Olimpia Milano-Maccabi | Le pagelle di RealOlimpiaMilano

Fabio Cavagnera 11

Non bastano i ‘soliti’ Mirotic e Shields, continua il momento difficile di Hall e Melli

Lo 4.5 – In quintetto, fatica a costruire gioco e tira male dal campo.

Poythress 5 – Buon impatto inizialmente in attacco, va sotto a rimbalzo. Falli ingenui vicino a canestro.

Pangos 5 – Non tiene un uno contro uno in difesa, serve 6 assist, ma non è mai pericoloso al tiro.

Tonut 5.5 – Qualcosa dietro, ma anche qualche errore.

Melli 5 – Il periodo difficile continua. Ha problemi di falli, non riesce ad essere incisivo in difesa, in attacco non prende praticamente un’iniziativa.

Flaccadori ne

Ricci sv – Cinque minuti in campo, in cui prova a mettere un po’ di energia.

Hall 4.5 – Dieci minuti in cui non si nota la sua presenza in campo.

Shields 7.5 – Segna, serve assist e conquista cinque rimbalzi. Più di così difficilmente può fare.

Mirotic 7 – Segna 12 punti in 7 minuti del primo quarto, chiude a quota 24. Altra ottima prova personale, anche se ci sono un paio di errori nel finale.

Hines 6 – Messo dentro quasi per disperazione, almeno con lui il Maccabi banchetta meno vicino a canestro.

Voigtmann 6.5 – Convinto, non rifiuta i tiri ed è un’arma importante offensiva per i biancorossi per tre quarti. Poi nell’ultimo quarto anche la sua mano non è più precisa.

Coach Messina 4 – Questa Olimpia non è una sua squadra, non difende e non riesce a fare la cosa giusta nel momento decisivo della partita. La crisi continua e la situazione in classifica di Eurolega è già allarmante. Ma lo è di più come gioca la squadra.

11 thoughts on “Olimpia Milano-Maccabi | Le pagelle di RealOlimpiaMilano

  1. Basta basta basta , non mi parlate di “dover lavorare” qui non c’è da lavorare c’è da cambiare
    SUBITO
    Messina out

    1. ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO. MESSINA di basket non capisce NULLA! Siamo in Europa e fa solo cambio sistematico, avevamo contro atleti più piccoli ma saltatori e veloci, allora fai una zona 2-3 con 3 lunghi dietri e prendi tutti i rimbalzi, Non parliamo di 1-3-1 perché non ha nai visto l’Olimpia di Dan dato che portava le borracce a Popovic

  2. Se fai 90 punti, ma gli altri ne fanno quasi 100 in casa tua, devi cercare nella tua difesa, è ovvio.
    E nel crollo del quarto quarto, aggiungerei, e vedremo che non è un’osservazione casuale.

    Infatti tranne il primo quarto, di freschezza e di eccezionale precisione, abbiamo perso tutti gli altri quarti, sempre di 5 punti, come una lenta morsa del pitone che ti stritola senza che tu sappia opporti.
    Come siamo noi oggi, e direi anche da un anno in qua, senza che cambi niente.

    Potevamo opporci alla morsa del serpente?
    Beh, vediamo se i numeri ci aiutano, se ci fanno capire qualcosa.

    Allora io segnalerei questi numeri, dopo aver indicato chiaramente che il nostro crollo continuo va cercato nella difesa:
    – Voigtmann, 30.40 minuti, 18 punti;
    – Shields 33.31 minuti, 22 punti;
    – Mirotic 31.13 minuti 24 punti.
    Un grande impegno quindi di minuti, ma anche di punti, quindi di concentrazione in attacco.

    A parte Shields che sa difendere, ma che se lo costringi su Brown per la maggior parte del tempo, magari si sforza anche troppo, considerato che ha fatto anche 22 punti sostenendo l’attacco; a parte Shields, per fare 42 punti complessivi Voigtmann e Mirotic sono stati in campo per 61,53 minuti, cioè praticamente per 62 minuti sugli 80 complessivi delle due posizioni che hanno occupato.

    Sono due difensori? Non esattamente, diciamo la verità.
    Sono due atleti? Non esattamente.
    Ci sta quindi sia lo scarso livello difensivo complessivo della squadra, che ha due tasse da pagare in loro due in campo insieme – soprattutto con Mirotic usato troppo spesso da 3 dove non può difendere davvero, neanche se fosse uno grintoso e accanito – sia il crollo difensivo e generale nel quarto quarto, se in campo hai questi due giocatori che non possono reggere quel ruolo difensivo per tutti quei minuti.

    Per me quindi una delle chiavi è lì.
    Una difesa bacata da troppa gente che sta in campo insieme senza veramente sapere difendere, perché oltre a loro due c’era anche Pangos per quasi 20 minuti…

    Ci sono poi come sempre le troppe palle perse, ma anche lì io tendo ad attribuirle a uno scarso movimento senza palla della squadra intera, e a un difetto di un sistema obsoleto, più che alla presunta scarsezza dei play.
    I due non sono dei play fenomenali, d’accordo, ma in una squadra che avesse un gioco e movimenti senza palla che favoriscano linee di passaggio, e iniziative personali, potrebbero fare il loro mestiere – secondo me.

    Gli assist sono stati 25, finalmente, ma tra Shields, Voigtmann e Mirotic, il solito trio di questa partita, ne hanno fatti tra loro ben 15 dei 25.
    Ha quindi più senso pensare che alla fine la partita l’abbiamo persa negli ultimi due quarti, se tre giocatori fanno tutto quello che abbiamo fatto sulle statistiche importanti, ma due di loro non sono difensori, e non riescono a difendere quando hanno fatto talmente tanto in attacco.

