Infortuni e mercato, ma questa Olimpia Milano può ripartire da sé stessa

Kevin Pangos ai box. Dopo Shavon Shields. L’Olimpia Milano, almeno sino al febbraio 2023, sarà in campo senza due giocatori di riferimento

Kevin Pangos ai box. Dopo Shavon Shields. L’Olimpia Milano, almeno sino al febbraio 2023, sarà in campo senza due giocatori di riferimento. Almeno nelle premesse estive. Come cambia il progetto stagionale di Ettore Messina?

Infortunio Kevin Pangos, come cambia l’Olimpia Milano?

Una nuova ripartenza. L’ennesima in una stagione che è arrivata solo al 27 novembre, ma con ben nove infortuni nove. Tra questi Shavon Shields, la prima opzione offensiva, e ora Kevin Pangos, il play titolare.

A prescindere dalle prestazioni del canadese sino ad oggi, altamente deficitarie, sono stop che pesano, anche in un roster che oggi annovera 17 individualità. 

Shavon Shields dovrebbe rientrare tra febbraio e marzo, per Kevin Pangos si lavora in direzione Final Eight di Torino. Non per un obiettivo Coppa Italia, sia chiaro, ma per fornire una prima scadenza. Le valutazioni definitive, comunque, arriveranno a metà gennaio, quando il primo segmento del percorso riabilitativo verrà preso in esame.

Ricordiamo che, già in fase di preseason e nel primo mese di gare, l’Olimpia Milano è rimasta a lungo senza regista, con Kevin Pangos infortunatosi prima del viaggio in Grecia e Naz Mitrou-Long fermatosi nel corso della semifinale di Supercoppa con la Virtus Bologna.

Allora, la soluzione fu Devon Hall, visto che Tommaso Baldasso uscì in lacrime dal match di campionato con la Germani Brescia. Era solo la prima giornata di campionato.

Oggi come oggi, ri-parlare di mercato diventa complesso, perchè i play sono una razza in via di estinzione sul mercato europeo. Solo il Barcellona si è disfatto di un giocatore in regia sul mercato, Nick Calathes, per strapagare Tomas Satoransky, mentre il Real Madrid è rimasto a lungo in attesa di Facundo Campazzo. Esattamente come il Cska un anno fa con Kevin Pangos.

Tra i nomi di valore, in giro per l’Europa, troviamo Yogi Ferrell (19.2 punti e 5 assist a gara in EuroCup con il Cedevita dopo un avvio complesso nel nostro basket), il classe 1997 del Paris Kyle Allman (20.6 punti e 4.8 assist in EuroCup), mentre in BCL impressionano TJ Shorts del Bonn e il veterano Errick McCollum, non dimenticando Shannon Evans del Betis. Ma ci torneremo in settimana.

Bisogna insomma lavorare sulle risorse interne. Anche perchè, come ricordato nei giorni scorsi, restano un tesseramento in LBA, per quanto senza problematiche di visto. E siamo solo a novembre.

Devon Hall è la prima idea, e vive un momento pessimo: non ingannino in tal senso i numeri del match con il Fenerbahce. Un anno fa l’ex Bamberg fu utile in regia, in un sistema tuttavia più chiaro. Oggi elementi come Davies e Thomas presuppongo altre scelte, e Devon alla difficoltà di lettura ha sommato un netto calo di affidabilità palla in mano.

L’Olimpia Milano fatica a reggere i contatti in attacco, come sottolineato anche da Ettore Messina, e Hall è uno degli imputati. Si riparte inevitabilmente da Naz Mitrou-Long: il canadese ha fiducia al tiro, è l’unico ad aver dato risposte positive sino ad oggi, ma è un regista tutto da costruire.

Come detto, è il sistema di difficile lettura, ma Naz ha nel dubbio ha coraggio, e produce da solo. Dietro, Tommaso Baldasso: un azzardo in EuroLeague, ma una mente aperta al sacrificio, a cercare di comprendere e mettere in pratica ogni soluzione per essere utile.

Infine i “portatori di palla”. Ettore Messina da anni batte su questo punto, averne il più possibile. Billy Baron e Stefano Tonut sono tra questi, e ormai mordono il freno per tornare in campo. L’Olimpia Milano, per il dopo Pangos, può ripartire da sè stessa.

5 thoughts on “Infortuni e mercato, ma questa Olimpia Milano può ripartire da sé stessa

  1. Pongo un quesito: il giovane Giordano Bortolani appena tornato dalla Spagna, sotto contratto col Milan fino al 2025, è stato dirottato a Verona.

    Facendo brain storming (che include dire scemenze aggiungendo però strade inedite da percorrere) mi sorge la domanda.

    Con l’infortunio di Pangos, Shields e Tonut, e la scarsità di tiratori acuita dal desaparecido Datome (cui faccio gli auguri dato che compie gli anni oggi) non sarebbe stato sensato riportare il giovane 2000 a casa senza budget ferire e renderlo utile alla causa come guardia e magari play come a Verona?

    Quanto ai “portatori di palla”, non sono play. Il play maker, tanto per ribadire un’ovvietà, è colui che “fa gioco”, crea gioco facendo girare la squadra e servendo assist ai compagni. Il portatore di palla è colui che prende palla e la porta oltre la metà campo entro otto secondi, poi la smista, subito riassumendo in quel momento il proprio ruolo. Tipici esempi di portatori di palla sono Sir Kyle Hines e Melli. Hall non è capace nemmeno di portare palla perché si preoccupa troppo e poi non riesce a rendere in proprio da 7 in pagella come ci aveva abituato last season.

    Tutti possono portare palla alla bisogna, pochissimi sono play, e tra i play vecchio stampo che privilegiano gli assist alle proprie performances i pochi che mi vengono in mente in Eurolega sono Micic, Calathes, il Chacho e Teodosic, chè i play di ultima generazione tendono a mettersi troppo spesso in proprio in stile Mike James, Pangos e Naz inclusi.

    L’Olimpia avrebbe bisogno di un play vecchio stampo. Sul mercato non ce ne sono.

    Ci sarebbe bisogno anche di un centro dominante, perché sotto canestro le buschiamo alla grande. Bentil era d’aiuto ma dopo la mancata conferma si è giustamente accasato altrove.

  2. Redazione non scherziamo. Se si parte da qui saremo 18esimi in EL. Vergogna assoluta! Quindi spingere per aumentare il budget e prendere un play e un centro.

    1. Doc63 sono anche io del tuo parere.
      Purtroppo, fatti i 2 acquisti, c’è il rischio concreto che il play venga fatto giocare da guardia e il centro venga tenuto in panchina per far spazio a melli.

  3. Spero di sbagliarmi, ma per recuperare in EL non prendi nessuno e ti affidi a ML, Baldasso e Hall?

  4. I budget non si possono stringere o allargare come una cintura, ci sono regole e ovviamente anche portafogli che non è detto si vogliano aprire all’infinito. Bisogna provare a fare con quello che si ha e non è materiale scarso io credo. I play NBA non hanno dato grosse risposte in generale, meglio puntare su chi conosce leghe europee, per cui o gli scout riescono a pescare qualcuno a basso costo e buona resa ( non mi aspetto Magic Johnson ovviamente) oppure cerchiamo di tenere duro e giocarcela da febbraio in poi, in genere con un ciclo di vittorie l’ottavo posto lo si può ancora acciuffare e poi vediamo.

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