Olimpia Milano post ASVEL | Contava vincere. Nei finali manca il giocatore, ma anche la serenità

Alessandro Maggi 5

Il nostro commento del giorno dopo sul successo di Olimpia Milano in casa dell’ASVEL

Olimpia Milano post ASVEL

Olimpia Milano post ASVEL. Alla fine contava solo una cosa, vincere, e i biancorossi se la sono portata a casa. Provando ancora a togliersi la vita nel finale, anzi sostanzialmente riuscendoci, salvati infine dal “caso”.

Perché la correzione di Ndiaye arriva fuori tempo massimo di un nulla, a perdonare un ennesimo errore, il taglia fuori mancato da Bryant Dunston. 35’ ottimi, di piena gestione, rendendo semplice quel che poteva essere ostico. Agevolati anche da un avversario che tira 12/28 da 2 e 6/24 da 3 alla fine del terzo quarto.

Olimpia che invece è serena, chirurgica, guidata benissimo da Marko Guduric (oggi il play biancorosso è lui più di Ellis), 18/25 da 2 e 7/15 da 3, con la sola pecca di quelle 10 palle perse, 3 di un Devin Booker tornato quello pre-Baskonia.

Poi il quarto quarto. 6 punti segnati in 8’, 10 alla fine, 23 incassati da chi in 20’ ne aveva prodotti 31, 2/5 da 2, 0/4 da 3, 7 palle perse a fronte di 2 assist. Poco altro da dire, i numeri sono chiari.

Vincere, indubbiamente, serve a superare certi attacchi di panico, che comunque paiono anche strutturali. Nei finali di gara Marko Guduric è giocatore pesante, non da uno contro uno. Quinn Ellis viene battezzato dalle difese che non gli concedono l’uno contro uno. Shavon Shields per ogni scelta giusta ne abbina quattro sbagliate.

Serve chi attacchi i cambi e crei situazioni di vantaggio, come sempre. Sono mancanza che il mercato non coprirà, bisogna allora essere più duri in difesa e lucidi nelle scelte. Speriamo che un successo possa aiutare a trovare convinzione in quello che si sta facendo, visto che la classifica si è accorciata di nuovo.

5 thoughts on “Olimpia Milano post ASVEL | Contava vincere. Nei finali manca il giocatore, ma anche la serenità

  1. Mi viene da dire che abbiamo stentato a vincere contro una squadra in fondo alla nostra fascia d’appartenenza in classifica.
    Stentato contro una squadra che ha tirato 42% e 25% rispettivamente da 2, da 3…
    Stentato dopo aver accumulato un vantaggio considerevole fin dentro l’ultimo quarto.

    Contava vincere e abbiamo vinto, bene.
    Ma del caos disgraziato di questa squadra mal fatta e guidata senza esperienza, senza titoli, tutto resta intatto.

    Se quello, inesperto, invece di prenderla per schiacciarla, come ha fatto tradito dall’emozione e non conoscenza dei regolamenti, l’avesse sfiorata indirizzandola senza possesso, saremmo qui a piangere.

    E non va bene.

  2. Qualche anno fa Mike James ha fatto vincere 49 partite su 50 (è un esempio, non la percentuale vera…è tanto per dare l’idea). Per un tiro da metà campo quasi, mi sembra, che ce ne ha fatto perdere UNA, è stato giubilato da Messina. Al contrario, il pelato di Kansas City, figlioccio di Messina, che ce ne fa perdere 8 su 10, ce lo siamo tenuto. Spero solo fino al termine di questa stagione.

    1. James non ha mai giocato a Milano con Messina coach. Evidentemente a differenza del “pelato” il basket non è cosa per te. Capra!!

      1. messina ha preso la squadra e lo ha mandato via, non lo ha allenato ma lo ha mandato comunque via con un bel buy out.

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