La Visione del Guazz – Mezzo sorriso. Ora un playmaker

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“Serve un playmaker”. E’ la convinzione dopo il successo di Olimpia Milano con il Partizan e la vicenda Lorenzo Brown

La Visione del Guazz

Mezzo sorriso per la squadra, non di più. Mezzo sorriso per Poeta, che se lo merita più di tutti. E mezzo sorriso per te, lo sai. Che fanno tre mezzi (150%) ma la matematica non è una scienza esatta per me in questo periodo. Milano vince soffrendo – che non guasta mai – ma per convincere davvero riprovare più in là. La squadra ha vinto perché è più talentuosa del Partizan – passare da Obradovic a Pennaroya è come una slavina -, non certo perché lo ha sovrastato come avrebbe potuto e dovuto fare. Sul +12 infatti la gara è da azzannare – e potevi chiuderla con la tripla di Flaccadori – ed invece apparecchi l’ennesimo quarto egoista in attacco (2 assist) e scateni l’ansia complessiva. .

Vinci perché il roll di Nebo – e il suo atletismo – resta un rebus per i loro lunghi, vinci perché segni quattro triple consecutive per allungare e impanicare mano, vinci perché Ellis fa una partita da play sgamato (e non da 22enne rookie qui), vinci perché LeDay parte forte e finisce forte (6 negli ultimi 3′) e ti toglie il gibbone dalla groppa. E vinci. Che dopo 3 ko in fila è vitale. Poi resto convinto che alla post-season manco per grazia ricevuta eh… Nemmeno se arriva il play che deve arrivare.

E, torno sul punto, bisogna accontentare Poeta: lui ha il suo basket, lui allena, lui sa di cosa ha bisogno la squadra. Specie se Bolmaro passa più tempo al Galeazzi che in Secondaria. Poeta non vuole un roster lungo (Deo gratias) ma ha bisogno di una polizza qualora uno dei tre esterni stranieri ‘sicuri’- Guduric, Bolmaro, Shields – dovesse mai fermarsi. Io non sono un fan del mercato, non so un fan del ‘comprare per comprare’ ma a questo punto visualizzo il ‘necessario comprare’. Non sia un Sestina o un Totè, ma un giocatore funzionale.

11 thoughts on “La Visione del Guazz – Mezzo sorriso. Ora un playmaker

  1. Le citazioni di Sestina e Totè potevano essere risparmiate per rispetto alle persone citate. Il primo si è infortunato praticamente subito il secondo non ha mai avuto la possibilità di giocare. Citazione totalmente inutile.

  2. Citare Sistina e Toté dimostra quanto si siano fatti in questi anni acquisti del tutto inutili, per usare un eufemismo. Ora se si vuole svoltare é ora di cambiare sistema (via in ogni caso Messina da qualsiasi ruolo in Società) e via Brown (lo dico da tanti mesi). Quest’ultimo va comunque sostituito da un elemento valido, altrimenti ci risiamo.

  3. Sembra che Messina, avendo avuto un netto rifiuto dal Chacho, sia volato negli states per cercare di convincere Delaney a rimettersi le scarpette . In caso contrario sono disponibili Pangos e Mack. Comunque vada……sarà un successo

  4. Non ho potuto vedere la partita, mi limito quindi a felicitarmi per la vittoria, che mi pare di capire arrivata a fatica ma sarebbe stato sorprendente il contrario visto il periodo di forte appannamento, ed a rammaricarmi per l’infortunio di Bolmaro il quale è sì importantissimo e vedremo poi più avanti nei playoff LBA come sarà gestita la questione stranieri.

    Per il resto, mi sembra ci sia in generale una gran confusione societaria: Poeta non è piombato sulla panchina di Milano dal nulla, era già in società, era il vice di Messina, immagino che vi siano stati confronti, valutazioni, ragionamenti sin dalla scorsa estate circa il roster a disposizione che sarebbe poi dovuto essere ereditato da Poeta a partire dal prossimo luglio, quindi certe decisioni che vengono prese ora dopo 2 mesi che Poeta è diventato coach, boh, mi perplimono.
    Se Brown non è congeniale a Poeta, lo si sapeva fin dall’inizio, a che pro attendere 2 mesi a toglierlo dal progetto e nel frattempo son trascorsi 2 mesi senza play? Brown ha firmato un biennale, che se ne faceva Poeta di lui l’anno prossimo?
    Ha deciso Poeta oppure ha deciso qualcun altro?
    Bisogna accontentare Poeta: certo che si debba accontentarlo, ma Poeta fino a ieri era il vice allenatore di questo roster designato a diventarne capo allenatore il prossimo anno, non è un Obradovic che arriva a metà anno alla Stella Rossa da fuori, non è un Ivanovic che arriva a metà anno alla Virtus da fuori, il roster avrebbe dovuto, a logica, già essere impostato in base alle sue preferenze di modo da trovarselo poi in mano l’anno prossimo dopo un anno di “tutoraggio”, a che serve impostare un certo tipo di roster se poi chi lo dovrebbe ereditare ne cambia metà? Boh, mi sembra appunto tutto molto confusionario, vedremo col tempo se si riuscirà a capire qualcosa.

    1. Semplice: nei piani di Messina non erano previste le sue dimissioni “forzate” a stagione in corso e sperava che con i risultati si sarebbe guadagnato il rinnovo con il doppio ruolo. Altro che Peppiniello coach nel 2026/2027. Poi la situazione è degenerata e Messina per non apparire il quaquaraqua che è l’ha messo in panchina ben conscio che è inadeguato sulla nostra panchina.

  5. A me sembra una situazione simile a quella che ha portato all’esonero di Pangos.
    Le premesse c’erano tutte e il valore del giocatore era fuori discussione ma poi, in pratica il giocatore non è più riuscito a performare e dopo diversi tentativi di recupero si è deciso di lasciarlo andare.

  6. Premesso che il play e il pivot dominatore d’area servivano e servono per poter giocare con una logica e una sufficiente solidità è che tutto ciò era chiaro da novembre (per stare larghi), premesso che le possibilità di play off sono vicine allo zero quindi ormai la stagione è andata e gli aggiustamenti non servono più, premesso che sono stati buttati al vento almeno tre tesseramenti per giocatori palesemente inutili per ruolo e per valore tecnico, premesso che con questa EL io sono sempre sostenitore di roster lunghi e differenziati tra Eurolega e campionato (certo poi bisogna avere le competenze per saperli gestire ma è indispensabile poi re far bene, evitare infortuni e gestire stati di forma senza sovraccaricare i giocatori), tutto ciò premesso buona fine stagione con quello che oramai passa o passerà il convento sperando nello scudetto (comunque molto difficile e al momento improbabile) che ci distragga dalla quinta pessima EL consecutiva (l’unico vero obiettivo coerente con il budget) e sperando di ripartire il prossimo anno con una gestione tecnica diversa e diciamo “più lucida” nelle scelte di roster iniziali ed in itinere

  7. Che brutto guazz , mamma mia , ma il guazz vero è questo ? Brown ha subito da questo omuncolo ( poeta) lo stesso trattamento di tote , tagliato a prescindere , senza giocare , senza poter dimostrare il proprio valore . Giusto per sfregio di Messina . Ma tu quoque Fili mi ….

  8. Ma chi ha dato il patentino di giornalista a questo? È sempre più illeggibile.

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