
«Un altro Euroflop. Milano: lo Scudetto diventa un obbligo» titola la Gazzetta dello Sport oggi in edicola.
Così Antonino Morici: «Per il terzo anno consecutivo l’Olimpia Milano non parteciperà alla seconda fase dell’Eurolega. Fuori dalle prime dieci dopo due dodicesimi posti (su diciotto) nelle ultime due stagioni.
Detto che senza il play-in giocato dalla Virtus un anno fa le proporzioni del fallimento italiano sarebbero state più estese, il flop dell’EA7 fa rumore. Solo Lione e Berlino negli ultimi tre anni sono rimaste sempre fuori, realtà lontane sia dal prestigio del marchio Armoni – e dalle decine di milioni investiti nell’Olimpia – sia dai nomi di primo piano coinvolti tra campo e panchina: da Ettore Messina, il coach che ha vinto quattro volte l’EuroIega, oltre a scudetti e coppe di ogni tipo, a Nikola Mirotic, una delle stelle più luminose della storia recente del torneo».

Articolo condivisibile tranne per l’improponibile parallelo (sotto inteso) di responsabilità tra Mirotic e il Pobo. Molto meglio l’articolo di De Ponti sul Corriere, anche se avrei messo un paio di punti di domanda in meno (anche se retorici) e un paio di punti esclamativi in più
Oramai che Messina debba liberare giocatori, società, sostenitori e liberare anche se stesso da questa situazione e farlo al più presto e’ acclarato ed è l’unica soluzione possibile per ripartire salvando qualche cosa ora e riprogettando per il futuro. Purtroppo però questo non accadrà mai né quest’anno né il prossimo e a pagare saranno le seconde linee dello staff e i giocatori
Direi il minimo sindacale visto che pure con il sottoscritto in panchina questa squadra vincerebbe il titolo in carrozza contro squadre con un budget con cui non si pagherebbe neppure l’ingaggio del solo Mirotic.
Ribadisco che se ci fosse la certezza assoluta che in caso di disfatta pure in campionato il signor Messina saluterebbe sicuramente la compagnia sarei in prima fila a sperare in un risultato del genere.
Malauguratamente neppure una ipotesi disgraziata del genere sarebbe in alcun modo sufficiente a far togliere dalla panchina questa (oramai)vecchia gloria del basket.
A questo punto,se come prevedibile,la proprietà lo vorrà mantenere comunque al suo interno gli dia un incarico come Riley a Miami e trovi un suo sostituto per la panchina.
In Italia validi tecnici giovani ce ne sarebbero pure e qualcuno disposto ad accettare una presenza così ingombrante sopra la testa magari lo troveremmo pure,cosa del tutto impossibile con tecnici già ben affermati a livello europeo.
Mi viene in mente Galbiati come pure Casalone,vero allenatore della nazionale,essenziale e’ cambiare perché di questo passo affonderemo sempre di più.
Da alcune partite, in riserva di energia Shields e Leday, è rimasto il solo Mirotic a fatturare.
Ma il basket si gioca in 5 e a parte qualche fiammata, siamo da inizio stagione senza pivot, playmaker e guardia.
Il buon Messina non è riuscito ad inventarsi qualcosa che potesse recuperare la fallimentare stagione europea, ci ha provato con vari quintetto che a volte hanno fatto bene ma senza alternative, giocoforza gli avversari hanno trovato le contromisure e ci hanno messi sotto.
Manca la controprova ma sono certo che con l’Olimpia a ranghi completi, le cose sarebbero andate diversamente.
Non ci resta che puntare tutto sul campionato nazionale e per l’Europa attendere la prossima stagione.
Forza Olimpia.
A parte il pivot che è fuori per infortunio, vorrei solo ricordarti vista la tua veneranda età che il playmaker e la guardia non sono infortunati ma semplicemente non ci sono proprio per scelte errate del tuo pastore. Cerca di riprenderti perché più scrivi più sei sconclusionato.
Volevo solo specificare che il fatto di essere senza playmaker, senza pivot e senza guardia da inizio stagione e con cambi non all’altezza non è dato dalla sfortuna ma dagli “orrori” da parte di chi ha costruito il roster iniziale e poi lo ha “aggiustato”.
Totalmente sbagliate le scelte dei playmaker, delle guardie e del pivot di riserva e del sostituto di Nebo.
Caro Luky non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere e peggio sordo di chi non vuol sentire…
Cerchiamo di essere comprensivi nei confronti di chi palesa enormi difficolta’ a comprendere la realtà.
Negli ultimi 3 anni solo Alba e Asvel sempre fuori dai play-off. Ecco qual’é il nostro livello europeo. Almeno le altre due non annoverano nei loro roster il colpo del secolo. Siamo tornati ai livelli di Repesa e Pianigiani quando navigavamo nei bassifondi della classifica ma con budget inferiori a Messina. Eppure c’è chi pretende che si debba vivere di rendita perché in 6 anno abbiamo fatto un F4 dimenticando per comodità e per il proprio tornaconto gli ultimi 3 anni.