Olimpia Milano, si riparte: i cinque temi della prossima stagione. In gioco il presente, ma anche il futuro

Alessandro Maggi 7
Garrison Mathews Olimpia Milano

È inutile raccontare illusioni. L’Olimpia Milano del 2021-2022, quella che partiva con Sergio Rodriguez, Malcolm Delaney e, al massimo, Jerian Grant, non è certamente quella di oggi.

Negli anni successivi sono stati numerosi i playmaker che hanno fallito. E neppure questa estate l’Olimpia ha compiuto un evidente salto di qualità nel ruolo. Darius Thompson riprende il pallone in mano come in EuroLeague gli era accaduto soltanto nel 2022-2023: dominando le statistiche individuali, ma senza raggiungere la post-season.

Al suo fianco ci sarà RJ Cole, un califfo in LBA e in EuroCup con Venezia, ma anche un rookie in EuroLeague. Su di loro pesa un’eredità, quella del Chacho ma anche di Delaney, che negli ultimi anni ha soltanto mietuto vittime. E, almeno sulla carta, le loro spalle non sembrano così larghe da poter reggere ogni urto.

Esiste, tuttavia, un collettivo differente. Thompson e Cole sono comunque due playmaker puri, mentre Bolmaro e Guduric potranno contribuire nella gestione del pallone, così come Devon Hall. La qualità specifica nella creazione del gioco appare dunque più diffusa rispetto al recente passato.

Basterà?

La regia rappresenta una scommessa, ma il mercato ha portato a Milano anche due campioni d’Europa. Nella prossima pagina, il nuovo ruolo di Devon Hall e Alec Peters.

7 thoughts on “Olimpia Milano, si riparte: i cinque temi della prossima stagione. In gioco il presente, ma anche il futuro

  1. “La missione è “giocarsela”, non necessariamente raggiungere la post-season”

    Prima Messina, ora Baiesi e Poeta. Come al solito ROM si fa imboccare dagli altri, non riesce mai a esprimere un giudizio che non sia di altri..

  2. Hall, che a me piace moltissimo, a mio parere è stato storpiato da Messina, che gli ha tolto le sue caratteristiche di attaccante, per fargli fare un ruolo di handler che non era il suo, al quale si è dovuto prestare. Era giovane, lo ha fatto. Secondo me malvolentieri.
    Vero che Jasi ha fatto lo stesso con lui al Fener, ma quello era ormai il giocatore.
    Ora è meno giovane, ha più carisma, credo che farà il jolly meno volentieri – ma le tante miglia giocate potrebbero avergli levato la freschezza dell’attaccante che era e sarebbe stato, secondo me.
    Comunque non un “leader”…

    Peters, e unisco il pensiero su Poeta, ha funzionato alla grande nel sistema Olympiacos, di grandi star e movimenti da orologio svizzero.
    Poeta aveva iniziato, gli va riconosciuto, con una bella evoluzione rispetto a Messina, di movimenti senza palla e gioco agile, con cui ha ottenuto successi anche importanti in EL agli esordi.
    Poi quel modo di giocare s’è perso, non saprei dire perché, tornando allo stagnante messineggiare.
    Inoltre non ha mai corretto l’errore evidente di giocare i finali senza play e con due handlers, perdendone più del necessario.
    Non mi aspetto molto da lui.

    Di conseguenza non vedo veramente possibile un’evoluzione che riporti Guduric a essere il campione che è…

    Ah sì, in Italia probabile che vinceremo tutto di nuovo, ma rimanendo fuori da EL, è quello che ci aspettiamo da questa squadra? Io no

  3. adesso i play ci sono, guduric e hall possono giocare da guardia o da ala vista l’altezza, c’e’ mathews anche lui non un nano, se gioca bene da guardia, 3 posti sono ok, poi tonut, magari si ritrova, burnell e’ comunque un due metri, ala grande insomma possono rendere bene, come pivot se booker si sveglia e’ da sperare, ha un discreto tiro da tre, insomma io l vedo così thompson e cole ; hall guduric e mathews ; petres burnell; booker wright. Non certo in grado di vincere l’eurolega ma si spera di non arrivar etra gli ultimi.

  4. Direi che, il ” nuovo ” esterno di Maggi, dovrebbe finalmente uscire dalla sua comfort zone e, assumersi le responsabilità che il suo contratto impone…
    Starting five: Thompson, Hall, Guduric, Peters e Moses Wright.
    Secondo quintetto: R.J.Cole, Mathews, Bolmaro, Burnell e Booker.
    Terzo quintetto, ( tutto italiano ) con Flaccadori, Tonut, Akele, Ricci e Diop. ( con possibilità, per Ricci e Diop, di essere preferiti nel secondo quintetto, a Burnell e Booker )

  5. Secondo e terzo quintetto vero problema per euroleague. Quando guardo i roster delle grandi capisco perché si fatica ad arrivare nei 10. Spero ke dopo molti anni gli infortuni nn si abbattano su Olimpia e forse ce la potremmo anke fare. Ma fuori Peters e Wright la notte incombe. Booker, Guduric, Tonno, ci sarà il risveglio? Akele, Burnell saranno all’altezza? Sugli altri le speranze nn mancano..

    1. Ci sono tante incognite ma comunque inizio questa stagione con più fiducia che negli ultimi 3 anni. Potrebbe anche darci soddisfazioni, perché il roster ha finalmente un senso, pur con qualche lacuna, soprattutto sotto, ma con spazio per intervenire. Forza Olimpia!

      1. Beato te! Speriamo che poi il tuo risveglio non sia brusco perché gli ultimi 4 anni avrebbero dovuto insegnarti che la fiducia va conquistata sul parquet e non concesso sulla carta.

Comments are closed.

Next Post

Olimpia Milano, chi decide adesso? La nuova sfida della gestione condivisa senza il padre-padrone Messina

Nella giornata di ieri avevamo già sollevato il tema all’interno della nostra analisi sui cinque punti centrali della nuova stagione. La nuova Olimpia Milano non cambia soltanto sul campo: dopo anni caratterizzati da una leadership centrale e riconoscibile, la gestione passa a una struttura collegiale. Un modello che ha già […]

Iscriviti