
Intervistato da Giulia Arturi su “La Gazzetta dello Sport”, Renzo Bariviera ricorda gli anni in cui a Milano e Cantù vinse di tutto: “Fu il momento più alto del nostro basket, con due italiane a giocarsi la finale, con due soli stranieri. Ma non abbiamo saputo sfruttarlo abbastanza. Chi mi faceva penare di più? Per la verità ho avuto poche difficoltà in difesa. Però penso a Bob Morse, tiratore fortissimo, potente fisicamente”.
Di lui si ricorda soprattutto il canestro con cui batté gli Stati Uniti nel 1970: “A me è sembrato tutto naturale: stavo facendo un taglio verso canestro, Giorgio Giorno mi ha passato il pallone e mi è venuto spontaneo fare quel tiro, senza pensarci. Dino Meneghin mi prende ancora in giro: dice che ho vissuto di rendita per quel canestro!”
Con la Nazionale italiana ha completato 208 presenze e gli Azzurri erano spesso in zona medaglia: “Sì, abbiamo iniziato a raggiungere il livello delle squadre più forti d’Europa, come Russia e Jugoslavia, acquisendo la consapevolezza di poter competere per le medaglie. Nel 1976, al torneo di ammissione alle Olimpiadi di Montreal, battemmo la Jugoslavia. Secondo me, ci siamo riusciti anche grazie alla presenza in squadra di Luciano Vendemmi, un 2.12, che permetteva a Meneghin di giocare da numero quattro. Dino è stato un giocatore assolutamente straordinario, e per me rendeva ancora di più accanto a un centro”.
Bariviera è sempre stato uno dei giocatori preferiti da allenare per i coach: “Ho sempre pensato più alla squadra che a me stesso: così vivevo la pallacanestro. In squadre come Milano e Cantù non servivano i punti, meglio un blocco, un passaggio, una difesa. Meneghin stesso non faceva grandi bottini, ma sapeva adeguarsi alle necessità della squadra. Era la nostra forza”.

Mi ero appena avvicinato al basket e incrociai gli ultimi momenti di Barabba in Olimpia; l’ho sempre ricordato con piacere, lui che era un bianco anomalo, con un fisico elastico quasi come un nero…..grande Barabba!
Aveva il numero 9 al Simmenthal .. e con Bogoncellu non andò sempre bene .. al punto che venne ceduto e ti posso garantire che il Bogos era piuttosto arrabbiato x come fossero andate le cose .. evito di scendere nei particolari .. gran bel giocatore .. atipico .. un Mirotic dei giorni passati con movimenti finto lenti e con una tecnica sopraffina .. un bianco/nero (senza allusioni calcistiche x carità 🤣) .. appropriata definizione Fab.
Un saluto e forza Olimpia
E purtroppodi Bariviera, ma anche di Brumatti, Marzorati, Meneghin o Iellini, tanto per fare alcuni nomi restando nel periodo, non ne nadcono più…
Grandissimo giocatore. Grande in un’epoca dove gli italiani contavano e giocavano regolarmente. Grandi fondamentali, grande fisico ma anche tanta freddezza in campo. Serviva x marcare gente come Bob Morse o x citarne un altro John Sutter o gli iugoslavi… Tempi d’oro.