Olimpia Milano post Asvel | Il ko, il riposo, e il primo reale esame della stagione

Alessandro Maggi 8

Olimpia Milano post Asvel che ci riporta sui binari della sconfitta dopo sei, grandissimi round. Passi falsi inevitabili in una stagione lunga

Olimpia Milano post Asvel che ci riporta sui binari della sconfitta dopo sei, grandissimi round. Passi falsi inevitabili in una stagione lunga e di alto livello, ma che certamente non possono mai essere perdonati da una classifica clamorosamente corta.

Nessuno fugge, e solo il Khimki ha salutato la compagnia.

La partita in Francia

Un lungo “surplace” (anche se ormai nel ciclismo su pista non si può più andare oltre i 30’’), prima della volata per la medaglia, con i biancorossi rimasti piantati.

La gara è stata questa, anche se Milano è quasi sempre stata avanti, toccando il +10 e il +8 nel terzo quarto. Un vantaggio minimo, che non poteva che essere capitalizzato con un innalzamento prestazionale nel finale. E l’Olimpia il cambio di velocità non lo ha avuto.

La cronaca della gara

Affidatasi per quattro quarti al talento di Zach LeDay e Shavon Shields, perdendo progressivamente ogni parvenza di gioco collettivo, la squadra di Ettore Messina si è divisa in cinque individualità facilmente rimbalzate dal muro Asvel.

Stanchezza? Evidente. Senza dimenticare la potenziale “scossa” che in questa squadra si chiama Sergio Rodriguez. Nella sua atipicità, e senza dimenticarne i limiti, giocatore interessante Guerschon Yabusele, 202 centimetri classe 1995 di notevole prorompenza fisica. Elemento che manca a Milano.

Malcolm Delaney

Lo abbiamo scritto anche nelle pagelle di ieri. Il valore del giocatore non si discute, trattandosi del miglior rapporto della competizione tra talento e difesa nel ruolo di play.

E questa sua “presenza” nella metà campo biancorossa si è vista e sentita nei primi tre quarti. Tuttavia, un giocatore di questo livello deve anche essere trascinatore nei momenti “caldi”.

Le pagelle di ROM

La sua EuroLeague è di livello, 11.6 punti e 4 assist a partita sono dato se non rilevante, quanto meno apprezzabile. Non è questa una condanna, il giocatore ha subito scritto su Twitter di essere bravo ad “azzerare” i passaggi negativi, ma è arrivato il momento di essere leader ed esempio. Non a tratti. Neanche con continuità. Semplicemente: sempre.

Le fortune del calendario

Per chi gioca sempre, ritrovare nel calendario un alleato anche in tempi di Pandemia è davvero un colpo di fortuna.

L’Olimpia Milano da oggi è “ferma” sino a giovedì prossimo, esordio nelle Final Eight di Coppa Italia. Davvero un riposo puntuale ed opportuno.

La Visione del Guazz

I biancorossi sino ad oggi non hanno scherzato. Hanno vinto la Supercoppa, hanno dominato in LBA e stanno disputando la miglior EuroLeague da sette anni.

Però è arrivato il momento del primo raccolto. La Coppa Italia è obiettivo che l’Olimpia Milano non vuole fallire, e poterlo fare con sei giorni senza gare non è cosa da poco. 

8 thoughts on “Olimpia Milano post Asvel | Il ko, il riposo, e il primo reale esame della stagione

  1. Sicuramente una sconfitta non decisiva, ma mi ha impressionato vedere come Messina, con un Delaney non esattamente in una giornata di regia ispirata e senza il Chacho, non abbia provato a mandare in campo Cinciarini per mettere ordine in un attacco completamente privo di struttura. Moraschini è un tras-portatore di palla, di idee non ne ha, non sa costruire, lo stesso dicasi di Punter o Roll, se costretti a mettersi in regia. Cinciarini play avrebbe a mio avviso potuto dare un minimo di ordine di bilanciamento, almeno è stato capace di farlo per diverso tempo, anche se a livello relativamente modesto. nelle ultime uscite Cinciarini mi è piaciuto pochissimo, per nulla anzi, ma in un’emergenza come ieri lo avrei messo e il fatto che messina non lo abbia mandato in campo mi pare strano, forse segno di una sfiducia gigantesca, irreversibile?

    1. E’ chiaro che nelle gerarchie a questo punto consolidate di squadra non venga contemplato da Messina l’utilizzo del Cincia in EL, altro da dire non c’è

  2. Per dare un senso alla sconfitta, partirei da una delle frasi che hai scritto: “… perdendo progressivamente ogni parvenza di gioco collettivo”, che sono molto d’accordo nel considerare la chiave principale di una Milano che ha segnato solo 69 punti – e soltanto 13 nell’ultimo decisivo quarto, perdendo quindi la partita.

    Il tema generale, supportato a cominciare dalle dichiarazioni di Messina, è stanchezza.
    Ci può stare, ma non mi soddisfa, troppo generico.
    È sembrato stanco LeDay, che ha giocato 34 minuti di cui 27 facendo a cazzotti con Yabusele-divisa-gonfia? Non mi pare!
    È sembrato stanco Shields? Non mi pare!
    È sembrato stanco Tarczewski, 7 rimbalzi, una stoppata da NBA, e anche il responsabile dei fallimenti di Asvel in area nostra, soprattutto nel primo tempo (le volte che hanno perso palla)? Non mi pare!
    E son tre su cinque che non sembravano stanchi.

