Shavon Shields: Le mie aspettative sono sempre le stesse, vincere

Shavon Shields, nuova ala di Olimpia Milano, si racconta a Olimpia Milano TV: Il mio ruolo lo sto imparando, siamo all’inizio

Shavon Shields, nuova ala di Olimpia Milano, si racconta a Olimpia Milano TV.

SUL FATTO CHE IL PLAYER FOSSE UN GIOCATORE NFL

«E’ l’unica situazione che ho conosciuto, dopo un po’ ti abitui, che tuo padre sia un contabile, un uomo d’affari, un idraulico, alla fine sai cosa sta facendo. Non ho mai visto nulla di differente»

SULL’ESEMPIO DEL PADRE

«Essere un professionista serio, assumersi le proprie responsabilità, presentarsi e svolgere il proprio lavoro ogni giorno. Giocare a football? Ci ho pensato, ho provato per un paio di anni, ma poi ho capito che non faceva per me»

SU OLIMPIA MILANO

«Ovviamente, so cosa significhi giocare qui. Vorrei riavere i tifosi in arena presto, vorrei che potessero sostenerci e in cambio offrire un buon spettacolo e vincere tante partite per loro. Avrei voluto vincere quella partita, ma ci sono situazioni in cui tutto quello che puoi fare è imparare anche dalle sconfitte»

SULLA PROSSIMA STAGIONE

«Dopo due finali perse finalmente anche io ho vinto il mio titolo. Le mie aspettative sono sempre le stesse, mi piace divertirmi con la squadra, vincere partite, vincere titoli. Il mio ruolo lo sto imparando, siamo all’inizio, dobbiamo ancora capire come giocare insieme. Io cerco di essere il più completo possibile in modo da aiutare la squadra a vincere».

3 thoughts on “Shavon Shields: Le mie aspettative sono sempre le stesse, vincere

  1. Altro giocatore che mi piace da impazzire perché sa fare sempre la giocata esatta al momento giusto sia in difesa sia in attacco..

  2. Premesso che l’inizio stagione è stato senza dubbio positivo sotto tanti punti di vista, devo dire che, piuttosto che vincere di 30,33 o 40 preferirei di gran lunga vincere di 3,6 o 13 punti ma con un impiego diverso delle risorse: molti meno minuti per hines, micov, rodriguez e datome e molti di più per cincia, roll,Moretti e Biligha.
    La stagione è lunga e difficile e le energie, specialmente per i nostri fuoriclasse più anziani, vanno centellinate .
    Dico questo soprattutto pensando alle prossime partite, dove non vorrei che il messia, in caso di andamento più equilibrato, ricorra in modo sistematico ai vecchi e lasci in panchina le seconde linee in partite senza alcuna importanza!!!

  3. Mettiamoci in testa che sono arrivati giocatori nuovi e alcuni non ci sono piu’. Cio’ vuole dire che il gruppo deve ancora formarsi e i singoli si devono adattare al nuovo gioco ed ai nuovi compagni. Tutto questo non e’ automatico! Non e’ che bastano le ore in palestra per “rodare” schemi, spostamenti, modo di stare in campo. Il tutto si perfeziona durante le partite vere.
    Detto questo, non e’ che siccome vinciamo di trenta punti e oltre vuol dire che e’ gia’ tutto a posto.
    In questo inizio di stagione tutti devono poter giocare con tutti, possibilmente con gli stessi minutaggi, o quasi. Se giocano solo (quasi) gli italiani, non si creano con gli altri quegli automatismi che invece saranno fondamentali durante la stagione.
    Che poi, non sappiamo nemmeno bene che stagione sara’. Come leggo da piu’ parti ed anche su questo blog, non e’ poi cosi’ sicuro che l’eurolega parta e, soprattutto, che si concluda, vista la situazione sanitaria presente nei diversi stati
    Ovviamente questo e’ solo il mio pensiero.

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