Baron: Non credo ci sia posto migliore per vincere in Europa di Milano

Fabio Cavagnera

La presentazione della nuova guardia biancorossa: “Siamo un grande gruppo. Ora sono tornati anche gli italiani, siamo pronti a dare battaglia per questo club”

Tra tanti nomi di primo piano arrivati in estate, forse Billy Baron è quello meno ‘fashion’, ma è un giocatore importantissimo nello scacchiere della nuova Olimpia Milano, quel tiratore assente negli ultimi anni. Con un bagaglio d’esperienza di primissimo livello, come ha mostrato anche nel corso della presentazione di oggi pomeriggio.

Sono qui da quasi un mese con la mia famiglia, mi è piaciuto tutto per ora. È il mio nono anno da professionista, con un gruppo che possiamo andare a caccia di vittorie. Un grande gruppo. Ora sono tornati anche gli italiani, siamo pronti a dare battaglia per questo club“.

La scelta di venire all’Olimpia: “Una decisione facile, dopo aver parlato con Messina. Milano è una città bellissima. Al nono anno in Europa, sento forte il desiderio di vincere e non credo ci sia miglior posto per farlo. Ci sono veterani che arrivano presto e vanno via tardi dagli allenamenti, l’etica del lavoro è altissima“.

L’ispirazione: “Il modello è sempre stato mio fratello Jimmy, ha giocato 11 anni in Europa ed anche a Roma. Poi ho sempre cercato di migliorare il mio gioco. Al college da playmaker, ora sono più a mio agio da guardia ed è questa forse la mia natura“.

Le prime impressioni: “Ricordo una partita di regular season contro Milano e la prima cosa che mi impressionò è stata la fisicità. È stata la partita più fisica che abbia mai giocato in novembre o dicembre. Un’intensità da playoff, mai vista prima. Forse nella serie che giocammo contro il Barcellona e Brandon Davies nei playoff del 2021. È quello che coach Messina cerca di enfatizzare fin dal primo giorno, essere fisici, usare tutta l’energia che abbiamo”.

Ha giocato con Kevin Pangos allo Zenit, un binomio ora ricomposto a Milano: “È una squadra differente rispetto allo Zenit, c’è molta più profondità, con più veterani. Kevin è in giocatore facile da capire, è altruista. Tutto diventa sempre facile, quando si gioca con lui“.

Il suo ruolo, spesso non partendo in quintetto: “Quando esci dalla panchina non puoi aspettare la partita, ma devi andare tu incontro alla partita“.

Il roster da 16 giocatori: “Bisogna essere sempre pronti. Più facile dirlo che farlo. Però questa è una squadra di veterani e, chi starà fuori, andrà in palestra, lavorerà e sarà pronto per la partita successiva“.

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