
Il presidente della FIP Gianni Petrucci, parlando con il Corriere della Sera, ha fatto riferimento anche all’uso degli italiani e alla morte di Giorgio Armani.
SUI POCHI ITALIANI IN LBA
«È un mio grande cruccio. Ma non ci posso fare nulla: i coach di club preferiscono prendere giocatori formati fuori, i presidenti li assecondano e li finanziano»
SU GIORGIO ARMANI
«È una perdita gigantesca. Fui io a portarlo come sponsor ai Giochi come presidente del Coni. Era un uomo di intelligenza, classe ed educazione straordinarie».


Una scelta di buon senso,direi condivisibile,probabilmente pure obbligata,ma che non spiega bene che tipo di strategia abbia in mente la federazione.
Personalmente avrei visto bene pure una scelta di profilo più basso,vedi Galbuati,Casalone,Magro, lo stesso Poeta con cui impostare un programma di crescita graduale di un gruppo da riformare quasi completamente dalle fondamenta.
Difficile pensare ad un Banchi che arriva per ottenere risultati accettabili non prima di 2/3 anni,probabilmente farà solo qualche piccolo cambiamento per galleggiare sempre intorno al decimo posto e giustificare in qualche modo il suo stipendio e quello di tutta quella pletora di maneggioni che ha rovinato il nostro basket.
La mia sensazione e’ che pure Banchi farà la stessa fine di chi lo ha preceduto e che ci ritroveremo di nuovo daccapo se non daremo una buona volta una bella ripulita con un lanciafiamme in via Vitorchiano 113 a Roma
Caro DLB … segnalo a te ed a tutti questo articlo di “BasketUniverso”
Fine dell’era della “Nazionale più forte (o perdente?) di sempre”: ripartiamo dai giovani
Una volta, una decina di anni fa, il presidente FIP Gianni Petrucci definì questa Italbasket la “Nazionale più forte di sempre”. Con stelle NBA come Marco Belinelli e Danilo Gallinari, oltre che Andrea Bargnani al tempo, già a fine corsa, e Nicolò Melli, prossimo ad andarci in NBA, l’Italia del basket sembrava pronta a scrivere pagine storiche. Invece la realtà è un’altra: quel ciclo si chiude ufficialmente oggi senza titoli, senza medaglie, senza nemmeno una finale giocata.
Una generazione di talento… senza risultati
Belinelli ha annunciato il ritiro dal basket giocato, Gallinari sembra vicino a fare lo stesso, di sicuro con la Nazionale. Ma il bilancio è impietoso: mai superati i quarti di finale in nessuna competizione. Mai un podio, mai una partita per il bronzo. La generazione che doveva riportare l’Italia al vertice ha lasciato in eredità soltanto occasioni mancate e rimpianti.
Non basta aver avuto diversi NBA in squadra per autodefinirsi “la più forte di sempre”: i risultati dicono l’esatto contrario.
Anche il resto del gruppo non ha lasciato traccia
Al fianco dei due leader ci sono stati giocatori affidabili come Nicolò Melli, Marco Spissu, Simone Fontecchio, Alessandro Gentile per un po’ di anni, Giampaolo Ricci, Achille Polonara e Stefano Tonut, ma anche loro non sono mai riusciti a fare la differenza nei momenti chiave. Ora il loro ciclo è finito: hanno dato tutto, ma non hanno portato nessun trofeo all’Italia.
Ripartire dai giovani: unica strada possibile
Dopo questo fallimento generazionale, l’unica speranza è ripartire dai giovani. L’Italbasket deve guardare avanti e puntare su chi può rappresentare davvero il futuro, non continuare a sperare che questa Nazionale riesce a fare di più quello che ha fatto perché ha già dimostrato ampiamente che non può:
il “veterano precoce” Alessandro Pajola, già colonna difensiva,
Nico Mannion, Matteo Spagnolo e Gabriele Procida, chiamati a fare il salto di qualità,
la sorpresa delle sorprese di questo EuroBasket, Saliou Niang,
i nuovi prospetti come Dame Sarr, Diego Garavaglia, Achille Lonati, Maikcol Perez, Francesco Ferrari, Momo Diouf e Luigi Suigo,
fino al caso Momo Faye, che deve ancora decidere se vestire l’azzurro o la canotta del Senegal.
Sono loro i nomi da cui ripartire per ricostruire una Nazionale vera, competitiva, e non soltanto celebrata sulla carta.
L’Italbasket non può più accontentarsi di “buoni piazzamenti” e di applausi per il coraggio. Dopo anni di parole, è tempo di fatti. Serve una nuova identità, un commissario tecnico forte e una generazione che non abbia paura di vincere.
Perché la “Nazionale più forte di sempre” resterà, purtroppo, quella che non ha mai vinto nulla. E non ci è nemmeno andata vicino.
Ottimo intervento Julius,interessantissime ( e condivisibili) considerazioni.
Questi purtroppo sono i fatti.
La nazionale più forte di sempre è del tutto opinabile, perché è vero c’erano talenti internazionali come i 4 NBA contornati però da gente “normale”, mentre le altre nazionali, Spagna, Francia, Lituania, Germania, Serbia , Slovenia, Grecia ecc. hanno sempre avuto Superstar NBA ed un suppurting cast di primo livello, giocatori che avrebbero potuto giocare negli Usa ma che hanno scelto la via europea, va tutto contestualizzato secondo me.
