
«Olimpia e Virtus, per l’Eurolega serve una messa a punto» titola l’editoriale di Dan Peterson oggi su La Gazzetta dello Sport.
Leggiamo «Prendiamo l’Olimpia. Certo, la classifica dice 1-2. Ma con un pizzico di fortuna potrebbe dire 3-0. Nella primissima gara di Eurolega, Milano ha sbancato nientemeno che la Belgrade Arena, martedì scorso, battendo la sempre forte Stella Rossa. Poi, giovedì, sempre a Belgrado, hanno perso contro il Partizan con due punti di scarto. Giovedì, a Milano, hanno perso con il forte Monaco per solo tre punti.
Se io fossi Ettore Messina, coach dell’Olimpia, vorrei che la squadra, come dicono in America, “Finds a way to win thè closegames”, cioè trovasse la chiave per vincere le partite punto a punto, decise in volata. Imparare a vincere quelle gare tese è, come dicono gli americani “a learned skill”, cioè una tecnica imparata col tempo. Non importa che i giocatori abbiano un’esperienza notevole, anche in Eurolega. Ogni anno bisogna trovare quelgps che ti indica la strada verso la vittoria».


Più che fortuna io parlerei di saper fare la cosa giusta al momento giusto.
Nunn del Pana lo ha fatto e la sua squadra ha vinto all’ultimo secondo ,noi no.
Questa e’ la banalissima differenza tra una grande squadra ed una che non lo e’ ( o che non lo e’ ancora)