
Nel progetto guidato da Donnie Nelson per il rilancio del basket a Roma spunta anche il nome di Roberto Carmenati, indicato come parte di un “gruppo di lavoro” con Rimantas Kaukenas nel ruolo di referente italiano, secondo quanto riportato da Gazzetta dello Sport. Per i tifosi dell’Olimpia Milano, Carmenati è una figura particolare: il 14° allenatore della storia biancorossa, in panchina solo per una breve parentesi ma in un momento delicato della stagione.
Marchigiano, classe 1964, nato a Fabriano, Carmenati arriva a Milano il 13 febbraio 2004, pochi giorni dopo la sconfitta della Breil Milano a Badalona negli ottavi di Eurocup che costa il posto ad Attilio Caja. La dirigenza di Ferdinando Corbelli, incassato il no di Crespi, sceglie Carmenati per il curriculum: esperienze in A2 con Fabriano, Pozzuoli e Napoli, il titolo USBL vinto negli USA da assistente (con Kareem Abdul-Jabbar agli Oklahoma Storm) e la recente gestione di Fabriano in A1 in un contesto complicato, tra problemi sportivi ed economici (Fonte Museo del Basket).
A Milano eredita una squadra con talento e gerarchie già definite: Hugo Sconochini, Beno Udrih, Martin Rancik, veterani come Claudio Coldebella, Mario Gigena, Ken Lacey, Manuel Vanuzzo, e giovani destinati a crescere (DeVecchi, Rossetti, Priuli). In Eurocup il percorso era stato solido (girone chiuso con 8 vittorie su 10), ma in campionato il bilancio al suo arrivo era insufficiente (8-12). Il debutto non è fortunato, con il ko interno 74-76 contro Siena, ma Carmenati chiude l’esperienza con un record di 7 vittorie e 7 sconfitte in Serie A (e una sola presenza in Eurocup), portando a casa successi contro Livorno, Avellino, Reggio Calabria, Teramo, Biella, Messina e soprattutto il “colpo” finale: 104-79 alla Fortitudo Bologna di Repesa nell’ultima giornata. La Breil chiude decima con 15-19, fuori dai playoff, e nonostante la chiusura brillante Carmenati non viene confermato.
Il suo profilo però si consolida soprattutto fuori dall’Italia. Nel 2004 nasce il legame con i Dallas Mavericks: lo stesso Carmenati racconta di aver segnalato alla franchigia dubbi sull’idea di spendere la scelta numero 5 al Draft per Pavel Podkolzin, visto da lui in Serie A contro Varese. Da quel contatto prende forma una collaborazione che dura oltre vent’anni, fino al titolo NBA del 2011 con Dallas, dove Carmenati lavora come international scout. È anche l’unico allenatore europeo ad aver vinto due campionati negli Stati Uniti, tra USBL e NBA, e ha svolto attività di formazione in clinic e in progetti internazionali come la Seed Academy Senegal, contribuendo allo sviluppo di talenti poi arrivati al college USA e alla NBA.

