Ettore Messina a EuroLeague TV: Abbiamo mollato in difesa nei momenti cruciali

Alessandro Maggi 15

Poche parole per Ettore Messina ai microfoni di EuroLeague TV dopo la disfatta di Olimpia Milano in casa del Bayern Monaco

Bayern Olimpia Milano

Poche parole per Ettore Messina ai microfoni di EuroLeague TV dopo la disfatta di Olimpia Milano in casa del Bayern Monaco.

«Abbiamo continuato a sbagliare tiri e poi abbiamo mollato in difesa nei momenti cruciali. E’ la cosa più deludente di questa partita, ne parleremo».

15 thoughts on “Ettore Messina a EuroLeague TV: Abbiamo mollato in difesa nei momenti cruciali

    1. C’è poco altro da dire, pietosi…consueti errori grossolani nella costruzione della squadra, idee confuse e poca prontezza di spirito. Ci vuole un cambio, Trinchieri è libero…

  1. Ma questo ormai è da ricovero d’urgenza. Abbiamo fatto 53 punti contro una squadra mediocre e parla di difesa??? Sta trasformando Guduric in un brocco. Questo soggetto mi ha rovinato un ‘altra stagione di basket. Sperando sempre sia l’ultima e poi sparisca per sempre perché di fare un passo indietro prima figuriamoci….e pensare che 3 anni fa diceva di essere pronto a fare un passo indietro… seeeeeee

  2. Ma porca miseria hai segnato 7 dico sette punti nel terzo quarto e 13 dico 13 nell’ultimo (con 2 punti nell’ultimo minuto) e parli di difesa? Ma la proprietà ha presente a chi sta affidando soldi e squadra ? Non è cattiveria a questo punto ma proprio da l’idea di non rendersi conto delle cose

  3. poco da commentare, veramente una pochezza tecnica, fisica, mentale e di personalità triste e inquietante. Cosa ci vuole/vorrebbe lo capisce anche un cieco, ma anche per quest’anno (per me davvero l’ultimo con Messina) ci si accontenterà di andare a vedere le altre squadre e gli altri giocatori di EL senza alcuna speranza e aspettativa, non tanto di risultato ma di un gioco accettabile, sperando invece che un giorno qualcuno ci liberi da tutto questo. Sinceramente non capisco Messina che in questi anni a Milano sta gettando abbondante fango sulla sua carriera (comunque dignitosa prima di venire in Olimpia), una cocciutaggine veramente incomprensibile oltre che auto distruttiva. Oramai il Forum è quasi vuoto, nessuno ha più la minima fiducia in lui e nelle squadre che costruisce e guida (??!!) in campo, sono stati abbattuti moltissimi record negativi nella storia della società. La domanda è: il fondo è stato toccato oramai da tempo, la società fino a quando vuole chiudere gli occhi e fino a dove vuole scavare??

    1. Chiaramente l’eventuale pagliacciata di Poeta allenatore con Messina ancora POBO non cambierà nulla, non per colpa di Poeta ma perché la guida tecnica non cambierebbe, per cambiare e’ necessario che Messina esca dall’Area tecnica di Olimpia Milano e poi vedremo

  4. Un (solito, solitissimo) quarto da meno di 10 punti, la costante degli anni Milano Messina, purtroppo.
    Quale? Il terzo. Sorpresa!?
    Lo spogliatoio dell’intervallo che stermina.

    Per il resto, che dire? NBA sì, NBA no, c’è molto da pensare: può mica occuparsi anche delle partite!

    E poi gli arbitri, gli infortuni, la sfortuna, la Germania terra ostile da sempre, le palestre in cui chiudersi e lavorare, fredde, cattive, inadeguate.

    Cerchiamo qualche altro giocatore, in fondo siamo già alla metà di ottobre, tempo di ricambi.

    Ah sì, scusate, la regola dei panda, dimenticavo: Montecarlo e i turchi, i greci, i regimi fiscali, l’eleganza di pagare (tanto), ma non competere.
    Noi sì!
    Alleluia!
    Cambiare?
    Solo i giocatori, mi raccomando.

  5. La totale assenza della proprietà ormai ha fatto danni irreversibili. Probabilmente non le guardano neanche queste partite. Ahimè temo che siano ormai solo interessati a passare la società di mano impacchettandola dentro al paradiso del marketing che ritengono che sarà la nba europe. E considerano Messina un facilitatore in questa operazione. Poi magari la nuova proprietà gli darà il benservito come un ferro vecchio qualsiasi. In tutto questo neanche un ombra di pensiero sulla pallacanestro, ovviamente. Teniamo conto che il delvecchio che si affaccia all’orizzonte è un novello Lapo elkan.non c’e limite al peggio

  6. …..come dice Napiero…è lui il nostro fuoriclasse…quello che fa la differenza…

  7. L’unico rimasto a credere in Messina è un “giapponese “ che si fa chiamare Napiero non avendo il coraggio di dire le cazzate che dice firmandosi col suo nome.

  8. Come si diceva una volta: ma dov’è la mano dell’allenatore?
    Se questo è il risultato del lavoro di anni o, mettiamo pure, di mesi devo dire che qualcuno sta rubando lo stipendio.
    Ma non solo per come giocano male i singoli, compresa gente che altrove ha giocato alla grandissima, ma perchè non esiste la minima traccia di squadra, dí insieme, dí distribuzione e distinzione di ruoli, compiti, attributi.
    Ripeto: ma cosa ha fatto sin qui chi allena? Dov’è la sua mano, il risultato del suo lavoro? E lo pagano per quel che si vede in campo? A CASA! E subito per non buttare via un altro anno.

  9. PURTROPPO invece la nefasta mano dell’allenatore c’è eccome e ahinoi si vede benissimo, un esempio tra i mille è quando quelle poche volte in cui Nebo è sano lo fa correre in difesa pancia a terra a 8 metri dal ferro sulle tracce dei piccoli avversari, non mi pare strano che uno col suo fisico massiccio si rompa (braccio a parte) in continuazione per fare assurdi movimenti inutili per la squadra e pericolosi per la sua muscolatura.
    Se utilizza così uno dei più forti pivot disponibili, sano come un pesce fino a quando è arrivato da noi e il sogno di quasi tutti i coach dell’EL, allora non oso nemmeno immaginare cosa avrebbe chiesto di fare a Magic e Bird se per pura fantascienza gli fosse capitato di allenarli…
    Non a caso da quando c’è lui la squadra è riuscita a rendere secondo le sue potenzialità e giocare anche bene solo quando in campo la guidava il Chacho che, forte della sua intoccabilità e grandezza, giustamente se ne fotteva delle sue strambe direttive, mica si lasciava ingabbiare nel cosiddetto “sistema Messima” (di cui alcuni pure qua si riempiono la bocca…) che altro non è il livellamento delle eccellenze di cui dispone per metterle al servizio della sua concezione del basket, in altre parole prima deve vincere il coach col suo ego smisurato e poi in secondo piano i giocatori, più o meno capitò lo stesso al Milan di Sacchi col bel risultato di aver buttato nel cesso tre campionati disponendo della rosa nettamente più forte al mondo.

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