
Come riportato da Mundo Deportivo, il progetto NBA Europe procede senza la Eurolega e con un ruolo sempre più centrale dei capitali statunitensi nel basket del Vecchio Continente.
Mundo Deportivo
Non si parla più solo di una nuova lega, ma di un vero ridisegno degli equilibri di potere tra club, leghe e agenzie di rappresentanza.
La NBA, come noto, ha abbandonato l’idea di un’alleanza con l’Eurolega e punta a una propria competizione con squadre stabili e wildcard legate ai risultati nazionali e alle coppe FIBA. In parallelo, fondi d’investimento americani stanno valutando di creare club da zero o entrare nel capitale di società di vertice, mentre gruppi come Gersh e Goldman Sachs hanno già mosso passi pesanti sulle agenzie europee You First ed Excel Sports.
Le ultime indiscrezioni secondo dalle fonti di Mundo Deportivo riguardano Grecia e Turchia: non ci sarebbe spazio per “un solo club” per Paese, perché la NBA considera derbies e classici (come Fenerbahçe–Galatasaray) un asset imprescindibile, e guarda anche a Israele grazie alle proprietà americane già presenti in Maccabi Tel Aviv (famiglia Wilf) e Hapoel Jerusalem (famiglia Adelson), oltre alle grandi disponibilità dell’Hapoel Tel Aviv (Ofer Yannay).
In prospettiva, l’obiettivo è intrecciare i grandi marchi calcistici europei – Real Madrid, Barça, club di Milano, Manchester e Londra – con fondi USA per dare forza economica a NBA Europe e, soprattutto, ottenere un accesso privilegiato alla vera ricchezza del basket europeo: i suoi giocatori.

