Olimpia Milano post Barcellona | Possiamo giocarcela, ma serve gioco interno

Olimpia Milano post Barcellona tra l’amarezza per il sogno infranto, ma l’immensa consapevolezza di averlo potuto cullare

Olimpia Milano post Barcellona tra l’amarezza per il sogno infranto, ma l’immensa consapevolezza di averlo potuto cullare. 

Le parole di Jasikevicius

«Una delle migliori serate da quando sono tornato a Barcellona». Bastano e avanzano come incoronazione biancorossa. Non tanto per il valore del coach lituano, quanto per quello di una squadra dal talento colossale (non parleremo di budget, concetto avvilente per definire una squadra), che pareva aver approcciato la stagione con il piglio della schiacciasassi.

La cronaca della partita

E per molto versi oggi il colore blaugrana deve essere un esempio di quel che insegue Ettore Messina. Devastante nell’avvio di Brandon Davies, supportato da due triple di Kyle Kuric, attento con la rudezza difensiva di Adam Hanga e Pierre Oriola, preciso con il 3/3 di Alex Abrines, prorompente con un paio di segnali di Rolands Smits, in asse con la superiorità di Nikola Mirotic, infine sgretolante con la regia di Nick Calathes e Cory Higgins.

Nove giocatori nove, tutti determinanti nel corso di un successo. Senza dimenticarsi l’assenza di Victor Claver, e il “taglio” virtuale di Thomas Heurtel. Contro questa “massa” l’Olimpia Milano ha dimostrato concretamente di essere meno lontana di quel che ci si poteva aspettare, e di quel che poi ha detto il risultato.

Il momento decisivo

L’Olimpia Milano ha prodotto 10 punti nel quarto quarto, 28 nel secondo tempo. Ultimo dato, questo, identico alla produzione del secondo quarto.

Il Barcellona ha trovato adeguamenti difensivi prima che offensivi, togliendo lucidità ad una squadra che nel finale non è riuscita più neanche a reggere nella sua metà campo.

Le pagelle di ROM

Dato di fatto che raccontano i numeri, e che ritrova spiegazioni in quella che rimane “gioia e condanna” di questa Olimpia: la circolazione di palla.

Transizioni a parte, dunque frutto della difesa, la squadra biancorossa resta sul fondo della classifica assist, terza a due squadre con identità offensive riconosciute e solitarie, ovvero il Cska di Mike James e la Stella Rossa di Jordan Loyd (quest’ultimo, in calando).

Il fatto di essere stato il miglior attacco di EuroLeague sino alla palla a due di ieri sera è indice del talento e dell’intelligenza dei protagonisti in campo, ma quando il pitturato si chiude alle penetrazioni, e le triple “a giochi rotti” non hanno più buona sorte, ecco che le palla si ferma e l’uno contro cinque si fa scalata complicata, almeno con il Barcellona.

Le parole di Ettore Messina

Si può parlare dell’assenza del Chacho, della condizione approssimativa di Datome e Micov, del fatto che il ruolo di “portatore di palla” per Kevin Punter sia quanto meno castrante… tutto corretto, ma il problema va anche ricercato nella totale assenza di gioco interno, ancor di più in una serata in cui Zach LeDay e Vlado Micov non trovano mai il post-basso.

Croce addosso a Kaleb Tarczewski? Difficoltà evidenti e spesso rimarcate anche da noi, ma sarebbe parziale. Perché questa squadra, sin dalla preseason, ha dimostrato di avere poca propensione nel “servire palla sotto”.

