Sette anni sembrano eterni. Sono eterni in realtà. Sette anni di disfatte, delusioni, illusioni. Ora i playoff, i nostri playoff, sono scritti sulla pietra. I playoff di tutti. Di un popolo che soffre dal divano e che venderebbe l’anima per spingere i nostri ragazzi dal parterre, dalla curva, dai distinti. Non ho mai dubitato, nemmeno per un secondo. Troppo Uomini, troppo Squadra, troppo tutto. Con quell’anima Socialista del Mio Pastore (LA SUA GIOIA) che mi fa tanto battere il cuore. Trovo squallido dire “ve lo avevo detto” ma, citando altri, “ve lo avevo detto”. Negli altri anni c’era sempre qualcosa fuori posto. Piccolo o grande.. Comportamenti ballerini nello spogliatoio (Banchi 2), un coach disinteressato – per non dire di peggio – all’Europa (Repesa 1 e Repesa 2), una squadra in costruzione (Pianigiani 1) e una detonazione del gruppo in corso d’opera (Pianigiani 2). Oggi invece il mosaico è costruito, cesellato, tutte le tessere erano e sono al proprio posto. E il risultato non poteva che essere questo. Voluto. Conquistato. Meritato.

A Belgrado mi aspettavo la vittoria (LA CRONACA / LE PAGELLE). E una vittoria rotonda. Ecco, forse nemmeno io me l’aspettavo così rotonda. Approccio con cuore saldo, occhi della tigre e piano partita preciso. Poteva essere la gara dove tremavano le gambe: ma nessuno ha avuto il crepacuore. Anche chi sembra leggermente bolso (Vlado, scusa se indico te, luce dei miei occhi) ha risposto presente. I tre migliori (Hines è escluso, lui è sempre il migliore)? Chi era sotto esame, ovvero Punter, LeDay (con annesso zainetto), Shields. I tre “giovani” del lotto, i tre da “testare” nelle partite per i coraggiosi. E pure Tarczewski ha fatto pienamente il suo in contumacia Evans. Bel segnale eh. Ora serve solo sbancare Oaka e poi giocarci il fattore campo con l’Efes, sperando che il Barcellona magari faccia lo sgambetto al Fener. L’Efes sarà il banco di prova per tutti. Per dare un messaggio. Sperando che Delaney possa essere cambiabile (non ho chiesto aggiornamenti perché sono pigro).

Ok. Lo ammetto. Sono un omino impulsivo. Per cui dopo aver valutato la macchinata ignorante con il Camogli all’AutoGrill e poi pensato alla nave attraverso il Canale di Suez, ho optato per un più confortevole aereo. Sono proprio diventato un borghesuccio da quattro soldi. Ah, non ho comprato i biglietti. Ho comprato proprio l’aereo. Quando c’è l’entusiasmo va cavalcato. Partenza tattica alle 21 del mercoledì, arrivo altrettanto tattico (e comodissimo) alle 00.35 del martedì dopo. (QUI LA PROVA). Devo ancora avvertire al lavoro che lavorerò in Smart Working in quel periodo. Capiranno. Altrimenti mi dimetto. Tanto non sono tanto bravo in quello che faccio, ne troveranno di meglio.

In tutto questo diverse questioni irrisolte. La principale: ma se l’Eurolega non mi accredita perché ovviamente sanno che porterei una tonnellata VodkaRedBull al palazzetto, cavolo vado a fare fino a Colonia? Una secondaria: dove dormo? Una terza: e se richiudono le frontiere per la centoquarantasettesima ondata di Covid? La quarta: qualcuno sa cosa c’è da vedere a Colonia? La quinta: spero la birra costi poco. Ah, come potete notare non includo in nessuna di queste domande l’opzione che a Colonia l’Olimpia non ci vada… Guazzoni, maledetto pazzo visionario.
Ps. Questa Olimpia è come la ragazza dagli occhi da Bimba che riposa nel tuo letto mentre partecipi ad una riunione da remoto. Potrebbe anche sembrare morta e sbavare sul lenzuolo ma la considereresti comunque la più bella che c’è.

Accetti passeggeri con relativa scorta? (di prosecco)
Io ho portato dal meccanico la vecchia 127 arancione. 5 dentro 2 nel portapacchi interno e via a Colonia.
Ci toccherà il fene? Nel caso sarà dura ma per tutti e due.