1. Ripetersi

La pressione del “ripetersi”, in LBA, per l’Olimpia Milano non esiste. O meglio: non esiste più dalla stagione 2014-2015. Niente di banale, sia chiaro. I biancorossi hanno saputo confermarsi sulla vetta italiana soltanto in due occasioni, sempre con Ettore Messina: nel 2023 e nel 2024. Eppure, ormai e giustamente, il dominio nazionale viene percepito quasi come una consuetudine.
Il duopolio in Italia è esistito davvero soltanto nel 2022, nel 2023 e forse nel 2024, quando il budget della Virtus Bologna era comparabile a quello di Milano. Se non complessivamente, certamente negli ingaggi dei primi sei o sette giocatori del roster. Prima e dopo, tutto è dipeso soprattutto dalle avventure e dalle disavventure dell’Olimpia Milano. Spesso con i malumori di EuroLeague ad infestare il tutto. Senza, per intenderci, i biancorossi vincerebbero senza pause da 12 anni.
Il monopolio, oggi, è reale. Il campionato di LBA è probabilmente destinato a crescere di livello nei prossimi due o tre anni, ma le realtà romane sono al via ancora in ritardo per organizzazione, pianificazione e investimenti sul roster. Napoli e Varese sono cresciute, ma restano distanti. E credibilmente lo resteranno.
Milano parte davanti. E probabilmente la gestione di Daniele Baiesi alla direzione sportiva ha iniziato a lasciare alle avversarie soltanto le briciole sul mercato degli italiani. Il pacchetto biancorosso non è straordinario, ma Niang e Pajola sono andati all’estero, Fontecchio è rimasto in NBA ed Ellis tornerà comunque in primavera.
La testa, allora, va ad EuroLeague. Le dimensioni del budget dell’Olimpia sono inferiori rispetto a quelle delle principali avversarie, e deve essere noto. La missione è “giocarsela”, non necessariamente raggiungere la post-season. Farlo con una squadra capace di infiammare il Forum, con tutti i limiti dello stesso Forum: pretendere una squadra vincente senza sempre garantirle un grande sostegno emozionale.
Il problema non sarebbe rivelarsi più deboli. Sarebbe mostrarsi mal costruiti, disordinati o vulnerabili psicologicamente. La grande missione europea è essere consapevoli, non necessariamente vincenti.
Ma per competere serve un leader tecnico. Nella prossima pagina, la stagione senza più alibi di Marko Guduric.

“La missione è “giocarsela”, non necessariamente raggiungere la post-season”
Prima Messina, ora Baiesi e Poeta. Come al solito ROM si fa imboccare dagli altri, non riesce mai a esprimere un giudizio che non sia di altri..
Hall, che a me piace moltissimo, a mio parere è stato storpiato da Messina, che gli ha tolto le sue caratteristiche di attaccante, per fargli fare un ruolo di handler che non era il suo, al quale si è dovuto prestare. Era giovane, lo ha fatto. Secondo me malvolentieri.
Vero che Jasi ha fatto lo stesso con lui al Fener, ma quello era ormai il giocatore.
Ora è meno giovane, ha più carisma, credo che farà il jolly meno volentieri – ma le tante miglia giocate potrebbero avergli levato la freschezza dell’attaccante che era e sarebbe stato, secondo me.
Comunque non un “leader”…
Peters, e unisco il pensiero su Poeta, ha funzionato alla grande nel sistema Olympiacos, di grandi star e movimenti da orologio svizzero.
Poeta aveva iniziato, gli va riconosciuto, con una bella evoluzione rispetto a Messina, di movimenti senza palla e gioco agile, con cui ha ottenuto successi anche importanti in EL agli esordi.
Poi quel modo di giocare s’è perso, non saprei dire perché, tornando allo stagnante messineggiare.
Inoltre non ha mai corretto l’errore evidente di giocare i finali senza play e con due handlers, perdendone più del necessario.
Non mi aspetto molto da lui.
Di conseguenza non vedo veramente possibile un’evoluzione che riporti Guduric a essere il campione che è…
Ah sì, in Italia probabile che vinceremo tutto di nuovo, ma rimanendo fuori da EL, è quello che ci aspettiamo da questa squadra? Io no
adesso i play ci sono, guduric e hall possono giocare da guardia o da ala vista l’altezza, c’e’ mathews anche lui non un nano, se gioca bene da guardia, 3 posti sono ok, poi tonut, magari si ritrova, burnell e’ comunque un due metri, ala grande insomma possono rendere bene, come pivot se booker si sveglia e’ da sperare, ha un discreto tiro da tre, insomma io l vedo così thompson e cole ; hall guduric e mathews ; petres burnell; booker wright. Non certo in grado di vincere l’eurolega ma si spera di non arrivar etra gli ultimi.
Direi che, il ” nuovo ” esterno di Maggi, dovrebbe finalmente uscire dalla sua comfort zone e, assumersi le responsabilità che il suo contratto impone…
Starting five: Thompson, Hall, Guduric, Peters e Moses Wright.
Secondo quintetto: R.J.Cole, Mathews, Bolmaro, Burnell e Booker.
Terzo quintetto, ( tutto italiano ) con Flaccadori, Tonut, Akele, Ricci e Diop. ( con possibilità, per Ricci e Diop, di essere preferiti nel secondo quintetto, a Burnell e Booker )
Secondo e terzo quintetto vero problema per euroleague. Quando guardo i roster delle grandi capisco perché si fatica ad arrivare nei 10. Spero ke dopo molti anni gli infortuni nn si abbattano su Olimpia e forse ce la potremmo anke fare. Ma fuori Peters e Wright la notte incombe. Booker, Guduric, Tonno, ci sarà il risveglio? Akele, Burnell saranno all’altezza? Sugli altri le speranze nn mancano..
Ci sono tante incognite ma comunque inizio questa stagione con più fiducia che negli ultimi 3 anni. Potrebbe anche darci soddisfazioni, perché il roster ha finalmente un senso, pur con qualche lacuna, soprattutto sotto, ma con spazio per intervenire. Forza Olimpia!
Beato te! Speriamo che poi il tuo risveglio non sia brusco perché gli ultimi 4 anni avrebbero dovuto insegnarti che la fiducia va conquistata sul parquet e non concesso sulla carta.