Eurolega, non prendertela: Messina ha ragione

guazzoni

Fermarsi per parlare è prerogativa delle società civili. Il resto è entropia disorganizzata

Il Mio Pastore (al secolo Ettore Messina) non ha sempre ragione (lo dico solo perché ogni tanto bisticciamo in conferenza) ma quando parla va sempre ascoltato. Non si porta addosso l’allure del Santone, del personaggio costruito per colpire (qui a qualcuno potrebbero fischiare le orecchie), ma ha l’acume dei pochi per dire molto spesso la cosa giusta, nel posto giusto, al momento giusto. Senza suonare retorico o banale. E sul discorso Eurolega/Eurocup/Fiba/etc. ha ragione da vendere. Da vendere talmente bene al mercato delle parole che la plusvalenza Mbappé/Monaco spostati proprio. Ed è per questo inutile che lo stimato e stimabile Mr. Bertomeu, in via formale e in via informale, se la prenda, piccato nell’orgoglio.

Ettore Messina
Dan Peterson, Ettore Messina Presentazione Ettore Messina LBA Serie A Postemobile 2019-2020 Milano, 19/06/2019 Foto Michael Ciaramicoli // Ciamillo-Castoria

Ho già espresso in altri editoriali il mio punto di vista (critico) sulla faccenda. Sedersi tutti assieme per trovare una soluzione ad una cosa che attualmente non ne ha è un dovere morale e civile. Serviva una voce forte per farsi sentire. Una voce autorevole. Una voce umana. Ecco, per un accorato appello del genere era necessaria una persona molto attenta. Attenta alla realtà che ci circonda tutti. Attenta alle dinamiche di questa turpe realtà. Attenta agli uomini di buona volontà. Il disagio espresso a più ripreso da diversi atleti (Delaney su Twitter ne ha macinata di prolissità verbale) sarebbe altrimenti rimasto lì, inascoltato e marcio.

Riccardo Moraschini

La proposta in sé di sospendere l’Eurolega per terminare i campionati e poi riprenderla in primavera – se il Covid lo permetterà – può piacere o non piacere. E a me, personalmente, appare di estremo buon senso. Ma il tema è un altro: dialogare, confrontarsi, arrivare ad un quadra razionale. Pensare di continuare a viaggiare in giro per l’Europa e Israele tra contagi e quarantene è da scellerati: un bel calcio alla sicurezza e alla salute. Pensare di mantenere il rigore di una competizione corretta quando qualsiasi risultato – e sappiamo tutti quanto in chiave playoff ogni W è pesante – può essere inficiato da un tampone positivo o negativo è andare contro lo spirito dello sport, non solo dell’amato basket.

Jordi Bertomeu, CEO di EuroLeague

Gli atleti sono super-uomini, hanno stipendi di giada e rappresentano la categoria dei “privilegiati” sanitari: ma questo non deve permettere a Eurolega, Fiba, Nba, Ncaa, etc. di usarli come carne da macello. Animali da circo. Lo spettacolo deve continuare, cantavano in poeti di un tempo, ma non sulla loro pelle di ebano e avorio.

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