
Dan Peterson, nel suo editoriale “in contropiede” su La Gazzetta dello Sport, ha analizzato il momento di Olimpia Milano.
«Dopo la Supercoppa sta facendo una fatica enorme. Ha strappato una vittoria in Eurolega e una in Serie A per un pelo. La sconfitta a Verona, contro una squadra neopromossa è un campanello d’allarme. Milano non può finire con solo 72 punti, non può sbagliare cose banali come una rimessa.
La squadra è totalmente rinnovata, ma si notano almeno tre problemi: (a) blackout importanti; (b) la mancanza di un vero pivot; (c) la mancanza di un vero play. Coach Peppe Poeta ha preso le frecce nel proprio petto assumendosi le colpe a Verona. Ma la squadra deve giocare meglio».

Sottoscrivo al punto A, al punto B dico: ma Wright? Quello che doveva dominare Euroleague?, Sottoscrivo al punto C, aggiungo il punto D) mancanza di gioco e “giochi”, e di conseguenza aggiungo il punto E) mancanza di coaching……caro coach Peterson
Condivido l’idea del coach Peterson, aggiungo che Wright è un forte giocatore per tecnica e atletismo ma non ha la fisicità e la malizia per dominare l’area in EL
Inoltre manca almeno un terminale offensivo di livello e un coach di carisma e personalità da Olimpia e da EL.
Concludo dicendo che bisogna intervenire almeno su questi quattro punti con estrema estrema urgenza, pur sapendo che non accadrà mai dato lo storico della società negli anni scorsi
Anche quest’anno i problemi li risolveremo l’anno prossimo…
In campo ci vanno i giocatori e non l’allenatore ahahahah
hai detto poco, play e pivot…l’ossatura di una squadra