
Nessuna decisione concreta, solo un nuovo passaggio politico sul futuro del basket europeo. Con una certezza, le parti restano divise, e non c’è alcun passo in avanti per una collaborazione. Ieri a Mies, in Svizzera, i rappresentanti di EuroLeague Basketball, FIBA e NBA si sono incontrati per discutere possibili strade di cooperazione, chiudendo la riunione con un comunicato congiunto molto sintetico ma chiaro: nessun passo in avanti. Le parti restano in totale contrasto.
La lettura, almeno per noi, è questa: nessuna svolta, il dossier che riguarda il futuro del basket europeo resta apertissimo e coinvolge anche piazze strategiche come Milano, già indicata nei mesi scorsi tra i mercati chiave del progetto NBA-FIBA.
Il dato politico più rilevante, quindi, è questo: EuroLeague, FIBA e NBA non hanno rotto, ma neanche si sono venute incontro. EuroLeague si è presentata senza club, quindi compatta. La NBA, anche negli Stati Uniti, fa passare il solito messaggio: vogliamo partire nel 2027-2028, e abbiamo una ventina di proposte d’interesse. Da club di calcio e anche di EuroLeague. Soprattutto, nessuna offerta di acquisizione di EuroLeague.

Bene così. El ha in mano il prodotto migliore e un enorme vantaggio competitivo. Sono gli altri che devono trattare. Certo che le carte di NBA e FIBA sono Manchester e Londra… Rebus sic stantibus, cioè con il 99%del basket che conta stabilmente in EL, il progetto NBA è morto prima di cominciare. Ed era prevedibile visto che il parassita Petrucci ne è entusiasta…
Non potrà mai esserci accordo, perchè NBA Europe e FIBA vogliono contendere a Eurolega il più importante torneo continentale. Quindi o resta EL o s’insedia NBA Europe. Non c’è spazio per convivenze o compromessi. L’unica per NBA è puntare sul profitto economico per le società partecipanti, assente nell’Eurolega attuale.
L’errore di FIBA è stato appaltare il torneo a ULEB a inizio degli anni 2000, torneo che poi diventò Eurolega nel 2009.
Come se l’Uefa avesse appaltato la Champions League a terzi ed ora volesse reimpossessarsene.
NBA ha commissionato un tour a JP Morgan per scandagliare il mercato europeo, in caccia di potenziali investitori da 500 mio. Pare che JP Morgan (e un’altra advisor che non ricordo) abbiano restituito il foglio in bianco.
Sappiamo bene qual’è il paradigma irrinunciabile USA, che applicano anche alle Olimpiadi: guadagnarci!
Ora, ditemi voi: siete in grado di citare un solo imprenditore o una cordata che abbia “guadagnato” con il basket?
Non solo il Italia, ma anche in tutta Europa.
Il basket europeo (a parte Real e Barcellona) è fatto di mecenati, puri mecenati, che per passione, vanità, orgoglio, generosità, o quant’altro, decidono di spendere soldi nel basket, a fondo perduto, solo con qualche limitata acrobazia fiscale, giusto per ridurre il danno.
Da noi, in Italia, ce ne sono due: uno forse ancora solo per uno o due anni, l’altro più stabile, visto che ha costruito una costosa Cittadella, in un’area non certo storica della palla al cesto di Serie A. E neanche tanto popolosa…..