EuroLeague e FIBA con il comando NBA? Analisi di una tempesta data per imminente

Una rivoluzione immediata nel basket europeo, con piena armonia tra EuroLeague e FIBA e l’NBA pronta a mettere mano al portafogli?

Una rivoluzione immediata nel basket europeo, con piena armonia tra EuroLeague e FIBA e l’NBA pronta a mettere mano al portafogli, sostenendo con sponsor e know-how la ripartenza? E’ questo quanto racconta SDNA in un articolo di lunedì. Vediamo il come, e cerchiamo di comprendere le reali prospettive del progetto.

L’articolo di SDNA: la rivoluzione tra oggi e domani

Riassumiamo per sommi capi l’articolo di SDNA datato lunedì.

– NBA pronta ad investire sul mercato europeo. Obiettivo è vendere anche agli americani il campionato dove si sono formati i campioni di oggi. Ricordiamo come l’attuale NBA All-Team, ufficializzato oggi, comprenda tre europei nel primo quintetto;

– NBA ha tuttavia un “must”: deve terminare lo scontro tra FIBA e EuroLeague, ovvero la frammentazione attuale in 4 competizioni continentali;

– NBA metterebbe sul piatto sponsor a lei storicamente legati;

– EuroLeague che aumenterebbe a 24 squadre con equilibrio tra licenze pluriennali e merito sportivo per 46 gare di stagione regolare;

– Fusione EuroCup-BCL per una nuova competizione organizzata da FIBA;

– Obiettivo a medio-lungo termine il coinvolgimento di Netflix per la trasmissione delle gare delle “creature” NBA: WNBA, G League, EuroLeague e BAL (Africa)

A supporto del tutto si citano incontri tra i rappresentanti di ECA e Mark Tatum, numero 2 NBA. E si indica in Jordi Bertomeu l’unico freno alle trattative, per quanto ormai alla fine del suo mandato.

A qualcuno di voi questa storia non suonerà così nuova, vero? Avete ragione.

NBA Europe

Siamo infatti nella seconda metà di ottobre del 2021. Marca lancia lo scoop, ve lo riproponiamo.

I sette club in dissenso con la gestione Bertomeu (alle tre citate, vanno aggiunte le altre quattro società fondatrici, dunque Olimpia Milano, Zalgiris Kaunas, Efes e Cska) starebbero spingendo per un rientro nell’orbita FIBA, con il coinvolgimento di NBA.

La lega nordamericana creerebbe la sua quinta dimensione, dopo WNBA, G League e BAL (Africa). Si parla anche di un progetto nato ai tempi di David Stern, che tuttavia ipotizzava franchigie europee (Londra?), non un campionato europeo.

Le trattative sarebbero in corso, gli incontri frequenti, la svolta imminente. Ma non si dimentica neanche il principale ostacolo: l’accordo decennale da 630 milioni di euro con IMG, con scadenza 2026. Per romperlo, ogni club dovrebbe pagare 10 milioni di euro.

Come finì tutto questo? Con la smentita di EuroLeague, ed Eurohoops (organo vicino ad EuroLeague) a bollare la notizia come “fake news”.

L’eco della notizia di SDNA

Vediamo di analizzare la vicenda, partendo da un dato di fatto. La notizia di SDNA ha avuto un ritorno pressoché nullo sui media internazionali istituzionali.

In Italia la notizia è stata riportata fedelmente da Eurodevotion, attento ad ogni rumors sulla massima competizione continentale e non solo, quindi da Sportando.

Per il resto, silenzio. Nessun approfondimento, nessuna smentita, nulla di nulla. Perché?

Conclusioni

Il basket europeo è spaccato, da tempo. Ormai frantumato. Fiba ed EuroLeague, ma non solo, pensando al board della massima competizione continentale dove Maccabi, Panathinaikos, Olympiacos, Olimpia Milano e Zalgiris paiono essere su un fronte lasciato dall’Efes, e il Cska è diventato ministro senza portafoglio vista la situazione bellica.

