La Visione del Guaz | Trenta minuti di paradiso, dieci minuti di inferno

guazzoni 7

Per vincere gare da playoff serve la perfezione per tutti i 40′. A Barcellona l’Olimpia fa sognare ma nel finale sparisce senza un perché

Per vincere certe partite, da playoff, non basta essere perfetti per 30′, bisogna esserlo per 40′ più eventuali tempi supplementari. A Barcellona, l’Olimpia per 30′ è stata perfetta, senza se e senza ma, inequivocabile: orribile nei primi 4′ e deludente negli ultimi 6′. Risultato: 11-0 e 25-2 fanno 36-2. Vanifica il 67-49 degli altri 30′. Devastante. Trenta minuti di paradiso, dieci minuti di inferno.

Ecco, per chi tifa Toro come me ed è reduce dall’ennesimo derby maledetto è ormai una brutta abitudine un finale che farebbe uscire di senno anche il Dalai Lama.

Shields e Hines contengono Davies

Ma da questa sconfitta ne esco rinfrancato. Cito Capello nell’anno dello scudetto alla Roma dopo aver perso a San Siro con il Milan. Entra nello spogliatoio e dice a Totti e compagni: “Quest’anno vinceremo il tricolore”. Così fu.

Non dico che Milano vincerà l’Eurolega, ovviamente: dico che Milano è a uno step da arrivare al livello delle “powerhouse” europee. Avevo chiesto la prestazione più che il risultato. E l’ho avuta. Probabilmente il Mio Pastore sarà meno soddisfatto. E lo capisco. L’acquolina era venuta a me, a lui, a voi tutti. Ma Barcellona dimostra che la strada è tracciata e il solco è quello buono.

Kyle Hines

Sulla gara dico solo un paio di cose. Con una premessa: il quintetto con cui il Barcellona finisce le gare – Calathes, Higgins, Abrines, Mirotic, Davies – è al limite della ingiocabilità sui due lati del campo per volume occupato e mobilità.

Svolgimento. Non ho una risposta di cosa belino è successo all’inizio e alla fine: l’Olimpia ha smesso di far girare la palla e si è impastata esattamente dove voleva la difesa. Mi ha ricordato il ko interno con Pana, guarda caso un’altra squadra enorme lì sotto. Incomprensibile perché.

Altra roba: il loro terzo play è Huertel (in ghiacciaia, tanto da lasciare tanti minuti disastrosi Hanga in regia), oggi Milano non ha trovato nulla da Punter, era senza Rodriguez e si è legittimamente affidata a Moraschini come portatore di palla (ormai si destreggia egregiamente anche a questo livello in questo ruolo).

Non è una differenza di poco conto su una partita così intensa e tirata. Non c’è tempo per recriminare: Brindisi, le due trasferte di Istanbul e Sassari sono la settimana della morte e dovremo battere uno, due, tre, quattro colpi per continuare il percorso di crescita intrapreso. Anche a secco di energie. Cincia e Datome dovrete tirare la carretta in campionato.

Ps. Nessuna notizia dalla zainetto di LeDay…

7 thoughts on “La Visione del Guaz | Trenta minuti di paradiso, dieci minuti di inferno

  1. Troppo discontinui per dare un giudizio. Una settimana fa si è perso male coi greci. Ad oggi le partite positive e quelle negative più o meno si equivalgono. Come possiamo dire se la vera Olimpia è quella di ieri o quella col Pana? Probabilmente sta nel mezzo.

    PS. Il calendario ad oggi è stato veramente benevolo. Questo mi preoccupa assai.

    PS 2. Il record ad oggi è molto simile a quello delle scorso anno (identico?)

  2. Peccato quel momento a circa5 minuti dalla fine, dove a +4 noi, e con Hanga play, il Barcellona ha buttato 4 -5 attacchi e noi non siamo riusciti a fare nemmeno un canestro. Avessimo preso un vantaggio vicino alla doppia cifra, probabilmente avremmo vinto.

    Certo che senza il Chacho, con Datome ombra di se stesso, e Punter in giornata no…….
    Peccato aver proprio mollato negli ultimi 2 minuti, dove il divario si è dilatato.

