Olimpia Milano post Barcellona | Dalla difficoltà nasce il parziale. Questa la differenza

Alessandro Maggi 5

Olimpia Milano post Barcellona. E’ tutto più facile quando un giocatore segna 33 dei 94 punti di squadra, ma niente può essere ormai considerato transitorio

Olimpia Milano post Barcellona

Olimpia Milano post Barcellona. E’ tutto più facile quando un giocatore segna 33 dei 94 punti di squadra, ma niente può essere ormai considerato transitorio.

Arriveranno momenti difficili, arriveranno flessioni, ma sei vittorie in fila, otto nelle ultime nove, espugnando Belgrado, Istanbul e Barcellona non possono essere più casuali.

Bisognerà tenere la barra dritta, reagire alle sconfitte, non perdersi nelle difficoltà. Che ci saranno. Come successo ieri sera.

Un paio di fischi “coraggiosi” (ma non è stato arbitraggio di parte), un paio di errori, e il Barcellona che scappa sul +9 nel terzo quarto, massimo svantaggio.

Reazione? 20-0, 30-5 di parziale complessivo in poco più di 5’, con il solo Kevin Punter a trovare il canestro per il Barcellona.

E quando i blaugrana cercano la reazione nel quarto finale, la squadra non si sgretola come in altre occasioni, ma torna sul +18 a 3’ dalla fine (90-72).

Lo ribadiamo, è tutto più semplice quando un giocatore fa 6/10 da 2, 4/4 da 3, 9/9 ai liberi subendo 8 falli per un 37 di valutazione. Zach LeDay oggi è la prima firma di questa squadra, vive un picco ma con grande senso di responsabilità e leadership.

Attaccando i closeout, prendendo il centro dell’area, tirando da 3 come mai in carriera. Ma non c’è solo questo. Guardiamo anche solo il dato dei tiri liberi. 26/29 con il Barcellona dopo il 34/35 con l’Asvel. 

I blaugrana, con gente come Punter, Vesely, Hernangomez e Parker è andata in lunetta solo 9 volte, in casa. In questo momento nessuno segna dalla lunetta come Milano, e solo l’Olympiacos ne ha di più, 22.3 vs 22.1. 

Significa avere un attacco vario, che non dipende solo dal tiro da 3 ma attacca l’area, va al ferro. E c’è anche un roster di qualità. Neno che mette la tripla della fuga, Mannion che smazza 6 assist, Causeur che colpisce sul -9, Bolmaro che ha +16 di plus/minus, Brooks che gioca 9’ segnando da casa sua, Ricci che si sbatte, Diop che segna 6 punti, Shields a tutto campo, Mirotic che dice 19 e Gillespie che prova a dare energia. 

Lo sottolinea Messina, lo dice la partita. L’Olimpia Milano prosegue la sua scalata, testa alta, sfacciata. Ora Oaka. Non sarà semplice, ed è giusto che non sia così. Testiamo il tutto nel momento di difficoltà.

5 thoughts on “Olimpia Milano post Barcellona | Dalla difficoltà nasce il parziale. Questa la differenza

  1. Bellissima vittoria che ha definitivamente incoronato Zach a leader emotivo del gruppo, una figura riconosciuta di cui ogni squadra non può fare a meno. Perché ieri si è vista la squadra, il gruppo, la compattezza vocale e sul campo. Chi fa squadra ha sempre probabilità di vittoria più alte, perché ogni palla è la palla di tutti, ogni difesa è la difesa di tutti, ogni canestro è il canestro di tutti. La squadra, il gruppo, i ruoli riconosciuti, le gerarchie riconosciute sono l’obiettivo per cui lavora ogni allenatore, a qualsiasi livello si stia giocando e in qualunque sport.

    Questo valore è stato compreso e mostrato da tutti anche da quelli che hanno brillato di meno. Lo ha accettato e “praticato “ anche chi ha fatto più fatica ad entrare in questa parte e nella sua parte. Mi riferisco a Shavon che fino a ieri non si era mai pienamente integrato, accettando di divenire da stella di prima grandezza del gruppo a uno come gli altri. Da quanto non lo vedevamo difendere e andare a rimbalzo come ieri o mettersi a disposizione con ogni piccola o grande cosa come ieri ? Con i suoi trascorsi societari riteneva a inizio anno di essere il punto di riferimento assoluto, Mirotic a ruota ma, come si dice, staccato di una corta incollatura. Ieri è sceso sul parquet alla pari degli altri e si sono visti i risultati.
    Il Barca ha gli stessi problemi e ieri sera non è riuscito a risolverli, perdendosi in una serie di assoli improduttivi e scollanti.
    Grazie della lezione, Zach!

  2. Non dimenticherei monsieur Caseur: è uno che regala sicurezza, che non sempre segna canestri a raffica ma fa sempre cose importanti e dà esempio agli altri col suo comportamento.
    Mi permetto di notare che i ragazzi sembrano giocare un po’ più sereni, conseguenza diretta dell’ammorbidirsi degli atteggiamenti da parte del coach, più disponibile a “perdonare” gli errori. Direi che in questo Messina mi ha stupito: nel cambiamento. Proprio quello che auspicavo a inizio stagione e nel quale, con tutta sincerità, non credevo.
    Ora che le gerarchie sono definitive, spazio in lba a chi gioca meno. E chissene se non parteciperemo alla coppa Italia o de dovessimo arrivare quinti o sesti al termine della regular season: per la lotta per il titolo, ci sarà tempo per rimediare.

  3. La squadra, pur con alti e bassi all’interno della stessa gara, riesce sempre o quasi a portare a casa 90 punti, riesce a rimanere in gara anche nei momenti bui (che ci sono), a fare uscire dal cilindro uomini, come ieri Diop, che fanno, anche per pochi minuti, cose importantissime; Zach a parte, si può realmente parlare di coralità di squadra; un grande lavoro, un gran risultato,ad oggi, per il coaching staff (però non mi si dica che le onte subite con lo Zalgiris e Berlino erano tappe necessarie per lo svolgersi di questo percorso…….o magari si)

  4. In tutto ciò fa specie che l’Olimpia a dicembre ha trovato la quadra ed un gruppo che quando entra in campo sa cosa fare, mentre altre corazzate, tipo Barcellona, Efes, Fener, Real e Pana dopo una partenza solida (non tutte ovviamente), ad oggi si trovano in una situazione di crisi o comunque di difficoltà, segno che gli equilibri talvolta sono talmente sottili che basta poco a cambiare le gerarchie, e la classifica è lo specchio degli attuali valori in campo grosso modo.

    Poi ovviamente i campioni spesso fanno la differenza e sono in grado di trascinare il gruppo, molte squadre si risolleveranno, magari non tutte le big, però è altrettanto vero che se non ti sporchi le mani e lotti su ogni possesso, questa Eurolega non ti perdona, e la Milano attuale è quello che sta facendo

Comments are closed.

Next Post

La Gazzetta: Milano da sogno. LeDay, che serata. Un'Olimpia perfetta sbanca Barcellona

«Milano da sogno. LeDay, che serata. Un'Olimpia perfetta sbanca Barcellona» titola la Gazzetta dello Sport a pagina 39
Gazzetta Milano Barcellona

Iscriviti