Dopo il flop di giovedì sera con la Virtus Segafredo Bologna, l’Olimpia Milano ha fatto il suo rientro a Milano nella giornata di venerdì, tornando in palestra sabato. Come ribadito dal ds Alberto Rossini, ma noto da tempo, Kaleb Tarczewski e Nemanja Nedovic sono abili e arruolati.

La rinuncia a Kaleb Tarczewski, nella gara di giovedì, ha fatto emergere qualche polemica tra i tifosi milanesi. Ma il centro mercoledì scorso si allenava ancora con un tutore alla mano, segno evidente di una necessità di protezione per il pollice della mano destra, operato il 4 gennaio.

Ed è inutile rivangare i numeri per rendersi conto di come l’assenza di Kaleb Tarczewski non sia stata neanche una piccola concausa del ko di giovedì. Come rivelato nella successiva gara con la Vanoli Cremona, la squadra di Pino Sacripanti ha sì pagato a caro prezzo i p&r centrali di Mathiang (paragonabile per certi versi a Tarczewski più che ad Omic), ma è in fin dei conti crollata in difesa sul bombardamento dall’arco cremonese, mostrandosi al contempo in attacco incapace di servire i lunghi se pressata sugli esterni.

E questo mette ancora più in luce il flop della squadra di Simone Pianigiani. Incapace di leggere la partita, incapace di andare oltre ad un semplice spartito di superiorità, incapace di alzare la pressione sugli esterni per volare in transizione e colpire dall’arco sfruttando anche il dinamismo di Jeff Brooks o Mindaugas Kuzminskas.

Il tutto, mettendo in luce una fragilità mentale che deve essere presa in considerazione come «difetto concreto» se si vuole anche solo pensare di dare l’assalto ai playoff di EuroLeague.

Resta il fatto che, ora, il rientro di Kaleb Tarczewski diventi vitale. Alen Omic si è ben integrato nel gruppo, e ha ottime letture in post per mettere in ritmo i compagni sull’arco. Ma è anche e soprattutto un “talento” che emerge da una serie di “carenze”: mani deboli, scarsa ruvidezza, assenza di tiro in sospensione.

Kaleb Tarczewski può garantire verticalità, numeri rilevanti in EuroLeague come in LBA, sviluppo in un anno e mezzo di “sistema Pianigiani”, e soprattutto peso difensivo importante nel massimo palcoscenico continentale.

Si poteva attendere sino a ieri, oggi il tempo è finito.

 

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