Ettore Messina sul caso Moraschini: Non degno di un paese civile

Ettore Messina, nel dopogara con Trieste, ha risposto alla domanda di Fabio Cavagnera sulla fine della battaglia di Riccardo Moraschini

Ettore Messina, nel dopogara con Trieste, ha risposto alla domanda del nostro Fabio Cavagnera sulla fine della battaglia di Riccardo Moraschini: «Non voglio entrare nel merito della questione, però sicuramente i tempi della giustizia e la modalità dei ricorsi sono stati non degni di un paese civile».

Una presa di posizione netta e chiara per Ettore Messina sulla vicenda Moraschini: «Siamo tutti molto dispiaciuti per lui. Non voglio entrare nel merito della questione, però sicuramente i tempi della giustizia e la modalità dei ricorsi sono stati non degni di un paese civile». 

Parole dure, e inevitabili: «Non è uno che si è preso delle vagonate di doping, al massimo potrebbe aver commesso una leggerezza ed utilizzo tutti i periodi ipotetici possibili. Potrebbe aver un utilizzato una pomata, che un professionista non riesca ad avere in due mesi la risposta, credo ci debba far porre le domande. Non era un caso così complicato».

7 thoughts on “Ettore Messina sul caso Moraschini: Non degno di un paese civile

  1. A me l’unica cosa che fa seriamente pensare e’ per quale motivo il signor Messina non ha mai preso posizioni così perentorie durante la sua permanenza,da ospite ben pasciuto,nella civilissima Russia,paese ben noto per il rispetto dei diritti civili.
    Se trova incivile l’Italia sia uomo, faccia fagotto e se ne torni pure a Mosca dove troverà certamente la sua società ideale,ma abbia almeno il pudore di non parlar male del nostro paese.

    1. Borletti che fai, giustifichi la nostra burocrazia borbonica? Io amo L’Italia perolti aspetti ma da questo punto di vista no.

    2. “sicuramente i tempi della giustizia e la modalità dei ricorsi sono stati non degni di un paese civile” significa che l’Italia è un Paese civile, per questo motivo questi tempi e modalità sono fuori dalla logica delle cose. Fosse l’Italia un Paese incivile allora sarebbe normale. Non trova che l’Italia sia incivile, è l’opposto: siccome è civile questi casi fanno impressione per quanto stridono.

  2. Lavoro nel settore e proprio per questo non mi sognerei mai di giustificare un bel niente.
    Mi fanno unicamente schifo i disfattisti e tutti quelli che parlano male del nostro paese,soprattutto quando lo fanno ben adagiati sul loro comodo scranno di privilegiati come il signor Messina.

  3. “Potrebbe aver un utilizzato una pomata”..queste parole di Messina non combaciano molto con la versione fornita dal Morasca…

  4. Per comprendere come il sistema del doping in In Italia (e all’estero) sia corrotto basta leggere il libro “I signori del doping” del professor Alessandro Donati, in relazione alla vicenda Alex Schwazer, olimpionico che io detesto in quanto dopato conclamato e reo confesso prima delle Olimpiadi di Londra 2012, ma danneggiato dall’agenzia antidoping italiana e dalla Wada e da commentatori come il cronista Bragagna relativamente alle vicende pre-Rio 2016, Olimpiadi nelle quali voleva tentare il rilancio agonistico dopo essersi ripulito.

    Sulla vicenda Moraschini appoggio il coach Messina quando, a prescindere dalla fattispecie, contesta i tempi biblici con cui la procura antidoping esprime il proprio giudizio, lasciando l’atleta in un limbo per mesi.

  5. Penso anch’io che la macchina giudiziaria nel caso di Moraschini sia stata indecente, assurda, incivile e colpevole – come nel caso Iannone, per altro esempio
    Quindi sono d’accordo con Messina nella critica al sistema giudiziario sportivo e non.
    Un anno quasi per dare una risposta, peraltro sbagliata è imperdonabile: per tutti ma soprattutto per uno sportivo che gli anni li ha contati.

    Nel merito però faccio fatica, molta: insomma questi atleti che “ingenuamente” hanno gente a casa, o dintorni – mamme, fidanzate – che non si accorgono dì usare prodotti proibiti, seppure contenuti in medicamenti che ci vorrebbero far credere insospettabili?
    Mah.

    Se sei un atleta professionista dì livello, o un suo congiunto o amico o uno della sua cerchia, primo dovresti essere molto avvisato delle insidie dei farmaceutici – nel senso del doping – secondo dovresti leggere sempre e comunque il bugiardino, o farlo leggere a un medico dì fiducia.
    Eccessivo? Ma le conseguenze le vedi, in svariati casi, anno dopo anno? E allora stai attento/a.
    Ne va della carriera della persona a cui vuoi bene. Non puoi non saperlo…

    D’accordo poi, come ha stabilito la sentenza, che il buon Morasca non ha assunto il farmaco, né nient’altro.
    Però in quegli ambienti non si può essere disinvolti o ingenui, o disinformati.

    Anche perché i tempi della giustizia sono colpevolmente lunghi, e qualche volta ingiusti.

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