E qui un sito greco entra in gioco con una notizia che identifica in Jordi Bertomeu l’unico freno ad una rivoluzione mirabolante. Una cosa è certa, il fronte di chi ha sfiduciato il CEO mesi fa si interroga sui mancati introiti (l’equazione più gare, più incassi, non ha dato variabili positive), ma auspica anche la riapertura del dialogo con FIBA, come peraltro invocato da Ettore Messina nella famosa lettera ai grandi del basket della scorsa stagione.

Da qui a rilanciare un’immediata NBA Europe ce ne passa. Fermo restando di come sia complicato mediare tra licenze pluriennali e merito sportivo, in una lega da 46 gare che, per logica, prevederebbe la diserzione dei club di EuroLeague dai campionati domestici. Non proprio una tempesta perfetta, per la FIBA…

Dubbi. Chi vivrà, vedrà.

12 thoughts on “EuroLeague e FIBA con il comando NBA? Analisi di una tempesta data per imminente

  1. Che i criteri con cui vengono prese decisioni su licenze, WC e altro siano discutibili è un fatto.
    Quello che è altrettanto certo è che si vogliono una ventina di realtà europee con struttura di proprietà minimo da 10.000, sempre quasi piena, con un giro di affari tra ticketing e altre attività commerciali capaci di ben rappresentare la dimensione del popolo a sostegno della squadra. Che tradotto vuol dire che si vogliono club capaci di attrarre e tutelare investitori, senza una totale dipendenza da essi, con una forza intrinseca ed una struttura capaci di farli resistere ad alcune stagioni non brillanti, o risorgere in caso di tsunami proprietari.
    Giusta o sbagliata quella è la direzione. Che non mi trova neppure tanto in disaccordo, anche solo per il fatto che mi da fastidio sapere che ancora oggi, i migliori europei hanno sempre la sirena NBA alle costole …
    Purtroppo il merito sportivo di chi resta fuori da questo circuito viene spazzato via. Ho anche qualche dubbio che con la mentalità europea, alla lunga possa abbassare il livello complessivo il fatto di assistere a maree di partite con la metà delle squadre relativamente motivate in campo, verso la fine della RS EL.
    Ma quella è la direzione, non ci sono molte alternative.
    Magari sbaglierò ma imho per le nostre squadre partecipare alle coppe europee dovrebbe essere un traguardo da premiarsi anche a livello economico (ad esempio con un fondo riservato a cui tutte debbano contribuire in proporzione).L’ Eurolega poi è, oggi, un campionato internazionale di altissimo livello, molto bello e avvincente. È cresciuto tantissimo in questi ultimi anni grazie al migliorarsi continuo dei roster e di conseguenza dei flussi di denaro che movimenta. Ha raggiunto e superato, per capacità di attrazione in Europa, almeno la regular season NBA se non anche I play off della stessa probabilmente. Rompere questo giocattolo significherebbe non fare gli interessi del basket europeo, sempre a mio parere. EL dovrebbe da parte sua riuscire a “convivere“ con i campionati nazionali, in un sistema che riesca ad alimentarsi proficuamente prefiggendosi alcuni obiettivi comuni (ad iniziare dalla crescita dei giocatori e delle società in Europa) e senza creare contrapposizioni sterili. Servono sempre più managers capaci, non vecchi politicanti nei vertici delle federazioni.

  2. Prima osservazione: quest’anno i playoff NBA sono stati, in media, molto ma molto ma molto meno avvincenti e belli da vedere rispetto a buona parte della RS e di tutti i PO dell’Eurolega. A me il basket NBA è sempre piaciuto, da tantissimo ad abbastanza a seconda delle stagioni, quindi non sto criticando questa stagione per partito preso, è proprio che sono state troppo spesso partite non combattute e soprattutto con bassa intensità, per come la vedo io. Dico questo perché anche all’NBA potrebbe fare comodo legarsi a una lega in grado di entusiasmare e magari con ex-giocatori NBA che gli americani conoscono.

