
Armoni Brooks saluta Olimpia Milano da campione d’Italia, MVP della stagione regolare e MVP delle Finals. Al media day di fine stagione, l’esterno americano ha parlato anche del futuro, ormai indirizzato verso Lione e l’ASVEL.
Armoni Brooks saluta Olimpia Milano
«Sono stati due anni fantastici a Milano. Il modo in cui siamo usciti, credo sia stato il modo giusto per farlo: con i titoli. I trofei di MVP sono stati solo la ciliegina sulla torta».
Brooks ha poi ringraziato chi gli ha permesso di vivere questa stagione da protagonista assoluto: «Grazie a Dio, ai miei compagni e allo staff tecnico per quei premi».
Il passaggio più chiaro riguarda il futuro: «Sappiamo che Lione è il prossimo passo, ma Milano è stata un passo enorme nella mia carriera».
Poi il ringraziamento al club e ai tifosi: «Sono così grato ai tifosi e al club per aver avuto fiducia in me e avermi portato qui».
Brooks ha aggiunto anche una frase dal tono leggero, ma significativa: «Spero che non si siano pentiti di avermi firmato».
Infine, un saluto diretto al mondo biancorosso: «Vi apprezzo davvero. Amo tutti i tifosi».
Nel bilancio della stagione, Brooks è partito dalla forza del gruppo: «È stata una grande annata. Abbiamo avuto un grande gruppo, un ottimo staff tecnico e un gruppo di giocatori davvero forte».
L’americano ha ricordato anche le difficoltà attraversate durante l’anno: «Abbiamo vissuto tanti alti e bassi in questa stagione, ma siamo riusciti a gestire la tempesta».
La chiave, secondo Brooks, è stata la capacità di ritrovarsi nei momenti più importanti: «Quando contava di più, quando dovevamo vincere trofei, siamo riusciti a unirci».
Guardando a quanto accaduto dall’estate in poi, Brooks non si è detto sorpreso dal finale vincente: «Se me lo avessero detto all’inizio, avrei detto che sarebbe stata una grande annata».
Poi ancora sul lavoro quotidiano: «Tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto con un approccio professionale».
Brooks ha parlato anche della differenza tra Ettore Messina e Peppe Poeta, senza creare contrapposizioni: «Sono stili diversi. Non è che coach Messina allenasse nel modo sbagliato, è semplicemente il modo in cui sa allenare».
Il suo saluto a Milano resta quello di un giocatore che ha trovato spazio, fiducia e consacrazione. Lione sarà il prossimo capitolo, ma l’Olimpia resta la tappa che ha cambiato il peso della sua carriera europea.

Come già scritto dal buon @olimpia1936 mi auguro che il piano finanziario di Toni Parker fallisca sportivamente e Armoni torni presto da noi
Non l’ha scritto Olimpia ma Francesco però ti perdono perché alla tua età sei più di la che qua tra noi.
Hai ragione onore a francesco
…certi Armoni, non finiscono..fanno dei giri immensi e poi, ritornano…comunque, sarà sempre un piacere, vederti giocare. Un’enorme, in bocca al lupo!
Il suo tiro è poesia, ma Milano non è all’apertura di un ciclo in cui i migliori restano e i peggiori vengono lasciati andare per migliorare le prestazioni.
Milano era all’ultima spiaggia, perchè se l’intero quintetto base saluta dopo aver vinto significa che non ci sono le basi per pianificare il futuro, se non l’ennesima rifondazione Messina style, con budget ribassato per assenza di passione proprietaria.
Per cui non c’è da stupirsi se Brooks, Nebo, Shields, Leday ed Ellis, ossia l’intero quintetto base, vanno altrove. C’è solo da ringraziarli per averci portato lo scudetto.
L’unica notizia positiva, pensando al domani, è che finalmente ci liberiamo di Ettore Messina.
Sebbene da tempo scontata, l’ufficialità della notizia del saluto di Brooks mi ha provocato grande tristezza, a poche ore dalla gioia della vittoria dello scudetto. Se Milano fosse una società con la partecipazione di un azionariato popolare, avrei contribuito molto volentieri, nel mio piccolo, a pagare lo stipendio (meritatissimo) pur di poterlo rivedere con la maglia Olimpia anche l’anno prossimo. Se è vero che i grandi amori non finiscono mai, spero torni ad indossare la casacca Biancorossa al termine dell’esperienza a Lione, magari ancora più forte e determinante. Ho esultato per i tanti momenti di onnipotenza cestistica che ci ha offerto, ma il tiro sulla sirena contro Udine non lo dimenticherò mai.
Adriano Galliani, che tra l’altro traghettò l’Olimpia verso il porto sicuro e appassionato Giorgio Armani in tempi burrascosi, ha tirato in ballo spesso la storia degli “amori che non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano” e da milanista ho rivisto volentieri i vecchi campioni di ritorno, da Sheva a Kaka, persino il logorato Sacchi in panchina, gente che però aveva vinto Champions League e non un misero scudetto.
Purtroppo dal punto di vista di vista agonistico questi ritorni nostalgici sono sempre andati male.
Nel basket continuiamo a vedere cavalli di ritorno, jojo Napier, backpack LeDay che già se ne va di nuovo, l’anno prossimo ci sarà Devon Hall. Se tornerà Brooks ben venga, ma non mi commuovo più.
Basta che non ritorni Ettore Messina perchè quello non sarebbe un amore che ritorna, sarebbe un incubo.
Per farlo ritornare c’è bisogno che se ne vado. Intendo Messina naturalmente…
…dai Lupo, un’eccezione c’è stata…Melli è tornato a Milano ( a 30 anni ) ed ha vinto ( da Capitano ) 3 scudetti consecutivi…anche Armoni Brooks, potrebbe tornare a Milano, a 30 anni…
E dobbiamo ringraziare chi non lo faceva giocare e, non riuscendo a capire le sue capacità e potenzialità, non lo ha riformato a dicembre quando ancora, era possibile.
Dopo la sua “esplosione” noi per budget e programmazione siamo tagliati fuori