    Comunque sia, la squadra è stata brava a rientrare dall’11a 0 iniziale e tenere botta in casa loro.

    Continuare così!!!!!

  3. I trenta minuti Guaz, quelli che ci hanno esaltato, leggendo le cifre a mente fredda, sono quelli in cui Delaney è stato in campo, 27’36”…

    Il secondo indizio è la dichiarazione di Messina, che secondo lui nel finale ci sono mancate le energie.
    A chi esattamente sono mancate? Lui non lo dice, perché è un signore e un signor allenatore, e perché non avrebbe senso mettere le colpe sul tuo giocatore fondamentale, e di colpe di fatto non ce ne sono, ma le energie sono mancate a Delaney, che per tutta la sua partita ha fatto girare la squadra a meraviglia, aprendole gli spazi, segnando in prima persona, ma dovendo lottare per ricevere qualsiasi pallone, perché il piano di Jasekivicius era chiaramente quello di spegnerlo.

    Delaney quindi è stato un eroe, un grande, un grandissimo!
    Il carico di lavoro che ha saputo prendere è stato immenso, ben oltre il visibile: dico solo di provare a giocare una partita con la faccia da cagnaccio (in senso sportivo) pelato di Calathes a pochi centimetri dalla tua faccia, e rivolta sempre a te senza nemmeno guardare il pallone…
    Dico quindi che gli siano mancate le energie per spiegare i fatti, non certo per dargli una colpa che assolutamente non ha.
    Avrebbe potuto farlo giocare meno? No! No! No!

    Quello era il secondo indizio di una partita in cui siamo stati in campo molto bene, ma non potevamo vincere, nonostante siamo stati avanti e bene fino a metà quarto tempo.
    Perché Punter può anche passare la metà campo in palleggio, come ha fatto, e Moraschini è in grado di sostituire il play senza fare affondare la barca, neanche col Barça (😀), ma come giustamente noti tu qui sopra, se arrivati a quel +7 non era più solo di tenere i piedi asciutti, ma era da dare il colpo finale, forte e chiaro.
    Qualcosa che il Chacho avrebbe potuto fare, e secondo me se la dico così non è più una scusa – quella che tutti ci siamo rifiutati di prendere per questa partita – ma è soltanto indicare una differenza che avrebbe potuto fare la differenza…

    Insisto quindi: se a Jasikevicius Huertel fa talmente schifo, io lo prenderei volentieri!
    Ha molte cose, ha il tiro, ha la grinta, vederlo soffrire in panchina, perché in panchina soffriva, e la regia lo cercava spesso, miseramente seduto lì, perché sapeva che su quelle facce ci sarebbe stata la storia che c’è stata, drammatica, quasi tragica – soprattutto vedendo gli orrori che combinava Bolmaro…

    Alla fine del terzo le palle perse erano 7 per noi e 15 per loro – la nostra costante, la nostra perla questa, un trattamento di palla accuratissimo, e una gran capacità di fare sbagliare gli altri!
    Poi per un cedimento improvviso ne abbiamo perse tre tutte d’un soffio nel quarto, quando Delaney non ne aveva più e non c’era un play capace di andare oltre il compito, e la partita è tornata dove la voleva il pronostico.

    Anche per me tutto quello che ho scritto è prova di forza, come è una forza leggere i fatti, e nei fatti qualcosa oltre la lettera: per imparare.

  4. Palmasco, huertel lo prenderesti adesso? E dove lo mettiamo?? O il prox anno?

  5. Grazie Palmasco hai espresso, chiarendoli, i miei stessi pensieri. Aggiungerei che al rientro del Chacho la nostra capacità di play macking tornerà ottimale, per cui al posto del francesino in regia vorrei avere il francesone nei pressi del canestro, anche se mi rendo conto di non facile inserimento nei giochi, ma chi può dare la palla dentro un’area affollata lì abbiamo già, chi può riceverla solo Tarczewski, vicino al ferro e ad altezze notevoli, così siamo prevedibili e se c’è un blackout del tiro da tre perdiamo alternative.

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