Riunione EuroLeague: confermato l’addio di Jordi Bertomeu, rinviate le decisioni sulle russe

Jordi Bertomeu lascerà la poltrona di CEO di EuroLeague. Il fronte con Olimpia Milano non si è rotto davanti alle richieste spagnole

Jordi Bertomeu lascerà a fine giugno la poltrona di CEO di EuroLeague Basketball. Nonostante il tentativo delle squadre di spagnole di prorogare la carica per un anno, Cska, Olimpia Milano, Zalgiris, Maccabi, Olympiacos e Panathinaikos non hanno rotto il fronte, confermando l’esito della votazione del 19 ottobre.

Jordi Bertomeu resterà come consulente esterno, per una nuova struttura fatta di consulte e più cariche gestionali e rappresentative. Tra i candidati alla successione ci sono Dejan Bodiroga, Mark Pesic (GM Bayern) e David Federman, co-owner del Maccabi Tel Aviv.

L’esclusione, nella prossima stagione, delle squadre russe dalle competizioni ECA sarebbe stata rinviata ad un successivo incontro.

Non vengono citate discussioni in merito al progetto NBA Europe.

La fonte è gazzetta.gr

24 thoughts on “Riunione EuroLeague: confermato l’addio di Jordi Bertomeu, rinviate le decisioni sulle russe

  1. Finalmente è giunto al termine il mandato di Bertomeu, senza colpi di scena. Un inetto attaccato alla poltrona.

    1. Ha retto la baracca anche in periodi difficili come pandemia e guerra. È solo il CEO, non l’intera EL. Certi giudizi di inettitudine su cosa sono basati? Giusto per capire. Grazie

      1. La pandemia, come d’altronde la guerra in Ucraina, è un evento imprevedibile, ma non significa che non si poteva trovare un compromesso per portare a termine la stagione 2019/2020 di EL. Ti rammento che il Covid ha influito su tutti gli sport, non solo sul basket, ma, per esempio, la UEFA, nel calcio europeo, ha modificato il format pur di portare a termine la Champions League e l’Europa League. Altro esempio, è la tanto discussa NBA, anch’essa portata a termine nella “bolla” di Orlando (se non ricordo male).

      2. Se avesse fatto bene, come fai intendere tu, sarebbe stato confermato al suo posto.

  2. Le russe non vanno sanzionate perché c’è la guerra, ma perché c’è al potere quel regime che la guerra ha provocato, per cui, anche se la guerra finisse, ma in assenza di un #regimechange, le sanzioni in essere andrebbero mantenute

      1. Infatti, la situazione è semplice: il CSKA è uno shareholder, uno degli 11 azionisti della società, se non cede di propria iniziativa il suo pacchetto non c’è provvedimento che tenga anche perchè potrebbe eventualmente aprire un contezioso legale e bloccare la competizione (ipotesi alquanto poco probabile comunque). Per di più in questo momento il suo voto è determinante nello schieramento della “cordata” per il controllo della società di cui fa parte Milano. In pratica l’agreement raggiunto è che il CSKA rimane in stand-by agonisticamente parlando senza uscire dalla società immagino anche per la prossima stagione.

  3. Non credo potranno, pur con tutta la buona volontà, far giocare il cska. Nemmeno considerando l’ipotesi di far ospitare la squadra in un altro paese per le gare casalinghe. Non è realistico che ciò avvenga, socio o non socio. Per me è impossibile e lo riterrei scandaloso.

  4. Io penso, senza averne alcuna prova, ma soltanto un forte sospetto personale, che il CSKA, a nome delle 3 squadre russe, abbia ottenuto un rinvio che consente loro di lucrare qualche (centinaia di) migliaia di dollari in più sui giocatori di cui detengono i diritti che che perderanno a costo zero, o giù di lì, non appena saranno espulsi da qualsiasi manifestazione internazionale, come meritano.

    Sanno benissimo di non poter più giocare in Europa almeno per un anno, ma hanno giocatori molto contesi, e vogliono lucrare su quegli scambi – peraltro inevitabili.
    Hanno dunque usato il loro potere per ottenere un rinvio che potrebbe garantire loro un bonus sui contratti che stanno per perdere.

    Non ho prove, ripeto, non ho informazioni, ma mio malgrado appartengo allo stesso paese che ha coniato Andreotti e il suo pensiero: “a pensare male si fa peccato, ma spesso s’indovina”.

