Quattro anni fa, il 27esimo scudetto. Il secondo dell’era Armani. Il penultimo della gestione di Livio Proli.
🗓 13 Giugno 2016, Reggio Emilia
— Olimpia Milano (@OlimpiaMI1936) June 13, 2020
🇮🇹🏆 Olimpia Campione d'Italia per la 27^ volta!
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Il tricolore scacciaincubi di Andrea Cinciarini, dell’mvp seriale Rakim Sanders, degli occhi di Milan Macvan, della classe di Kruno Simon. La prima stagione di realolimpiamilano.com. Giocatore per giocatore, un rapido ricordo.
Jamel McLean
Quando firma, dalla Germania, circola subito una notizia. Il giocatore non ha superato le visite mediche e tornerà all’Alba Berlino. Niente di tutto questo. Parte come seconda opzione difensiva, chiude da certezza difensiva e atletismo importante.
Oliver Lafayette
La prima gara da giocatore di Olimpia Milano la sostiene con la Nazionale croata, a Zagabria, contro la Germani. Finisce al tappeto per il menisco. Il recupero non sarà però un problema, e da play/guardia di riserva garantirà il meglio.
Alessandro Gentile
Il rapporto con Repesa doveva essere saldo, ma di saldo ci sarà subito ben poco. Avvio da superstar in EuroLeague, chiusura da pilastro in LBA. Nel messo qualche acciacco di troppo, e infine una dichiarazione che era meglio evitare. Ma talento e produzione restano invariate.
Andrea Amato e Daniele Magro
Chiudono il roster degli italiani dopo i nefasti no di Datome e Melli, garantiranno serietà e massimo impegno settimanale.
Bruno Cerella
Come al solito necessario quando c’è necessità. Rimonta lentamente Charles Jenkins, e infine lo scalza nei playoff. Uno specialista difensivo, che segna anche da 3, è merce rara.
Mantas Kalnietis
Arriva a metà stagione per coprire il “buco” in regia dopo il fallito accordo estivo. Garantisce subito comando e una certa fisicità, rivelandosi il reale mvp dei playoff di LBA.
Milan Macvan
La fotografia della sua ultima fase di carriera. Applicazione, talento, momenti di grande classe, prima di infortuni taglia gambe. Ala forte di grande impatto, letale anche dalla distanza. A novembre si frattura la mano, ma l’Olimpia non chiude con Zoran Erceg.
Andrea Cinciarini
Un’estate non facile dopo la grande delusione con Reggio Emilia. Ribalta il suo fisico, si impone con il lavoro, diventa infine essenziale (reale mvp delle Final Eight), e proprio contro la sua ex squadra in finale. Una garanzia, e un leader.
Rakim Sanders
Arriva a Milano a dicembre dopo un lungo infortunio. Si conferma il numero uno, diventando mvp delle Final Eight e delle Finals LBA. In campo aperto, insieme a Gentile, è assolutamente letale. Repesa è poco convinto, ma lo valuta “4”, e ha ragione.
Charles Jenkins
Atletismo e difesa. Doti importanti, ma l’Olimpia Milano per questo ha anche un certo Bruno Cerella in quota italiani. Esce di scena alla distanza.
Robbie Hummel
E’ il colpo più atteso dell’estate. Ma dalla sua ha solo serietà e conoscenza del gioco, non il talento da seconda opzione offensiva. Un infortunio chiude la sua stagione e, di fatto, anche la sua carriera.
Stanko Barac
Tesserato in tutta fretta con un contratto mensile, si guadagna la conferma a Natale ma non conferma qualche timida promessa. Troppo lento per il basket di primo livello, ha comunque dei momenti alti da ricordare.
Gani Lawal
Firma, poi rivela i problemi alla mano. Il suo ritorno è un bluff.
Krunoslav Simon
Arrivato in punto di piedi, si rivela il talento più cristallino dell’Olimpia Milano del secondo scudetto dell’era Armani. Non solo tiratore, ma regista aggiunto e pericolos in ogni zona del campo. Semina per poi raccogliere nella seconda stagione, dove diventa essenziale.
Esteban Batista
A Milano serve un centro. A Milano serve un centro. Ed eccolo il centro. Mani non propriamente forti, ma fisico dirompente e peso specifico senza eguali in Italia. Spettatore in Coppa Italia, inamovibile nei playoff, soprattutto nel dare fiato agli esterni. Vincerà anche l’anno dopo con Venezia.
Jasmin Repesa
Parte con un’Olimpia inadeguata, la rivoluziona a stagione in corso con Mantas Kalnietis, Esteban Batista e Rakim Sanders. Subito fuori dall’EuroLeague, regala a Giorgio Armani il suo “prodotto” più dominante. Coppa Italia mai in discussione, playoff tutto sommato sempre in controllo. Dinamico. Quel primo anno.


Sempre sempre in controllo no..dopo gara 3, sotto 2-1 nella serie con Venezia e gara 4 da giocare sempre al Taliercio, la tensione si tagliava col coltello e si narro’ anche di un intervento di Proli. Se non ricordo male, in quelle 48 ore venne abrogata l`alternanza nel turnover, con l`esclusione permanente di Jenkins e l`Olimpia trovò la formula per cambiare passo, ma quella squadra fu a un niente da una svolta nell`altra direzione.
Kruno Simon e Rackim Sanders, che spettacolo! Reggio Emilia annichilita.