    Detto questo, per me sarebbe fantastico vedere investimenti significativi in una Euroleague dall’audience mondiale. Significherebbe più soldi per far arrivare grandi giocatori, più visibilità per tutte le società e magari anche una sana evangelizzazione del mercato americano con i valori del basket europeo. Però…
    1) 46 gare. Ok, SE vuol dire niente campionati nazionali storco il naso. Però 46 gare le puoi giocare sempre in doppio turno da ottobre a fine marzo (quindi senza toccare il calendario di quest’anno, per dire). “Eh ma poi come giochi il campionato a questi ritmi?”. Verissimo, però squadre come Olimpia, Madrid, Barcellona, ecc. potrebbero decidere di far rotazioni sparate in campionato fino ai playoff, contando sul fatto che comunque possono arrivarci. E al tempo stesso con 46 gare la classifica di EL potrebbe modularsi in modo da permettere a qualche squadra di cambiare un filo le priorità in EL (Asvel il giovedì e Virtus in campionato la domenica? La prima partita diventa quella in cui faccio rotazioni sparate). Anche detto questo, non è che si arriva a fine stagione scoppiati? Può essere, non lo so, ma secondo me c’è margine per ragionarci
    2) Deve rimanere una competizione europea a cui si partecipa per posizione in campionato, ed è nella lista comunque

    Così di pelle, mi piace.

  3. Prevedo a Milano piu’ della meta’ delle partite con 2000 spettatori.Il circo lasciamolo ai buffoni a stelle e strisce.Ridatemi Milano Cantu’ o Milano Roma e non sta pagliacciata stile organetto e defense defense

    1. Milano Cantù non ci sarà mai più. Lo sport è il nuovo business dell’ entertainment. Questa è l’evoluzione. Per questo un fondo è disposto a mettere sul tavolo 1,3 miliardi per il Milan. Da un punto di vista tecnico con 46 partite di Eurolega senza fare il campionato nazionale sarebbe un numero di partite non troppo alto per garantire un certo livello e non scadere come la regular season NBA. Poi è questione di gusti. C’è chi è contento di vedere un play-off con Reggio Emilia e chi (come me) quasi neanche ha letto il risultato.

  4. Certamente sarebbe una decisa anticipazione su tempi previsti che tecnicamente sono quelli legati al contratto IMG, ma non si deve dimenticare che la lega potrebbe essere creata ugualmente da FIBA e NBA con l’ausilio anche di qualche club transfuga da ECA e questo metterebbe ancor più in seria difficoltà l’attuale competizione. Lo sport è un business, ECA (Euroleague Commercial Assets) è una SA con sede legale in Lussemburgo, la quale gestisce una holding formata tra l’altro da EuroLeague Properties SA (con sede in Barcellona) che organizza la competizione sportiva oltre alla commercializzazione del marchio/gadgets nonchè dei contatti con i media tramite Euroleague Entertainment & Services e da Euroleague Ventures SA che ha lo scopo di aumentare il valore del prodotto sul mercato. Gli shareholdes di ECA sono gli 11 club proprietari a cui credo in questi giorni si aggiungeranno Bayern Monaco e Asvel Lione che dovrebbero ottenere la licenza pluriennale. Appare chiaro che il target principale degli shareholders sia il business, cioè gestire un monte entrate che renda la partecipazione alla competizione fruttifera e dia un buon saldo attivo e per questo motivo non possono rischiare di essere messi in un angolo da un accordo FIBA/NBA. Appare anche ovvio che la competizione a 24 squadre con 46 partite di RS porterebbe in dote il mercato aperto sino ai playoffs, il roster allungato, un turno in più di playoffs (s’inizierebbe dagli ottavi anzichè dai quarti) così da permettere più incassi in match che contano, magari una final four a New York con tutto quel che segue in termini di cassa di risonanza mediatica e l’impossibilità pratica di partecipare con gli stessi giocatori nelle partite di lega nazionale. Se nel board di una nuova lega dovessero entrare ECA, FIBA e NBA, le leghe nazionali finirebbero senz’altro per dover ridimensionare il proprio formato su quello delle competizioni principali. Personalmente non credo possano partire con la stagione che viene perchè l’organizzazione non è facilissima ed i contrasti da superare sono molti e penso che aspettino la fine del conflitto in corso in modo che siano nuovamente disponibili le squadre russe (the show must go on), ad ogni modo Euroleague ha già deciso le 18 partecipanti del prossimo torneo (con CSKA in stand-by) inserendo Valencia, Partizan e Stella Rossa Belgrado con le wild cards.

