Pippo Ricci: Io dico sempre ai miei compagni “we have to play hard”

Intervistato da Umberto Zapelloni su “Il Foglio”, Giampaolo Ricci ha spiegato il motivo del titolo del suo libro “Volevo essere Robin”

Intervistato da Umberto Zapelloni su “Il Foglio”, Giampaolo Ricci ha spiegato il motivo del titolo del suo libro “Volevo essere Robin”, in uscita il prossimo 18 marzo: “Robin però è quello che magari lavora di nascosto, ma lavora da solo, facendo anche il lavoro sporco rispetto a quelli che sono abituati a segnare 30 punti o essere tutti gestori. Io sono partito dal basso e viene fuori un po’ il mio carattere altruista che mi porta a fare qualcosa che gli altri non fanno. Nella mia carriera sono stato capace ad adattarmi all’esigenza di ogni squadra in cui ho giocato, di prendere un rimbalzo in più, una difesa in più e, in caso ce ne fosse bisogno anche una gomitata in più. Ho sempre cercato di essere duro. Non sporco, ma duro. Io dico sempre ai miei compagni: we have to play hard”.

Anche sui banchi di scuola Ricci cercava la perfezione: “Sono uno super competitivo, ho questa fame dentro che mi ha portato anche in allenamento a volere voler far bene, voler vincere, perché se perdo in allenamento poi mi arrabbio. E così ero anche nello studio, prima al liceo e poi a matematica. Credo nel lavoro quotidiano e ci credo tantissimo, mi rifugio in quello quando le cose non vanno male e trovo lì le mie soddisfazioni”.

“Nello specchio ho visto tantissimi Giampaolo diversi e tantissimi Pippo – dice Ricci parlando ancora del suo libro – Adesso la prima cosa che noto è che sto perdendo un po’ i capelli… diciamo che la mia insicurezza a livello fisico c’è sempre e quindi anche adesso mi guardo un po’ di traverso. Non provo mai quel 100 per cento di piacere rivedendomi. Mi porto sempre dietro quel ragazzino un po’ impacciato e un po’ insicuro che forse è anche un po’ il mio segreto, nel senso che sono cambiato fisicamente, ma in fondo sono sempre quel bambino che era andato via da Chieti con tante insicurezze, qualche chilo in più e una caviglia appena operata. Pensarci mi fa capire che non si deve mai dare niente per scontato”.

One thought on “Pippo Ricci: Io dico sempre ai miei compagni “we have to play hard”

  1. Bene .. ma .. qualche fallo in meno di quelli codificabili come “inutili” sarebbero graditi 😉 per il resto viva il capitano.

    Forza Olimpia

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