Crisi Olimpia Milano, il parere della redazione di ROM: “Messina parafulmine”, “Siamo a un bivio”

Nel giorno di Olimpia Milano-Fenerbahce, la redazione di ROM si interroga sulla crisi biancorossa. Ecco gli altri punti di vista

Nel giorno di Olimpia Milano-Fenerbahce, la redazione di ROM si interroga sulla crisi biancorossa. Dopo gli editoriali di Luca Guazzoni e Alessandro Maggi, ecco gli altri punti di vista.

Dario Destri

«La crisi di fiducia continua e sembra non esserci fine. Rimane, a mio parere, un problema prima di tutto mentale. Perchè non si diventa brocchi dall’oggi al domani. Poi dal punto di vista tecnico è palese che la squadra si inceppi con Pangos che è la pietra angolare di questa squadra. Il gap tra primo e secondo tempo ci ha palesato tutte le difficoltà mentali, perchè passi da una buona prova a una prestazione di livello CSI.

Messina ha tirato fuori parole dure e non banali, considerando il doppio ruolo che ricopre, e fa da parafulmine ai giocatori prendendosi tutte le responsabilità. Sicuramente la cosa giusta ma non so se servirà, difficile capire le reazioni di questo gruppo, nonostante le attenuanti citate anche da Ataman. 

Non sembra vedersi una fine e parlare di saluti a fine anno dopo una stagione flop sarebbe lecito. Ma non è ancora il tempo dei giudizi».

Kevin Martorano

«Sembra di essere tornati veramente a 3 anni fa, quando eravamo tredicesimi in Eurolega, come se questi ultimi due anni non ci siano mai stati. La squadra da queste sensazioni, sembra essere veramente impotente di fronte agli avversari. Ci sono gravi problemi a livello mentale, perché il roster è valido, tant’è che ad inizio anno tutti lo davamo tra i migliori di Eurolega. La situazione comincia ad essere veramente “tragica”, cestisticamente parlando, si continua a non far mai canestro e questo non è accettabile da una squadra del genere. Se neanche un allenatore come Ettore Messina riuscisse ad aggiustare le cose, vuol dire che i problemi sono veramente gravi e profondi».

Fabio Cavagnera

«Nonostante non siamo nemmeno a fine novembre, credo la stagione dell’Olimpia sia già arrivata ad un bivio. Le parole di Messina segnano un punto di non ritorno: o arriva la svolta a brevissimo termine o potrebbe arrivare addirittura una rivoluzione, che aprirebbe a scenari impensabili solo una settimana fa. Per una squadra indicata da tutti come tra le favorite per arrivare alle Final Four.

La partita di domani sera darà già delle risposte importanti, in base alla reazione della squadra. Perché le parole di Messina sono state anche un messaggio forte ai giocatori: ‘io sono pronto ad andarmene e l’ho detto davanti a tutti, voi cosa fate?’. Tornando a domani, sarà una gara chiave indipendentemente dal risultato finale, visto che il Fenerbahce è la squadra più in forma dell’Eurolega e potrebbe anche non bastare una buona prova per vincere. Una forte reazione, con una partita lottata fino alla fine anche se eventualmente persa, o un altro crollo. Che potrebbe far precipitare definitivamente la situazione.

Perché, dopo quelle parole, un’altra prova come il secondo tempo di martedì, farebbe pensare ad una squadra non più in linea con il proprio allenatore».

Andrea Maiocchi

«La squadra è ormai allo sbando: nel terzo quarto sono bastati 5′ di difesa dell’Efes e una sfuriata di Clyburn in attacco e la partita è finita. Non una reazione, non un tentativo di svoltare la partita, niente. Messina è pronto a prendersi le sue responsabilità giustamente, ma deve anche essere pronto a scelte drastiche: 32′ di questo Pangos sono troppi e ingiustificati, anche contando le assenze. Se la squadra non riesce a fare “click”, forse è meglio pensare a un “reset” delle gerarchie».