Ora non sta a noi giudicare il lavoro di Petrucci e co. però mai come in questo periodo si apprezza la crescita di un movimento in espansione, con un bacino in aumento su tutto il territorio a partire dal minibasket, e che comincia a manifestarsi con i primi risultati in ambito giovanile, basti vedere i risultati delle ultime 2-3 estati, che poi in realtà sono solo la punta dell’iceberg di ciò che c’è dietro. Vedremo nei prossimi anni se ci sarà continuità di risultati a livello junior
Ciao Marco .. sulla prima parte del tuo post mi trovi assolutamente d’accordo, ma non per la seconda parte del medesimo.
Pur come sempre rispettando il parere di tutti, avendo fatto parte della FIP del CRL di società sia professionistiche che semi, io giudico il lavoro del presidente assolutamente insufficiente soprattutto per quanto concerne settore giovanile, sviluppo del movimento, rapporti federazione con la PA lasciati alle singole società (e parli di piccole ovviamente il movimento dilettantistico che lavora al 90%sul settore giovanile Ivi incluso il minibasket) che hanno subito aumenti di costi ecc, rapporto basket scuola e infine aspetti fiscali lasciati un po’ andare .. parlo di sponsor piccolini che magari pagano materiale tecnico e di abbigliamento, o affitti o trasferte .. ecco ho sommariamente riassunto perché posso giudicare l’operato del presidente, e non solo degli ultimi anni ma anche degli anni 90 dove aveva preso il posto di un certo Vinci .. se lo conosci e ricordi il suo lavoro capirai perché .
Per il presidente il movimento è la serie A e la nazionale non tutto il resto eIl tempo ha presentato il conto unitamente al fatto che il Volley ha sapientemente occupato i vuoti lasciati dal basket e molto bene anche direi.
Poi si i giovani sono cambiati, le mamme ne fanno meno e più piccoli 😉, ma è mancata una guida lungimirante che sviluppasse anche gli istruttori (non solo allenatori) e qui i Tricerri e i Fassi, ma anche i Taurisano chissà cosa penseranno (mi limito all’ambito lombardo e milanese), il movimento minibasket .. dovrebbe vivere con sponsor nazionali e con costi coperti da federazione almeno in parte con notevoli agevolazioni .. ecco il perché mi permetto di esprimere e dare un parere o se preferisci un giudizio.
Ha usato anche la FiP per arrivare al coni e alla FiGC .. regole panda o dei giocatori juniores da schierare obbligatoriamente in serie C e B nei tempi.. con impatti e costi significativi..
Un saluto
Ciao Olimpia, ti ringrazio per la risposta. In effetti hai citato alcuni esempi ed i motivi per i quali reputi insufficiente il lavoro di FIP e Petrucci, senza considerare CONI e ministero dello sport, ma li ovviamente si va su ambiti ai più sconosciuti. Il tuo intervento è valido e va oltre la retorica perché è evidente che hai o hai avuto a che fare con questo mondo, quindi il tuo giudizio si basa su esperienze reali.
Ci tengo a precisare che il mio post non voleva assolutamente essere pro FIP- Petrucci, ho solo scritto che non spetta a noi giudicare, rimarcando però una crescita del movimento, degli iscritti e dell’interesse generale verso il basket, che è un dato di fatto, non per forza direttamente attribuibile al soggetto in questione.
Poi a volte le “svolte” nascono quasi per caso, quando ti nascono fenomeni generazionali come i vari Nowitzki, Doncic, Markanen, Turkoglu ecc. in grado di generare interesse e quindi crescita dell’intero movimento.
Un po’ come sta succedendo in Italia con il tennis con Sinner ( ma non solo), dove adesso sono tutti analisti esperti, mentre solo un decennio fa nessuno neanche sapeva chi fosse Seppi che per anni insieme a Fognini a trascinato l’intero movimento.
Io non so di preciso perché negli ultimi 2-3 anni abbiamo avuto questo exploit a livello di nazionali giovanili, qualche merito qualcuno però dovrà pur averlo, e semmai tra questi talenti dovesse emergere una nuova stella, allora potrebbe trainare ulteriormente movimento e nazionale maggiore, bypassando eventuali inadeguatezze della politica. Piccola digressione off topic che spero abbia reso il mio pensiero.
Buona serata
Ma credo che i risultati delle nazionali giovanili siano il risultato di un ottimo lavoro da parte di società sia di base che di vertice ma che poi debba trovare riscontro nel trovare linfa cestistica x la serie A, per la nazionale o anche x altri campionati .. ma non trovo meriti attribuibili alla FIP.. scusa ma io mi aspetto dalla FIP ben altro .. training, raduni, centri di formazione e crescita istruttoria e allenatori nonché giocatori di interesse nazionale .. Spagna insegna .. Francia anche .. persino la Germania lavora in questo senso .. i giocatori alla Wagner Theis Schroeder sono nati così ..
Grazie a te Marco x la chiacchierata .. sei stato esaustivo .. come per la nostra Olimpia discutiamo così anche x la nostra nazionale ci sta parlarne.. e non avevo interpretato un tuo inno a Petrucci volevo soltanto esprimere il mio parere/giudizio sulla politica della pallacanestro italiana.
Concordo assolutamente che un giocatore possa muovere un movimento .. Varese Milano Cantù Pesaro Treviso Bologna Venezia Siena hanno mosso il movimento x decenni ma dietro c’era una storia di FIP di istruttori di allenatori che hanno portato a quei risultati che abbiamo visto .. vediamo se capiscano e copino quel che fanno scherma sci nuoto volley atletica sebbene x motivi diversi possano essere considerati sport differenti .. ma guardiamo a nazioni che ci hanno sorpassato nel basket
Intanto mi sto godendo Germania Slovenia .. oggi ho visto isterismo di Shengelia e una divertente Finlandia.. seguiamo Olimpia a Vigevano .. ma vedo infermeria già abbastanza frequentata ahimè ancor prima di cominciare
Un saluto a te