8 thoughts on “Olimpia Milano post Barcellona | Possiamo giocarcela, ma serve gioco interno

  1. Per servire la palla in post occorrono gli interpreti e noi uno ne abbiamo che come visto preferisce il fai da te, cioè la recupera in difesa, si fa tutto il campo e attacca il ferro. Anche Micov e LeDay hanno buoni movimenti in post ma non la statura, servirli in area farebbe abbassare notevolmente la nostra migliore performance relativa alle pochissime palle perse. Quindi contro i lunghi veri noi fatichiamo. Avere un secondo 2.10 agile e veloce aiuterebbe altrimenti le strade da percorrere restano altre. Comunque anche secondo me ci siamo, mancano soli pochi centimetri per superare l’ostacolo? Così come siamo la F8 è raggiungibile e la F4 un’ipotesi plausibile, per il titolo è tutta un’altra storia.

  2. Serve un centro, è vero ,e la rinuncia a Gudaitis è stata demenziale, ma serve coinvolgere tutti i giocatori soprattutto in campionato, la squadra è troppo vecchia nei suoi elementi cardine per affrontare impegni così ravvicinati.
    Se vogliamo sperare di vincere in euroleague, soprattutto in questo momento, occorre lasciar perdere il campionato, altrimenti sono altre 3 perse di fila ,Brindisi e le 2 a Istanbul.

  3. Enrico90 condivido, ma sono sicuro che a tirare la carretta con Brindisi saranno i soliti ( delaney, shields ecc), che ci ritroveremo senza energie a Istanbul.

  4. Che in Eurolega avremmo faticato contro i lunghi veri,era già evidente prima che iniziasse la stagione. A questo punto, credo che l’ inserimento di un giocatore del livello di Poirier, sia indispensabile.

  5. Il Barcellona dispone di 7 giocatori sopra i 2.06.
    Noi di uno solo (che tra l’altro non gioca) sopra i 2.03.
    Vorrei chiedere spiegazioni a chi ha costruito il roster…

  6. visto l’arrivo di partite importanti in EL, per non creare una striscia negativa troppo importante che porterebbe ad una certa depressione (sportiva), credo anche io che nelle prossime tre/quattro di campionato si debbano fare scelte che permettano a tutti, compresi Leday Shields, di riposare un po’. Spazio dunque al Cincia, a Biligha, a Moraschini, Moretti e Datome, che deve giocare un po’ per recuperare un minimo accettabile di forma. E CHISSENEFREGA se dovremo incontrare Brindisi, Sassari e Vikrtus: evitiamo la possibile frustrazione europea perchè è troppo importante restare “sul pezzo” sempre. Guardando la classifica, si vede che nonostante il netto miglioramento di prestazioni rispetto allo scorso anno e le buone gare proposte, un po’ di preoccupazione per i play off non può mancare. Anche perchè c’è qualche squadra davanti, tipo Valencia e soprattutto la Trincheri’s band, che potrebbe legittimamente portarci via il nostro sogno. Niente drammi: lavoriamo sodo, come sempre, con un minimo di oculatezza nel gestire le forze.

  7. Condivido il tuo commento Enrico. Che la nostra squadra è vecchia nei suoi elementi cardini per affrontare impegni così ravvicinati è una vita che lo scrivo. L’unico dei senior che fa il suo in ogni partita è Hines che, se nn prendiamo un centro più forte e adatto al gioco di Messina, a breve sarà pure lui scoppiato. Rodriguez è out per infortunio ma quest’anno non mi sembra che stia disputando la sua migliore stagione, Micov sta andando a corrente alternata e non.sembta che abbia recuperato dall’infortunio, Datome dopo un ottimo inizio sembra essersi spento e non solo per l’infortunio e ora si comprende perché l’anno scorso Obradovic lo utilizzava solo in Eurolega e pochissimo nel campionato turco. Premesso che io avrei tenuto sia Gudaitis e Tarczewski (che insieme si completavano a vicenda) ovviamente insieme a Hines, ora paghiamo la scelta di aver rinunciato a Gudaitis e ci ritroviamo con Tarczewski, fresco di rinnovo per tre anni con il rischio concreto di buttare altri soldi per transare il suo contratto, che non gode più della fiducia del coach. Questa, per ora, è la realtà dei fatti..

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