    È la stessa logica infantile, detto tra parentesi, che ti fa scegliere di prendere una superstar per risolvere tutti i tuoi problemi, invece di costruire una squadra completa in tutti i reparti. Come ridursi all’ultima notte per fare i compiti di scuola, sperando di cavarsela.
    Logica infantile, immatura, inadatta.

    Se come al solito ti concentri su pochi giocatori alla volta, da qualche parte paghi.
    E purtroppo anche stavolta paghi nel risultato.

    Dei 40 minuti disponibili in totale per il centro della squadra, 23 li gioca Melli con 2 soli tiri tentati (e realizzati), 13 li gioca Poythress con 6 tiri tentati, 5 Hines con un solo tiro.
    Il nostro “centro” tira quindi in tutto soltanto 9 tiri in 40 minuti, contro una squadra che a causa infortuni gioca con un solo centro di ruolo.

    Questo per dire che di punti ne abbiamo fatti 90, ma forse giocando meglio, ne potevamo fare 100, coinvolgendo e facendo giocare i centri veri che abbiamo, visto che li abbiamo selezionati.
    Invece così Nebo unico vero centro, e Cleveland, che non è un vero centro, dominano per punti e rimbalzi… (30 punti e 12 rimbalzi in due), per una squadra con un solo centro – come, come, come Pesaro 😞

    Ci sono rimasto male. Pensavo davvero che l’avremmo vinta.
    Perché per le condizioni che ci sono in Israele, con il Maccabi che non può giocare in casa ma deve usare il campo esterno, immagino anche per allenarsi, e con la testa che possono avere gli israeliani, presa da ben altri problemi, pensavo davvero che con la nostra voglia di riscatto avessimo una possibilità vera di vincere.
    Ma non c’è niente da fare.

    I difetti di costruzione e di gestione sono troppo evidenti e troppo ampi, la pensata di risolvere tutto con una superstar è un’idea puerile e tale si sta dimostrando, il gioco latita, i giocatori non danno quello che potrebbero e non vengono messi in condizione di dare quello che saprebbero, i tanto evocati margini di miglioramento, legati dalla maggior parte dei commentatori al passare del tempo, purtroppo sembrano davvero illusori.
    Perché il tempo passa, ma nessuno cresce e non cresce la squadra.
    Mirotic ha numeri ottimi, ma ormai il sospetto che i suoi numeri non siano veramente utili alla squadra è qualcosa più di un sospetto.

    Per quello che ci dice la squadra, non essendo più affidati al gioco e ai risultati, o a soluzioni sul campo, siamo costretti a subire le dichiarazioni di Messina, del tutto disconnesse dalla realtà, quindi deludenti e preoccupanti, spesso insultanti, come ogni volta che nelle parole dei potenti senti piuttosto la volontà di prenderti per il culo che quella di trovare soluzioni.

    Pagare e sorridere 😞

    1. Analisi precisa e analiticamente profonda. Andrei ad aggiungere, a mio avviso addirittura piu’ importante e esposta dalle parole di Messina (cui su questo do’ persino ragione): la carenza di energia. Body language sconfitto, facce tristi, atteggiamento sfiduciato…ma ancora peggio: poca voglia di fare il proprio lavoro. Sembra che abbiamo un gruppo obbligato a scendere in campo e che non vede l’ora di uscirne, senza voglia di sbattersi e dare tutto quello che ha. E’un atteggiamento di squadra disfattista e cinico, perdente in partenza, un tunnel buoi in cui sembra nessuno veda l’uscita. E penso che quando sei in quello stato mentale, si possono andare a cercare varie spiegazioni analitiche e strategiche, ma il problema sta’ in mezzo al petto. Perché’ se sono Pangos e non sono un atleta, comunque trovo il modo di non farmi battere possesso dopo possesso. D’Antoni era meno atleta di Pangos, ma usava ogni mezzo a sua disposizione per non aprire varchi in difesa. Rodriguez non e’ mai stato un gran difensore, ma non veniva bruciato trenta volte a partita….Qui il discorso e’ si’ Messina, ma anche di chi, benché’ sia probabilmente un bravo carattere fuori dal campo, non ha voglia e aggressività’ per competere ancora a questi livelli. Non e’ chiaramente solo colpa di Pangos, ma il problema basta che esista in 3-4 parti della squadra e come un cancro si diffonde al resto, rendendo il buco profondo e di difficile soluzione. Perché’ chi e’ più’ aggressivo di te, ti sbrana a certi livelli. Oggi (e domenica e persino a Berlino) siamo stati sbranati come agnelli, soprattutto nel reparto guardie/play, dove abbiamo ormai debolezze ampiamente riconosciute da tutti, a apparentemente abbiamo alzato bandiera bianca con le parti in causa che gettano a spugna.

    2. Analisi ottima ma c’è anche dell’altro e parlo dell’aspetto psicologico.
      I primi piani di Melli sono indicativi di una sfiducia che rasenta la rassegnazione.

  3. Ottima e puntigliosa analisi, dissento solo sulla presunta maggiore malleabilità del Maccabi in questo periodo bellico, al contrario me l’aspettavo se possibile ancor più determinato del solito visto quello che da sempre rappresenta per Israele, identitario quasi fosse la sua nazionale, lo stesso titolo “Més que un club” che i catalani hanno dato al loro Barcellona lo si potrebbe sicuramente dare anche al Maccabi.

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