7 thoughts on “Crisi Olimpia Milano, il parere della redazione di ROM: “Messina parafulmine”, “Siamo a un bivio”

  1. Messina dice: “io sono pronto ad andarmene; voi cosa fate?” Ovviamente i giocatori diranno, dicono “di tutto, pur di uscire da questa situazione”

    Però il basket non è il calcio, dove, con intensità, grinta e agonismo, talvolta, alcune squadre superano periodi di crisi

    Nel basket bisogna essere lucidi, sereni, tranquilli per eseguire al meglio i giochi, il piano partita, poi certo anche determinati……l’attuale Olimpia, all’osso del roster rimaneggiato attuale, non sembra in grado comunque, come la si metta, di competere al livello che EL richiede, figurarsi al livello di un top-team come il Fener

  2. Tutti davano Olimpia a certi livelli. Mi chiedo se questi tutti siano competenti o limitano il giudizio alle statistiche dei giocatori come se poi non dovessero integrarsi come persone. Perchè a guardare le statistiche sono buoni in tanti.

  3. Non penso lo farà mai, ma lui è sicuramente il primo responsabile. E ci fosse stato qualcun altro al suo posto, a quest’ora dopo una partita simile (l’ultima di una lunga serie) sarebbe già stato mandato via. Milano, ripeto, è una squadra costruita male. Da lui. E l’ultimo arrivato, con tutte le dovute attenuanti del caso, è l’ennesimo giocatore da sistema, un soldatino di quelli tanto amati dal coach, ma totalmente inutili al fabbisogno di questa squadra. A parte Mitrou Long (che è una sorpresa) e Shields, non abbiamo nessuno che sia in grado di battere l’uomo e di creare dal palleggio un vantaggio di giocare fuori dagli schemi e inventare canestri dal nulla. Cosa indispensabile, visto che ormai le difese sono tutte di altissimo livello e preparate a rompere tutti i giochi avversari. L’Efes, oltre ad altri giocatori di altissimo livello, ha Micic, Larkin e Clyburn (a proposito,loro come alla piccola hanno preso Clyburn, noi Thomas😱).Thomas penso ormai sia già da considerare sull’aereo, il prossimo secondo me sarà il tedescone altro giocatore lento, macchinoso, inutile a dir poco. Su Davies avevo dei dubbi già questa estate, e continuo ad averli. Pangos meriterebbe un discorso a parte. Ma una riflessione sul manico non sarebbe ora di cominciare a farla? Oppure continuiamo a considerarlo intoccabile per il curriculum che ha???

    1. Sono anni che cerchi di fare quella riflessione “sul manico”, ma non ti caga nessuno.
      E parlo della proprietà, non di questo blog dove comunque nessuno ti caga.

  4. Palmasco non essere così conciso suvvia,deliziaci con qualche polpettone…magari l’ultimo, dato che stasera dopo il Fener il messia darà le dimissioni…

  5. Per me il problema vero sono gli esterni, il confronto con quelli dell’Efes è stato impietoso (e mancava Larkin, non esattamente il chessa di turno).
    Mi dirai che Clyburn/Micic/Larkin in Europa non li ha nessuno ed è vero, ma le guardie di Milano tecnicamente e fisicamente sono davvero troppo inferiori.
    Per quanto riguarda i lunghi capisco l’acquisto di Voigtmann ma assolutamente non comprendo quello di Thomas che mi pare in fase calante da 10 anni e non da alcun tipo di apporto.
    Per competere ai massimi livelli ci vogliono guardie dominanti fisicamente, la tecnica in un certo senso viene dopo. Avere un pacchetto esterni che comprende contemporaneamente Pangos/Mitrou Long/Baron mi pareva un grosso azzardo e tale si sta rivelando.
    Non si può neanche dire che Milano è molle o che i giocatori non ci tengano, anche contro l’Efes ho visto delle ottime difese. Il problema sembra proprio l’attacco dove Messina non ci sta capendo niente e sta togliendo fiducia ai propri giocatori, è vero che mancano Shields e Baron ma non puoi fare così male in attacco.
    La sensazione è che i giocatori siano più preoccupati di soddisfare il coach nell esecuzione del gioco che nel fare canestro. Le percentuali basse da tre anche con spazio sono sintomo di questo , quasi come se il tiratore non sia deciso a fare canestro ma più preoccupato a pensare se la scelta giusta fosse tirare o fare l’extrapass.

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