    Stanchi sembravano, ed erano, Delaney Punter, mentalmente soprattutto, nel senso che erano appannati nelle scelte, affannati nelle esecuzioni.
    Si è visto soprattutto al momento di affondarla quando eravamo arrivati a +10 nel terzo quarto – dove comunque eravamo arrivati, anche con Punter scarico.
    Delaney soprattutto riusciva ancora e bene a creare vantaggi dal palleggio, ma poi non vedeva come offrirli ai compagni – Tarczewski è andato a parlargli con una certa veemenza, insolita, al rientro da un time out, s’è visto in tv.
    A Punter è mancato quel tic che fa girare la palla sul ferro oppure la fa entrare, quel tic che passa tra i suoi 9 punti effettivi, e i 12 tiri che ha preso che in mano sua ne valgono almeno 16 di punti.

    La stanchezza dunque aleggiava tra gli esterni, nella costruzione del gioco, anche perché si poteva giocare a “palla a Shields e ci pensi lui” solo fino a un certo punto, per uno appena rientrato nel ritmo partita.
    Nella costruzione del gioco.
    Allora è lì che troviamo nelle assenze la seconda chiave, senza che sia una giustificazione, ma di certo è un fattore se ti mancano i costruttori: Rodriguez e Micov.
    Certo mancavano anche a loro giocatori importanti, ma a noi mancavano i due, i soli due altri insieme a Delaney, che sul quel +10 terzo quarto avrebbero potuto sostituirsi a lui per costruire con calma e pazienza, ed efficacia, quel gioco che fino a quel momento ci ha visti in controllo della partita e a +10 nel terzo quarto.
    Dunque siamo tutti d’accordo di aver perso perché è mancata la costruzione del gioco, ma è proprio lì che è risaltata la stanchezza, e solo lì!
    Avendone trovata la causa nelle assenze, secondo me è legittimo affermare col Guaz che si sia trattato di un episodio. Niente di strutturale.

    (E LeDay non ha dato segni di stanchezza, ma se Brooks avesse potuto rilevarlo per una decina di munuti, ne avrebbe dati ancora di meno…)

    1. Su LeDay sbagli, il lungo confronto con il BigDog francese lo ha prostrato sia nel rendimento personale che nella fatica che l’espressione del viso nei primi piani faceva rilevare. Gran bel giocatore Yabusele

  3. Ci sono 12 squadre con 10/15 vittorie e ben sette racchiuse dalle13/15 vittorie.
    Cosa vuol dire? che possiamo darle e prenderle da chiunque (khimki a parte) e fuinziona così in questa Eurolega.
    Basta un niente per svoltare la partita e perderla.
    Ieri il “niente” è stato che abbiamo incontrato una squadra rognosa e più forte di noi, che non possiamo pretendere di essere ad alti livelli con un solo play e gli altri due ai box (Palmasco perfetta analisi), che con un giro a vuoto di Punter e Hines è diventata impossibile mantenere i ritmo.
    E’ successo succederà ancora ma niente drammi e lasciamo la stanchezza ai minatori del Sulcis.
    PS: mi consolo con Tarcisio che mi sembra stia tornando e che, con tutto il movimento che fa si riuscisse a servirlo sotto, sarebbe meglio

    1. Ieri per me irritante la sistematicità con cui non veniva fatto gioco su Tarci.
      Altro motivo per ribadire l’importanza del secondo play quando si chiama Chacho.
      Ieri Delaney ha fatto grandi difese, ma forse era meglio preservarlo più lucido per l’attacco e sacrificare di più Moraschini o Cincia in difesa, questa è la maggiore critica da ignorante che farei a Messina.

  4. A mente fredda la mancanza di coralità ed armonia nel gioco dell’ultimo Q (perso 26 a 13) ha determinato la nostra sconfitta, come da più parti evidenziato gli uno contro uno esasperati non ci hanno avvantaggiato e il 4 su 24 della coppia Delaney Punter ha fatto il resto. Queste squadre muscolari si possono battere solo con una organizzazione perfetta dato che a fisici siamo un po’ scarsi (Datome in 4 funziona se inserito nella coralità del gioco, non se obbligato a lavorare da solo contro l’avversario diretto). Nessuna tragedia ma occorre ricompattarsi velocemente, in EL avremo solo partite alla morte e il tempo per rifiatare e settare la testa sarà scarso.

    La Coppa Italia in arrivo ci dirà di che pasta siamo fatti, se dimostreremo ancora il dominio che in patria ci ha visto protagonisti o metterà nuove crepe nella testa della squadra. Sperando di recuperare il Chacho e Vlado avremo rotazioni più lunghe e logiche, fiducia nel gruppo e difesa le parole d’ordine per alzare un secondo trofeo di stagione.

  5. Come già detto, non presumerei troppo da Delaney, giocatore con limiti ben definiti, il cui orizzonte di gloria personale è circoscritto e che ogni tanto nel singolo match va in confusione, ancor di più quando è solo a tirar la carretta come contro l’Asvel.
    La forza dell’Olimpia sta nella squadra, nel collettivo, quel tutti per uno…….,che fino ad oggi si è visto più di una volta e che nel caso se si riproporrà porterà l’Olimpia ai massimi livelli

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Next Post

Edilnol Biella, rescissione consensuale con Jakub Wojciechowski

Edilnol Pallacanestro Biella comunica di aver risolto consensualmente il contratto che legava il Club a Jakub Wojciechowski
Jakub Wojciechowski

Iscriviti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Leggi articolo precedente:
La Visione del Guazz
La Visione del Guazz | Con l’Asvel è solo un passo falso per la stanchezza

La Visione del Guaz: Consiglio una bella dormita di 48 ore filate e di ritrovarci lunedì nella Secondaria con le...

Chiudi