Olimpia Milano-Shaquille Harrison, la situazione dopo la notte

Alessandro Maggi 17

Trattativa in corso. L’Olimpia Milano accende l’opzione Shaquille Harrison ma temporeggia sull’affondo decisivo

Trattativa in corso. L’Olimpia Milano accende l’opzione Shaquille Harrison ma temporeggia sull’affondo finale. Il mercato biancorosso entra in una fase decisiva.

Le ore della riflessione

L’Olimpia Milano è al centro del mercato europeo e non potrebbe essere altrimenti visto l’avvio stagionale, con sole cinque vittorie, tra LBA ed EuroLeague, a fronte di otto sconfitte, Supercoppa compresa.

Le riunioni del front office si intensificano, presenti Ettore Messina, il GM Christos Stavropoulos, il ds Lupo Rossini e il responsabile scouting Gianmaria Vacirca. 

Kevin Pangos è ormai un ricordo. Le parti tratteranno l’uscita, la volontà di club e agenzia, la Priority Sports, è garantire al giocatore una nuova occasione, altrove, dopo più di due stagioni a dir poco disgraziate, a seguito di quella che pareva la consacrazione in canotta Zenit.

Serve un sostituto, necessità tecnica in uno scenario di mercato a dir poco povero nel ruolo da alcune stagioni. Ettore Messina è in cerca di quel “pezzo” che possa equilibrare il roster, dando animo ad una rincorsa playoff che in EuroLeague è obbligo e condizione di continuità tecnica. 

L’orizzonte è quindi limitato, ma aperto. Carlik Jones è stato opzione viva, una fonte lo indica a ROM come il “pezzo giusto”, ma la trattativa resta su un binario morto ben prima dell’annuncio in Cina. Che peraltro racconta di un accordo faraonico: 300.000 dollari al mese. Tanti, forse troppi.

Vi sono le opzioni in EuroLeague, con un “ma” grosso come una casa: in caso di fumata bianca, il giocatore potrà essere disponibile da subito in LBA, non in EuroLeague. Almeno sino alla fine del girone di andata.

I media parlano di Lorenzo Brown, senza fondamento. Il play americano ha contratto con il Maccabi sino al 2026. Il club israeliano vive realmente una fase complessa, le richieste di “scambio” tra gare interne ed esterne non potranno essere accolte all’infinito dalle avversarie (anzi, il dubbio monta), ma Brown oggi come oggi non è sul mercato.

Quindi Luca Vildoza. Il play argentino è ipotesi tanto reale quanto delicata. Il giocatore, che in estate ha firmato un biennale con opzione per un’altra stagione ad Atene, non pare essere nelle grazie di Ergin Ataman. 

Kendrick Nunn è sbarcato al Panathinaikos con attese da “salvatore della patria”, la situazione resta in evoluzione, ma le prime voci che parlavano di un’interesse dall’Alba Berlino hanno infastidito non poco l’agente di Vildoza, Funes, come dimostra la secca smentita via social.

Nemico tempo

Ma in casa Olimpia Milano il vero fattore si chiama “tempo”. Un giocatore domani non può essere la soluzione ai problemi di oggi.

E allora ecco la pista Shaquille Harrison. Classe 1993, tanta NBA anche se con poca continuità se si eccettua il biennio ai Bulls di fine anni ’10, un bel rilancio nel 2022-2023 in G League con South Bay tanto da guadagnarsi la chiamata dei Lakers per i playoff.

E’ libero da fine ottobre, quando i Grizzlies lo hanno tagliato poco prima della opening night. Parliamo di una combo, con pochi punti nelle mani ma con un atletismo importante, miglior difensore dell’ultima G League.

Una “pezza”, forse la migliore possibile, che garantisce quanto meno un ritrovato equilibrio quando la palla è in mano agli avversari. Gli scout parlano di ottima propensione al lavoro, serietà, professionalità.

