiegano schemi NBA ai cadetti regionali, forse dobbiamo chiederci se hanno capito il loro ruolo. Non vanno cacciati, ne abbiamo bisogno, però devono rifasare le loro ambizioni sulle esigenze dei loro giocatori. Facciano divertire i ragazzi dando loro regole base, trasmettendo l’amore per il gioco e non per la giocata. Poi chi ha fisico e talento verrà fuori da solo.

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