Ettore Messina torna sulle finali scudetto con la Virtus Bologna nel corso della conferenza stampa tenuta oggi alla Secondaria del Forum d’Assago.
Ettore Messina e i rapporti attuali con la Virtus Bologna
E dal coach di Olimpia Milano sono parole nette: «C’è stata acredine? No, c’è stata maleducazione, è diverso. Avete frasi che mostrano da parte nostra acredine? Vi sfido a trovarla, a cominciare dalle frasi sugli arbitri, da quelle della proprietà. Mi sembra siano state in un verso solo».
Un concetto ribadito: «Sicuramente abbiamo avuto una forte rivalità. Da parte nostra, sinceramente, faccio fatica a condividere il concesso di acredine».
E certi veleni oggi sono difficili da “spazzare via”: «C’è questo concetto che faccio fatica a condividere da anni: “finchè c’è la palla in gioco si può dire tutto quello che ti esce dalla bocca, poi alla fine chi ha vinto, chi ha perso, ci si stringe la mano”. Stringere la mano faccio un po’ fatica. Come diceva un mio vecchio amico, sono un incrocio tra un elefante e un carabiniere. Elefante nel senso della memoria. Lo diceva il mio amico Giordano Consolini».
Vengono ribadite anche le differenze in sede di riunione di Lega, in merito in primo luogo alla rielezione di Umberto Gandini: «No, noi abbiamo votato no, loro si sono astenuti. Non facciamo tante cose in comune con la Virtus. Nel rispetto della persona e del dirigente, ci sono state delle cose che non abbiamo condiviso, e che abbiamo chiarito con Gandini pochi giorni fa. E’ stato gentile da venire a trovarci qui in sede. Posso dire che da un punto di vista operativo il nostro appoggio non è mancato mai. Altre cose non le abbiamo condivise, abbiamo chiarito con onestà la nostra posizione, e oggi si vuole riprendere a collaborare nell’interesse di tutti»
Ma con la Virtus c’è stata unità di visione sui diritti tv, in primo luogo sulla necessità di un maggiore spazio in chiaro: «Sì, ma io puntavo anche ad una fruibilità più semplice. Sarò vecchio, ma mi piacerebbe avere un solo riferimento su cui schiacchiare e avere campionato ed EuroLeague. A questo ci siamo arrivati, ora vediamo che succederà con i diritti tv e pay».

Ettore Messina è chiaramente l’unico dirigente italiano capace di occuparsi dell’Olimpia Milano Armani e del movimento del basket italiano allo stesso tempo, provando a fare il vantaggio di entrambi.
Ha la visione, la personalità, la carriera e, lasciami dire, la grandezza morale per farlo.
Gli auguro il migliore e più ampio successo in entrambi i campi.
Sta diventando un dirigente top. Complimenti!
Messina parla con l’esperienza di chi mastica basket da una vita, nell’interesse dell’Olimpia, del basket nazionale e della fruizione televisiva da parte del pubblico. In un futuro lontano (prima spero stia all’Olimpia ancora diversi anni), il Coach potrebbe candidarsi al posto ora indecentemente occupato da Petrucci, che nel 2024 per fortuna si toglierà dagli zebedei, non per suo volere, ma perché deve per legge (anche se lui dice solo che non si ricandiderà, come se fosse una gentile elargizione da parte sua liberare il basket dalla sua presenza).
Trovo abbastanza patetiche le esternazioni di Baraldi che, in un sacco di modi diretti o trasversali, continua ad affiancare la Virtus all’Olimpia. Dice bene Messina, sul no a Gandini l’Olimpia ha detto no, La Virtus si è astenuta, senza contare che Baraldi ha disertato tutte le riunioni dell’assemblea di lega da un certo punto in avanti.
Sempre sui rapporti tra le due squadre, non si può accettare ciò che Baraldi e Zanetti hanno insinuato accusando l’Olimpia (milanocentrismo e arbitraggi di parte), per poi ora far finta di niente e procedere oltre come se Bologna e Milano fossero solidali.
La Virtus è in mano a un proprietario e a un AD che l’hanno fatta fuori dal pitale, forse provenendo dal calcio pensavano che buttarla in caciara sortisse risultati. Patron Giorgio Armani ed Ettore Messina sono di un altro livello sia nell’educazione sia nel relazionarsi con avversari, colleghi ed istituzioni.
Pertanto Olimpia Milano e Virtus Bo sono due realtà ben distinte, unite solo dalla posizione di forza all’interno del movimento nazionale e almeno per quest’anno, dall’Eurolega.