Referenze importanti. In questi minuti la trattativa è in corso, non conclusa. La notte non ha sortito la fumata bianca attesa, ma il dialogo resta aperto. L’Olimpia Milano si ritrova davanti nuovamente Haris Papadopoulos, volto della Life Sports Agency e storico agente di Kevin Punter. 

Il precedente non è felice, ma le condizioni sono ben diverse. La distanza tra domanda e offerta rimane, probabilmente anche a causa di una certa indecisione da parte del front office di Olimpia Milano. C’è un mister X celato nell’ombra? Ma il nemico si chiama tempo. E potrebbe consigliare una risoluzione rapida. 

17 thoughts on “Olimpia Milano-Shaquille Harrison, la situazione dopo la notte

    1. La prima domanda è: siam sicuri di dover cambiare il play e non il coach?
      Dibattuto questo argomento, propongo una seconda domanda: ma questo è un play? E una terza: non ci serve qualcuno che costruisce il gioco piuttosto che uno che difende e segna poco?
      Ultima domanda: perché buttare altri soldi per uno che non può risolvere i problemi?
      Siamo alle solite: roster costruito male, spesi altri soldi, a casaccio. Il Pastore non di smentisce mai.

      #Messinavattene

      PS De Raffaele e Trinchieri sono a spasso…

  1. Una combo con “pochi punti nelle mani”..quindi mi chiedo a cosa serve? Tanto vale tenersi Pangos. Altro spreco di denaro del pastore tra buonuscita al canadese e ingaggio di Harrison.

    1. Meno tiratore di hall .. meno play di Pangos .. direi che sia il profilo perfetto !! Ah già è un difensore … prima che ce lo freghino l’Inter o il Milan meglio prenderlo noi .. roba da matti !!

  2. Cose da pazzi , il pastore se in panca è da 5 come presidente è da 3 , con Feliz a disposizione prende il meno playmaker di tutti , un vero pirla

  3. Vedo una sola soluzione che possa essere una svolta: via Messina!
    Prendiamo un vero allenatore che sappia come fare giocare i giocatori che ha.
    Basta Messina.
    Vatteneeeeee

  4. Che Pangos non sia all’altezza l’avevamo capito tutti da un po’. Anzi scusate, tutti tranne Messina che diceva di dargli tempo e fiducia.
    Adesso bisogna sacrificare qualcuno e Messina, per non sacrificarsi lui, ha deciso di segare Pangos.
    Bravo.
    Vattene Messina

  5. Dopo che tutti,ma dico tutti avevano capito che il play era il problema di Milano,ed un allenatore competente appreso della volontà di Napier di andarsene si sarebbe gettato a capofitto nella ricerca di un play a giugno,invece di perdere tempo in ali grandi,e soprattutto dopo un anno sbattuto via per aver portato mezze figure come Naz in regia,il nostro pastore si muove con colpevole ritardo,fuori tempo massimo,in un momento in cui la scelta dei play è ridotta al minimo perché quelli buoni hanno appena firmato nuovi contratti o ne hanno di pluriennali.
    In questo triste scenario sportivo,i nomi proposti sono da mani nei capelli,da radiazione dall’albo allenatori.Persino il primo Grant,pare meglio,quello che si palleggiava sui piedi ma almeno era un play e aveva punti nelle mani come avremmo poi visto.
    Massi’ prendiamo l’ennesimo difensore senza punti nelle mani,per una squadra che segna col contagocce è l’ideale.Tanto il pastore ha vinto due scudetti quindi può fare come crede…

    1. A me un terzo scudetto di fila proprio non dispiacerebbe, anzi….
      Una riflessione: penso che nessuno metta in discussione D’Antoni e penso che averne uno così adesso in squadra sarebbe tanta roba. Ma quanti punti aveva nelle mani? E allora sostenitori dell’Olimpia alzate la testa!

      1. coppa campioni1987 finale 7 punti, semifinale con orthez 16 punti 12 dicembre 1986 in israele con il maccabi 15 punti 24 aprile 1987 seconda vittoria con caserta il corriere scrive ancora una volta d’antoni e’ stato il trascinatore dei campioni di’europa con 21 punti….basta o devo continuare, un giocatore come D’antoni a milano non esisterà più.