  5. Per fortuna che il basket non è il tennis, dove l’Atp presieduto da un italiano ha tolto i punti a Wimbledon che ha escluso i russi, che invece giocano negli altri tornei.

    È vergognoso. Le squadre e gli atleti russi e bielorussi vanno esclusi da tutte le competizioni anche l’anno prossimo e fino alla fine del regime di Putin.

    Per quanto riguarda Bartomeu per me in Eurolega ha fatto un buon lavoro, ora ci sarà un cambio alla guida ma la sue gestione non mi sembra sia stata così negativa come si legge in giro, calcolando i frangenti difficili che ha dovuto affrontare, tipo il rapporto conflittuale con la FIBA, il covid e la guerra. Il primo punto era prevedibile ma gli altri due sono stati e sono situazioni che nessun management per quanto lungimirante poteva prevedere.

  6. Bartomeu è stato messo lì con un unico fine. Portare soldi ai club. Dopo anni, quasi tutti i club perdono milioni all anno (olimpia inclusa). Ovvio debba essere cambiato . Il dubbio che qualcuno possa fare di meglio, c è. B
    Vedremo.

    1. Nei sei anni precedenti al covid milano sempre in positivo a parte un anno in deficit di 50 mila euro. Il covid poi è normale che abbia portato il bilancio in negativo per mancanza di pubblico. C’è sempre sta teoria tra i tifosi di milano che da quando armani è a milano perda ogni anno soldi… sta mania di inventare notizie…

      1. Iooi86. Non dire stupidate. L olimpia è in pareggio perché lo sponsor principale copre le perdite appunro tramite la sponsorizzazione. Ma è un pareggio fittizio.

      2. Giusto ma sicuramente la sponsorizzazione è a valori fuori mercato. Quindi è un metterci soldi della proprietà in modo più aziendale.

      3. Nel calcio internazionale il 40% delle entrate sono commerciali/marketing, troverei bizzarro pensare che nel basket non debbano neanche essere considerate.

      4. Ragazzi ovvio ci siano entrate importanti degli sponsor. Ma se il main sponsor è il proprietario, il pareggio è fittizio. Potremmo firmare LeBron , armani aumenterebbe la sponsorizzazione, e saremmo ancora in pareggio. Chiaro?

      5. Non è chiaro fino a quando non si vedono queste cose:
        – entrate delle sponsorizzazioni per squadra
        – entrate delle sponsorizzazioni medie (che estrapoliamo dalla prima)
        – % delle entrate delle sponsorizzazioni rispetto al totale

        Se la % delle entrate delle sponsorizzazioni rispetto al totale è altissima e per alcuni club le sponsorizzazioni dei proprietari sono molto superiori alla media, allora sì, di fatto la proprietà riempie il buco. Se invece la % è sensata e nella media degli altri club, no.

        Questo non toglie che l’EL non sia oggi profittevole, non lo è per tanti club, soprattutto i più forti. Però non si può ridurre al fatto che senza le sponsorizzazioni perdono tutti perché gli sponsor servono. Di sicuro l’EL oggi non è una macchina da soldi, ecco.

      6. Sull olimpia questi dati sono disponibili. E la sponsorizzazione di armani pesa eccome.

  7. Sicuramente il rinvio consente alle squadre russe di provare a prendere qualcosa dai cartellini dei loro giocatori, ma le altre non sono sceme e sanno che senza EL i vari Pangos etc. vorranno andarsene o dovranno essere pagati per niente. Il rinvio serve secondo me ad avere più chiarezza sulla situazione politica generale (oggi non si può nemmeno volare in Russia, come farebbero le squadre a spostarsi?) ma anche interna a EL, se le voci di armonizzazione con FiBA e NBA sono fondate, meglio allora aspettare qualche settimana e arrivare a dei calendari definitivi.

    1. Devi dire peraltro che non mi è chiarissimo quanti sarebbero disposti a impegnare denaro in un sistema bancario sanzionato.

  8. Per far più soldi devi allungare il brodo ai play-off. Le F4 belle ma anche probabilmente ingiuste purché troppo aleatorie. Se fai una serie di play-off completa con 3su 5 anche in semifinale e 5su7 in finale attiri molto di più’ gli sponsors e i media. F4 si risolve tutto in 2 giorni. Questo incompatibile con i campionati nazionali. Ma o perdi i soldi e tieni ll piede in due scarpe o fai il salto come si vocifera alla NBA europea a 24 squadre.

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