  5. l’articolo esagera conversazioni che sono in atto a vario livelli da un paio di decenni (era Stern). Le complicazioni nel realizzare un allineamento legale, economico, finanziario fra NBA e leghe europee/mondiali sono altissime. La BAL non e’ paragonabile in quanto di fatto operava su un terreno già’ quasi controllato dall’NBA (se non altro in termine di immagine e debolezza dell’organizzazione locale, bassi investimenti richiesti in un ottica di P&L/balance sheet NBA. La realta’ europea e’ molto più’ complessa e le personalità in gioco (team ownerships, burocrazia, forza negoziale relative) molto diversa. I prodotti non penso al momento siano paragonabili, e lo dico pensando che strutturalmente in campo sportivo, benché più’ debole finanziariamente, il prodotto Eurolega incontra al momento le preferenze del consumatore EU che non penso digerirebbe bene la mielosita’ NBA da regular season (per chi non la segue quotidianamente in ribasso di ratings sopratutto sulla popolazione più’ giovane, discorso lungo…). Penso siamo ancora molto molto lontani dal realizzare la convergenza anche se discussioni concrete continuano…

    1. Non è però che l’NBA debba per forza sbarcare in Europa dipingendo BLM sui parquet e portando i jingle e la bassa intensità della RS, anzi troverei folle a livello di marketing creare un clone quando in realtà sarebbe impossibile e soprattutto quello che dà l’EL è molto diverso e al tempo stesso appetibile.

  6. Dico la mia in modo molto più ristretto e banale del vostro, ma credo significativo.

    In quanto abbonato Olimpia da quasi vent’anni, sto pensando seriamente per l’anno prossimo di fare solamente l’abbonamento per EL, andare in campionato “a partita” se e quando mi va, e poi nel caso prendere il pacchetto PO per lo scudetto – se ci si potrà finalmente abbonare di nuovo…

    Quindi il mio portafoglio ha già fatto una selezione piuttosto netta sul valore dei due campionati in discussione…

    1. Dopo avere vinto 5 campionati di seguito, posso benissimo capire il tuo pensiero palmasco. …basta, ne abbiamo abbastanza.

      Ps. Seriamente, il discorso non ha senso . Tanto vale se no fare una eurolega a 4 squadre, che si incontrano 20 volte. Perché mai sprecare energie per giocare contro il Pana o la stella rossa? Il senso è lo stesso

      1. Scusa Ale, ma seriamente non ho capito perché 4 squadre, citando tra l’altro la “Stella rossa” che fino all’anno scorso ci ha quasi sempre battuto

  7. 4 per dire. Però se a noi non interessa giocare con reggio, magari al real non interessa giocare con squadre che non ambiscono alle f4. Inclusa la Milano di 3 anni fa.

    1. Mah… non so… l’hai messa su un binario che non è il suo, secondo me.
      Non si tratta di essere interessati o no.

      Si tratta che quando l’Olimpia gioca in EL io mi emoziono per ogni partita, e sento davvero che ogni partita avrà conseguenze, quindi mi emoziono ancora di più, e alla fine esco stremato da ogni partita.
      Per questo motivo pago volentieri per emozionarmi insieme a 10.000 altre persone accanto a me al palazzetto.
      LBA non mi succede la stessa cosa.

      Forse perché ho una certa sicurezza di vincere la stragrande maggioranza di partite, e perché ho la certezza che in caso di sconfitta le conseguenze sono minime.
      Mi fa sempre piacere vedere Milano giocare, ma non ho bisogno di sedermi fianco a fianco con gli altri, vederle allo schermo mi basta.
      Coi soldi risparmiati magari vado a bere qualche birra con gli amici.
      Non so, ci sto pensando, non sono ancora sicuro.
      Volevo solo condividere una sensazione.

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