    2. Caro Trinità la verità è che questa gestione Messina è riuscita a prendere per i fondelli tutti ma proprio tutti, dai giornalisti a noi tifosi facendoci credere che finalmente saremmo tornati a contare (a scanso di equivoci non necessariamente vincere ma almeno competere) in Europa come merita il nostro blasone, invece dopo 4 anni abbiamo scoperto che il nostro vero obiettIvo è vincere lo scudetto in Italia contro nessuno sia pEr budget sia per roster, e chi se ne frega se siamo ultimi in EL. Questa è la triste realtà caro Trinità.

  6. Io mi chiedo del perché si sia dovuto arrivare al punto di rottura con Pangos, quando la situazione era a tutti chiara da almeno 1anno; ecco, approposito di professionalità del management: hanno creato e successivamente sviluppato l’incancrenirsi di un rapporto di lavoro e di difficoltà per gli equilibri tecnici della squadra davvero poco professionale, male male male

    1. Fab, su Pangos Messina ha sbagliato 3 volte
      1) Quando lo ha preso dandogli un ingaggio da Top player (e ha purtroppo dimostrato che non lo è)
      2) Quando non lo ha mandato via lo scorso anno, dopo averlo relegato in tribuna per tutti i playoff
      3) Quando lo ha confermarlo quest’anno, salvo poi negargli totalmente la fiducia ;
      Il punto di rottura con Pangos, è solo un’ipotesi, sarà forse dovuto al fatto che Pangos gli avrà detto in faccia quello che molti giocatori pensano, ma non hanno il coraggio di dire : Cioè che non riesce a dare uno straccio di gioco a questa squadra da lui allestita e che la colpa è sempre degli altri e mai sua.

  7. Diciamo che due scudetti li ha vinti De Raffaele a Venezia e con un budget direi molto minore …

    1. Sicuramente valgono di più i 2 scudetti di De Raffaele (che per inciso neanche mi piace più di tanto come coach) a Venezia con un budget che non è neanche la metà del nostro che i 2 di Messina con noi….

  8. Caro BB SuperMike D’Antoni di punti nelle mani ne aveva quanti voleva e anche e soprattutto in Europa vedasi anche i 27 punti contro la Zadar in trasferta in ambiente da paura in cui i tifosi di casa davano il ritmo del tifo battendo i loro coltelli sulle balaustre…(ah io c’ero,prima che qualcuno parli di invenzione della stampa).Però il nostro miglior play di tutti i tempi non aveva bisogno di segnare perché essendo un finissimo interprete del gioco e grande passatore,gli bastava innescare le macchine da punti suoercampioni che avevamo:Mcadoo,Caroll,Premier,Carr,Shoene etc etc…
    Carissimo Micky certo adesso se ne stanno accorgendo tutti che ci hanno venduto parole e aria fritta e quindi il nostro management sta cercando di cambiare strategia comunicativa magnificando lo scudetto e non parlando di Europa.Peraltro lo stesso Gamba spesso critico col pastore tutto ad un tratto si allinea e ne parla bene….tutti aziendalisti per supportare il nostro pobo/coach?Si:che tristezza!
    MT e Fab che Pangos fosse oltre la frutta ce lo ha dimostrato anche il Canada qs estate mandandolo a casa subito.Non è più ad alto livello punto e a capo.Del resto è bastato Napier per spedirlo in tribuna (non in panchina).Ma il nostro coach,no, lui tiene duro,non riesce a prendere un play allora decide di dimostrare che Pangos merita fiducia e tempo.Uno si aspetta che da uno cosi duro e crudo come il nostro permaloso coach, prima di ammettere l’errore, si provi a difenderlo a spada tratta a dargli tempo e invece basta un mesetto abbondante per farlo fuori.Cosa è cambiato?Sarà stata una parolina fuori posto la lesa maestà,che è costato caro a tanti (es recente anche Cabarrot), perché tutti sbagliano ma il pastore mai,e non lo si può criticare pena la scomunica….

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