Ettore Messina: Questa è la mia Olimpia più profonda ed atletica

Fabio Cavagnera 9

Il coach biancorosso sul nuovo roster: “La problematica può essere legata ai minuti, dovremo avere autodisciplina. Come negli ultimi playoff”

Nel corso della conferenza stampa di inizio stagione, Ettore Messina ha parlato ovviamente della sua nuova Olimpia Milano, sempre aspettando l’arrivo anche di Voigtmann: “Potrebbe essere la più forte e la più profonda da quando sono a Milano. Mi auguro ci permetta di fare lo step successivo”.

Tanti giocatori e l’attenzione a non creare scontenti: “La problematica può essere legata ai minuti. Quando ci sono gli infortuni, ce ne sono per tutti e sono tutti contenti, anche perché quelli che stanno fuori possono così recuperare e ritrovare una squadra in buona posizione. I problemi nascono quando sono tutti sani e qualcuno deve star fuori e bisogna avere l’onestà di dirlo e fare chiarezza. Quanto noi saremo capaci di avere autodisciplina, come successo l’anno scorso nei playoff, supereremo grazie alla profondità gli infortuni e giocarcela fino alla fine”.

Non solo maggiore profondità, ma anche altre caratteristiche: “Abbiamo più atletismo. Giocatori come Mitrou-Long, Davies e Thomas ci danno un atletismo particolare ed anche molta capacità realizzativa. Naz può fare molto da questo punto di vista e Davies è un pivot realizzatore”. Mitrou-Long come Shields e Hall? “Magari… le potenzialità le ha. Ha atletismo, tiro e una gran voglia. A Milano si troverà una squadra più forte: ci sarà più concorrenza ma anche più sicurezza“.

Con obiettivi scudetto e Final Four: “Non lo dico io, lo dice la storia dell’Olimpia Milano. Potrei fare discorsi su bel gioco e crescita, ma farei ridere. Quindi, quando ti metti su questa canotta, l’obiettivo è vincere. Dallo Scudetto, il trentesimo, alle Final Four, sapendo che non c’è nulla di scontato“.

9 thoughts on “Ettore Messina: Questa è la mia Olimpia più profonda ed atletica

  1. Intervento condivisibile in toto,io direi pure l’Olimpia più forte dopo quella degli Invincibili.
    Invito quei 4/5 mentecatti perdenti che vergano abitualmente su questo sito a leggere bene ( ed a stamparsi in quel mezzo grammo di cervello che hanno)le ultime 4 righe dell’intervento del coach sull’importanza della vittoria per chi veste questi colori,dovrebbe essere tutto ben chiaro pure per personaggetti del genere.

    1. Guardati tutta l’intervista di Messina, la trovi su youtube, ascolta tutte le cose che dice, magari un paio di volte, e poi cerca di scrivere cose sensate senza insultare.
      So che è complicato però se ti applichi magari ci riesci

    2. Mesi fa ho detto la mia sul tema, quindi non so se io rientri nella tua “lista nera”, ma poco importa.
      1) “mentecatti”, “perdenti”, “mezzo grammo di cervello”, “personaggetti” sono insulti; se non sei capace di difendere le tue idee in modo civile vai a scrivere da un’altra parte;
      2) se anche Messina avesse detto ciò che tu vuoi far passare abbia detto, la mia posizione non cambierebbe di una virgola; io ascolto Messina: su 10 cose che dice 9 le condivido, allora decido che Messina mi piace; ciò non significa che sarò d’accordo sull’undicesima, la ascolto e ci penso; e poi non è detto che ci sia sempre una ragione e un torto, su alcune questioni semplicemente ci possono essere visioni differenti;
      3) domani ascolterò l’intervista su youtube come suggerisce iellini, ma intanto: un conto è parlare di obiettivi, un altro è parlare di fallimento qualora non li si dovesse raggiungere, senza nemmeno valutare il percorso fatto. Era questo il motivo del contendere: alcuni sostenevano che perdere la finale con la Virtus avrebbe decretato una stagione/gestione fallimentare, altri no. Ovvio che in LBA per l’Olimpia 22/23 l’obiettivo sia vincere, ci sono due squadre che per budget e roster sono tre spanne sopra le altre e una è la nostra! Cosa volevi che ti dicesse ??! Fallimento sarà se non arriveremo in finale; una volta lì, vedremo chi sarà più forte e cercheremo se possibile di migliorarci per l’anno dopo;
      4) le squadre con mentalità vincente sono quelle che lottano per gli obiettivi fissati fino alla fine, fino a maggio-giugno, con continuità, anno dopo anno, cercando di migliorarsi; tutto in rapporto agli obiettivi di partenza; noi negli ultimi 2-3 anni siamo migliorati tanto sotto l’aspetto della competitività, soprattutto in EL. Guarda un po’: ci chiamiamo Olimpia eppure non abbiamo vinto nessun titolo in Europa da decenni, men che meno con Messina, eppure è lì che siamo cresciuti sul serio e se quest’anno arrivassimo alle F4 sarebbe fantastico, e se riusciremo a farlo per un po’ di anni è probabile che ci scappi anche il titolo. Questo è il percorso: competitivi con continuità per raggiungere gli obiettivi, e finché ci sono competenze e soldi gli obiettivi saranno alti, ad oggi vincere in LBA e playoff /F4 in Europa

  2. Parole molto chiare. Milano deve avere l’obiettivo di vincere per rispetto della storia e della proprietà che vi mette un sacco di soldi. Altre discorsi sono aria fritta. Il roster è profondo per far fronte agli infortuni che avranno tutti. Ci vuole una “no excuse culture”. Bravo Messina !

  3. Nel caso non siate in grado vi traduco il pensiero espresso:
    1) L’Olimpia deve sempre porsi obiettivi ambiziosi: cercare di vincere il campionato ed arrivare alle F4
    2) Siamo più atletici dello scorso anno per puntare in alto
    3) il livello si è alzato e ci sono almeno 10 squadre che possono entrare nelle F8
    4) bisognerà gestire al meglio la panchina lunga e poi vedremo nella stagione gi gestire inserimenti e infortuni che inevitabilmente capiteranno.
    Quindi sintetizzando abbiamo le risorse e l’ambizione e la cultura per competere e per puntare in alto punto.

  4. Anch’io ho visto l’intervista completa su YTube – peraltro bellissima – e direi che onestamente il senso letterale delle sue parole, ma anche quello sotteso era che la maglia di Milano obbliga a porsi degli obiettivi ambiziosi.
    Messina però ha tracciato in questa intervista e in tanti altri interventi, una distinzione netta, e secondo me inequivocabile, tra obiettivi e obblighi.

    Non ha detto che in Olimpia hai l’obbligo di vincere, ha detto che a Milano devi porti degli obiettivi ambiziosi, perché “se dicesse che spera di fare un bel campionato e di fare bella figura” col roster che ha e i mezzi che ha, e la tradizione che ha, “farebbe ridere”.

    Ci sono gli altri, ha detto, e crescono tutti, sia in Italia che in Europa, il che rende il compito molto più difficile per chi, come noi, ha obiettivi ambiziosi – il che rende obsoleto quello che alcuni chiamerebbero “l’obbligo di vincere”, concetto che non appartiene allo sport serio.

  5. Dopo aver visto il passaggio dell’intervista di Messina relativo all'”obbligo”, “dovere” di vincere è, come era ovvio, tutto molto chiaro e dovrebbe esserlo anche per gli utenti che, sul tema, sfruculiano e sfanculano, non c’è bisogno di far nomi, i soliti noti o, per meglio dire: i soliti ignobili

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