Olimpia Milano, troppi centri? I retroscena di una scelta in controtendenza

Alessandro Maggi 4

La stagione scorsa dell’Olimpia Milano è stata segnata dall’assenza di Josh Nebo: ora le prospettive nel roster sono ben diverse

Devin Booker

La stagione scorsa dell’Olimpia Milano è stata segnata dall’assenza di Josh Nebo, colpo dell’estate 2024 in campo per sole 11 partite. Un’assenza pesante, che il GM Christos Stavropoulos ha definito come l’errore più grave della gestione biancorossa: «Abbiamo commesso degli errori, mi viene in mente Josh Nebo, che abbiamo aspettato dopo il primo infortunio e quando si è verificato il secondo forse era già tardi e non c’era una soluzione che ci convincesse».

Per rimediare, l’Olimpia Milano ha risposto con la costruzione di un reparto profondo e versatile. Forse anche troppo? L’obiettivo iniziale era Nikola Milutinov: non un’alternativa a Josh Nebo, ma un centro titolare. Non a caso, sul tavolo c’erano due milioni di euro a stagione secondo i rumors.

Il serbo, però, dopo la stretta di mano ha scelto di restare all’Olympiacos con un contratto ricchissimo favorito dall’infortunio di Fall, contrariando la sua stessa agenzia.

Da qui, la domanda di tanti tifosi: perché virare su un giocatore così diverso come Devin Booker? Il centro della Carolina del Sud, poco da dire, è profilo molto diverso: meno dominante sotto canestro, ma capace di aprire il campo e reduce dalla miglior stagione di carriera in EuroLeague con il Bayern.

A prescindere dalle caratteristiche, il club ha puntato sul meglio possibile presente sul mercato. Adeguandosi. Più che un titolare, un’alternativa di primissimo livello a Josh Nebo.

I test medici su Nebo e lo stesso Booker hanno poi portato coach Ettore Messina a chiedere un’ulteriore copertura: da qui l’arrivo di Bryant Dunston, veterano che unisce esperienza, carisma e affidabilità. Completano il pacchetto Ousmane Diop, che troverà minuti soprattutto in LBA (ma sul quale al momento ci sarebbe poca fiducia), e Leonardo Totè, il cui annuncio è atteso nelle prossime settimane.

Josh Nebo dunque al centro. L’Olimpia Milano crede nel pieno recupero, per quanto con tutte le cautele del caso (non è da escludersi l’assenza in questi primi test stagionali). Altrimenti non gli averebbe “precluso” la presenza ad Eurobasket 2025. Obiettivo è essere pronto il prima possibile, con le dovute alternative.

4 thoughts on “Olimpia Milano, troppi centri? I retroscena di una scelta in controtendenza

  1. Solo per osservare due cose:
    la prima che il basket moderno, anzi contemporaneo, è gioco di guardie – quindi la “controtendenza di Milano” a questo punto lascia molto perplessi.
    La seconda che non abbiamo mai visto valorizzare un centro nella Milano di Messina, né li abbiamo visti giocare tanto, sia quando c’era Melli, sia quando è stato usato perfino Zach…
    Tarczewski, per esempio, era un rollatore eccellente, fisico enorme e grande mobilità, a Messina era piaciuto al punto che gli fece tre anni di contratto, poi però di giochi in roll in area non se ne sono visti.
    Né con lui, né dopo di lui.

    Per finire una noterella: anche la scelta dei centri, come quella dei play, si è rivelata davvero problematica negli anni di Messina, al punto che lui stesso dopo non aver giochi per loro, non li faceva più giocare, li mandava via o li sedeva a vita, pochi hanno fatto davvero la stagione, qualcuno di grande nome e rendimento è finito perfino in tribuna alle finali…

    Più che di controtendenza, quindi, io parlerei di confusione per l’affollamento attuale dei centri.
    A mio parere del tutto inutile, quando il cambio di Shields resta scoperto.

    1. L”arrivo di Dunston conferma i dubbi sulle condizioni fisiche di Booker e Nebo. Non mi sembra ci siano altre spiegazioni.
      Iniziare in questo modo non fa stare molto tranquilli.

      Concordo con te, @Palmasco: la Milano di Messina non ha mai valorizzato i Centri, preferendo sempre il gioco periferico. Speriamo che cambi questa convinzione (anche se Booker rende molto anche lontano dsl ferro). Avere due soluzioni (palla sotto e tiro da fuori) garantirebbe maggior pericolosità offensiva.

  2. Ho letto con grande interesse i due interventi che mi hanno preceduto anche se non ne condivido del tutto i contenuti.

    Mi limito a dire questo:

    A) Milano non ha mai avuto di recente un tris di centri di alto livello ,ci siamo sempre lamentati di questo
    Mi pare quasi un paradosso lamentarci pure ora che almeno in questo reparto siamo ( sulla carta ) da medio/alta eurolega.

    B) In Europa come pure in NBA non si va avanti (e spesso neppure si vince)senza centri all’altezza,e non ci si lasci ingannare dal fatto che Fener e Thunder hanno portato a casa il titolo senza top in area.

    C) Che poi si potesse rinunciare a “nonno”Bryant ( comunque vero grande giocatore) a favore di un cambio degno di Shavon credo che su questo punto si possa essere più o meno tutti d’accordo.

    Al netto delle sue deficienze strutturali a me comunque questa squadra persuade assai pur avendo perso Mirotić.

  3. Olimpia milanocentrica, ma nessun sostituto per Shavon Shields. Messina si prende un rischio molto forte, e lo vedremo al puntuale infortunio di Shavon che, come ogni stagione, lo terrà fuori mesi. (ovviamente facendo le corna perchè non accada).

    Sarebbe stato meglio un centro in meno e un vice-Shields in più. Spero che ci sia ancora uno slot di mercato libero in roster, servirà per quello, ma a stagione in corso l’urgenza del bisogno e la carenza di qualità sul mercato partorirà un topolino di nessuna soddisfazione, che sarà un flop calcolando il noto effetto Messina peggiorativo delle prestazioni di chiunque arrivi in Olimpia.

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