Perché Milano è sulle gambe? Nell’attesa, tutto su Andrew Goudelock e Patric Young

Cinque sconfitte nelle ultime sei gare sono avvisaglie di crisi. Concetto ribadito e sostenuto in questi giorni, per un’Olimpia Milano che, dopo settimane trascorse a costruire importanti gerarchie, ha perso totalmente la via del canestro, affidandosi solo a isolati sprazzi difensivi.

Eppure, più di ogni altra cosa, è stato il ko con Torino a far emergere il grigiore del momento, più del successo contro una Reggio Emilia ai minimi termini, più di tre gare di EuroLeague perse di fatto o all’ultimo possesso reale (Olympiacos e Anadolu), o nei minuti finali (Khimki).

Resta il fatto che la squadra di Simone Pianigiani concede solo piccoli segnali e non emerge, come dovrebbe, in Italia. Molteplici le situazioni aperte, dal calo di condizione di Vladimir Micov, all’utilizzo senza soluzione di continuità (dunque castrante) di Davide Pascolo, dal crollo di autostima di Amath M’Baye, allo scarso impatto nonostante l’impegno di Cory Jefferson (ora sacrificato nel turnover italico), dal progressivo emarginarsi di Dairis Bertans (con qualche recente segnale di ripresa), agli acciacchi di Curtis Jerrells e Arturas Gudaitis.

In tutto questo, desta perplessità la sensazione di «pesantezza fisica» del prodotto finale, da inquadrarsi in una prospettiva di continuità rispetto alla passata stagione. Da mesi, dunque dalla gestione Repesa, l’Olimpia Milano pare sulle gambe. Perché? E’ sensazione che diventa reale dato di fatto o è una semplice, quanto grave, evoluzione di un problema prima di tutto mentale?

In attesa di comprendere, chiaro il valore di un altro fattore, ovvero l’assenza di Andrew Goudelock. Infortunatosi contro Valencia il 15 novembre, la guardia USA ha saltato 7 gare (record 1-2 in LBA e 1-3 in EuroLeague), privando Simone Pianigiani della sua prima opzione offensiva, come di un’importante arma di «distrazione di massa» a favore dei compagni. Il rientro, fissato per il 29 dicembre contro la Stella Rossa nell’ultimo round di andata di EuroLeague, potrebbe anche essere anticipato, credibilmente nella settimana del doppio impegno, il 20 contro il Baskonia al Forum, e il 22 a Malaga contro l’Unicaja.

Il tutto senza dimenticare Patric Young. Il sorprendente rendimento di Kaleb Tarczewski, e lo scarso impatto di Cory Jefferson e Amath M’Baye, hanno imposto uno sviluppo alle rotazioni di Simone Pianigiani in LBA. La cessione di Simone Fontecchio, e gli acciacchi di Arturas Gudaitis, sono gli ultimi due addendi per una somma che richiede un centro da “sovraesposizione” più che da “convalescenza”. Da qui l’inserimento di Tarczewski, quattordicesimo tesseramento stagionale (ne restano due), e uno spazio per Patric Young nella sola EuroLeague, almeno per i primi mesi.

Intanto il centro USA è nel momento cruciale del suo recupero: dopo aver ripreso a correre sul finire di ottobre, il giocatore si sta ora confrontando con carichi crescenti di lavoro. Una buona risposta chiuderebbe la fase di ripresa, rendendo il giocatore pienamente disponibile. Tempi credibili per l’esordio? Gennaio 2018. Meglio essere prudenti, e le prestazioni di Gudaitis e Tarczewski aiutano in questo.

Alessandro Luigi Maggi

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