
Peppe Poeta ha parlato così ai microfoni di EuroLeague TV dopo il successo di Olimpia Milano sull’ASVEL.
«Abbiamo controllato la partita per 35 minuti, poi contro i cambi abbiamo smesso di giocare. Abbiamo sbagliato alcuni tiri facili e avevamo già recuperato 2-3 volte, ma eravamo sotto di 15 punti, quindi abbiamo iniziato a vacillare un po’».
«Ma alla fine, con la difesa, abbiamo vinto la partita. E con il problema dei falli dei nostri lunghi, non è stato facile. Ce l’abbiamo fatta. Quindi sono molto contento. Dobbiamo solo essere più costanti nei 40 minuti. È tutta una questione di questo».
«-1 dai play-in? Sì, ma non si può guardare così avanti. Bisogna guardare partita per partita perché l’EuroLeague è una bestia difficile e non ci si può mai rilassare, nemmeno per un secondo, contro nessuno in casa, in trasferta, ovunque si giochi, è una partita difficile»
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Anche oggi il Sommo fa gestire gli ultimi possessi da due come Guduric e Ghost con tutti i danni che ci hanno già inferto.
Ghost due punti su tiro libero, inutile, inguardabile, irritante
Il volo di Brooks, con stacco fuori dall’area a schiacciare, e la superstoppata di LeDay i due momenti più esaltanti di una vittoria che ha rischiato di sfuggirci, e non ci sarebbe piaciuto.
Non so, i vantaggi li sappiamo costruire, ma poi non sappiamo difenderli, e a questo punto questa è diventata una costante di questa Olimpia con questo allenatore.
La meccanica delle rimonte che subiamo, m’è sembrata questa sera quella che ho visto altre volte: palla a Guduric, giocatore esperto, come se tutti gli altri non potessero giocare fluidamente come hanno fatto fino a quel momento, quindi si arrendono e si affidano al più esperto, al più alfa – che sia lui o Shields.
Non credo che la colpa sia di Guduric, che pure da grande giocatore accetta questa responsabilità ingombrante, ma non capisco come mai il “cervello squadra” partorisca sempre questa paura di non farcela, e conseguente affidamento a un solo giocatore, quando il basket è fondamentalmente gioco di squadra.
Ho il sospetto forte che troppo presto il “cervello squadra” sul +15 e dintorni creda di avercela fatta. Quando poi si rende conto che non è così, viene preso dal panico.
E dico “cervello squadra” proprio per indicare testa e cuore insieme, e la responsabilità non solo dell’allenatore, ovviamente, ma anche quella dei giocatori nel complesso e dello staff tutto.
Che non vedano l’ora di finire le partite, tirati come sono stati, lo capisco, ma forse sarebbe il momento che realizzassero che soprattutto nel basket le rimonte sono all’ordine del giorno, sono nella natura del gioco, anche quelle clamorose, e per quanto affaticati – credo soprattutto mentalmente – bisogna continuare a giocare bene fino alla fine.
Infine io ho visto che Mannion e Flaccadori possono stare in campo.
Non sono certo determinanti, ma non occorre che lo siano, ed è importante invece che facciano il loro, come hanno fatto ancora una volta.
Dispiace che tale scoperta si faccia sempre e soltanto in situazioni di emergenza come stasera, dispiace, nel senso che proprio non mi piace, che l’allenatore non ci arrivi da solo, senza la spinta del disagio di circostanza.
Pensa quante stanchezze in meno, e finali persi di conseguenza, e infortuni da affaticamento in meno ci sarebbero se anche Poeta si rendesse conto che quei giocatori, nel loro piccolo, possono stare in campo per il tempo necessario.
Ma niente.
Solo in emergenza, e poi come se non fosse successo niente.
Mah.
E se Poeta pensa che gli basti dichiarare che lui crede nelle rotazioni corte, beh… allora è il caso che torni ad allenare squadre che fanno una sola partita alla settimana, e ci lasci in pace, lui e le sue credenze immutabili!
Impeccabile
Soprattutto sintetico, una qualità che o ce l’hai o non ce l’hai…..
Solita chiusura arrogante,mi raccomando continua a denigrare e poi hai pure il coraggio di dire che la gente è maligna con te
Esticazzi
Alle rotazioni corte siamo costretti dagli infortuni, ma si rischia di pagarla questa scelta se diventa la norma.
Non so se abbiamo più bisogno di un play o di uno psicologo. Ad un certo punto la squadra smette di giocare, ieri senza motivi validi perché Asvel era lì per far presenza, e tutti vanno nel pallone. In queste situazioni Guduric che ha fatto la partita va tolto. Shields ieri non pervenuto.
Posso capire essere recuperati dalla Stella Rossa ( persa sanguinosa) ma ieri è stato incomprensibile.
Comunque dobbiamo farci una ragione: possiamo scalare il Cervino e bloccarci di fronte alla montagnetta di San Siro. Ripeto un buon psicologo