Olimpia Milano post Maccabi | La partita, Dinos e un Hall da esaltare

Alessandro Maggi 4

Olimpia Milano post Maccabi che lascia poco spazio ai ragionamenti e alle celebrazioni. Si torna in campo venerdì

Olimpia Milano post Maccabi che lascia poco spazio ai ragionamenti e alle celebrazioni. Si torna in campo venerdì contro i campioni di tutto dell’Efes, ancora senza vittorie. Ma qualcosa ieri sera è successo al Mediolanum Forum.

La partita

Poco più di una formalità assolta con 20’ di raro spettacolo, in un Forum in visibilio per la prestazione offensiva e difensiva della squadra di Messina. Tutto va contestualizzato al momento e al valore dell’avversario, ma non può per questo essere minimizzato: alcuni momenti di basket sono stati di una bellezza con pochi precedenti recenti a queste latitudini. 

Il Maccabi è squadra che, causa Covid, ha vissuto una pre-season insufficiente, e le dinamiche di squadra sono tutte da scrivere. Ma l’Olimpia è andata “sottopelle” all’individualismo “giallo”, isolando i grandi attori e “uccidendoli” sportivamente con i raddoppi.

Sull’altro lato del campo, l’importanza di Nicolò Melli: blocco, rollaggio, ricezione di palla e scarico sugli esterni, spesso Dinos Mitoglou. Ora l’Olimpia, con Hines, ha due lunghi in grado di leggere il gioco dopo il blocco, aprendo il campo. Oltre che dare finalmente profondità alla visione dei registi.

Il secondo tempo è giocato al piccolo trotto, troppo, perchè il Maccabi torna quasi in singola cifra di disavanzo, mancando un paio di facili colpi. Ma per la perfezione c’è tempo, non dimenticando come il calendario sia non poco affollato da qui alle prossime settimane.

Dinos Mitoglou

Non “dimensioniamo” la prestazione collettiva, ma non “ingigantiamo” neanche quelle individuali.

Nel caso di Dinos Mitoglou c’è ancora tanto, ma tanto da fare. Il giocatore deve dare maggiore rudezza, in attacco come in difesa, alzando davvero i centimetri della squadra di Ettore Messina intorno al ferro, prendendo spunto da Kyle Hines quando si parla di alzarsi oltre lo stesso per chiudere le azioni di squadra.

Ma resta il valore della sua prestazione, di grande produzione offensiva da fuori, sfruttando tutte le occasioni e punendo i ritardi della difesa israeliana. La fiducia è fondamentale in queste fasi di inserimento in squadra.

Devon Hall

Primo marcatore “silenzioso” del match. E non è la prima volta. Hall morde la partita dall’inizio, la chiude nel finale, e va in lunetta meno solo di Delaney.

Il tutto con una prestazione difensiva da urlo. Lo scouting Olimpia, e l’abilità nelle trattative di Christos Stavropoulos, ha portato in biancorosso un giocatore che ha risposto subito presente in EuroLeague, nonostante la sua provenienza sia la BCL.

E questo va ribadito, perchè se certamente questa dirigenza non può sbagliare, non si può dimenticare l’ampio raggio di scelta di chi non si riduce a trattare solo elementi già noti.

Per un Melli e un Hines ci sono un Shields, diventato stella a Milano, non prima, e un Hall, che era parte integrante del Bamberg, non del Cska. Senza dimenticare cosa fosse Kevin Punter prima di incontrare Ettore Messsina… In tutto questo, solo 9’ per Jerian Grant, che pare sempre più vicino alla porta se non riesce ad essere fattore neanche dopo un +22 dopo 20’.

In tutto questo, una valutazione. In caso di addio servirà un play o una guardia? Nel secondo caso, Hall slitterebbe in posizione di terzo “1”, quando necessario. Un ruolo che può ricoprire, ma che rischia di diluirne la pericolosità e l’istinto realizzativo.

4 thoughts on “Olimpia Milano post Maccabi | La partita, Dinos e un Hall da esaltare

  1. Penso che nelle intenzionin di Messina e Stravropoulos Hall dovesse essere il play che giocava regolarmente in LBA lasciando a riposo uno tra Chacho e Delaney ed in grado di tenere il campo in EL in caso di necessità.
    In caso di addio, dovrebbero sostituirlo con un giocatore simile, quindi con un play, anche considerando che da guardia abbiamo Daniels che ancora non si è visto all’opera.

  2. Hall è un 3 fatto e finito… Sul taglio di Grant mi aspetto che rimanga con noi ancora, deve solo ambientarsi… Non credo abbiano preso un altro mack

    1. Penso anch’io che Hall renda al massimo come 3. Poi ha anche doti di handler, ma come dire “secondario”, può dare molto come ampiezza di giochi a disposizione se c’è in campo un play, non come suo sostituto. Poi abbiamo visto anche Roll (sempre nei nostri cuori) e Moraschini prestarsi a questo cambio di ruolo, ma chiaro che questa tipologia di giocatore, se spostata in spot 1, va a depotenziarsi. Grant che dire? Anche io cercherei di dargli ulteriore fiducia, ma le scottature degli anni precedenti giocano contro di lui. Non parlo del paragone con Mack che è fuori luogo, il problema mi pare un altro: questo roster vive di equilibri precisi, Grant è stato chiamato con un ruolo “limitato”, ma quello lo deve dare, altrimenti alla lunga si va fuori fase con gli aggiustamenti per coprire il suo “buco”. Si è capito (Messina poi giustamente rivendica le proprie scelte, ma la campagna acquisti dimostra che certe cose le ha capite anche lui) che con 90 partite non si può stare a tappare buchi per tutta la stagione, che poi alla fine si arriva sulle gambe. Quindi Grant, che può avere un ruolo in questa squadra, lavori duro per ritagliarselo, senza timidezze o tentennamenti, che il treno è partito, recuperare diventa sempre più impegnativo.

  3. Per me occorre dare tempo al tempo, poi è giusto prepararsi ad ogni evenienza, Anche secondo me un sostituto sarebbe opportuno fosse un playmaker, magari italiano anche se non saprei indicare chi

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