Olimpia Milano post Cska | Brutti, sporchi e cattivi. Ora a Mosca si va per vincere, e si vince

Olimpia Milano post Cska. Questi sono andati a Mosca per vincere, e hanno vinto. Dominando. Senza alcuni elementi chiave

Olimpia Milano post Cska. Questi sono andati a Mosca per vincere, e hanno vinto. Dominando. Senza alcuni elementi chiave. Dovendo anche improvvisare. 

Ma la differenza sta tutta nell’approccio. Oggi, andare a Mosca, è come andare a Belgrado, Vitoria, Lione. Non si fanno differenze. E’ certamente calato l’impatto dell’armata rossa, che ha un reparto esterni dipendente da Daniel Hackett, non da De Colo o Teodosic. Ma è cambiato soprattutto lo status di Olimpia.

La gara, sia chiaro, niente di entusiasmante. Brutti, sporchi e cattivi. Ma dominanti. Subito a +9 in avvio, quindi il parziale di 10-0 a cavallo tra terzo e quarto quarto. Senza perdere palloni in quantità, subendo a rimbalzo ma non concedendo niente sugli esterni.

Si parlerà tanto, in terra Russa, del 3/24 da 3 degli uomini di Itoudis. 24 tiri, o poco meno, contestati, fuori ritmo, fuori equilibrio. L’Olimpia ha giocato al gatto col topo, e poi ha colpito, con protagonisti sempre diversi. 

Se vogliamo, anzi, lo diciamo, è questa la notizia più bella della settimana. Con l’Alba hanno vinto Datome e Tarczewski, a Mosca Daniels e Kell. Dietro, l’intelaiatura, Rodriguez, Hines, Delaney, Melli. Le squadre che funzionano, i sistemi, vivono di questo: di certezze che rendono decisive le variabili.

Ettore Messina può sorridere, e allungare, non abbassando di un minimo la tensione per la prossima gara con lo Zalgiris, decisiva proprio per il suo essere comodamente abbordabile. E al tempo stesso non si può che constatare come il record attuale, 13-6,  nei primi tre anni fosse auspicabile al massimo a fattori invertiti.

Tre considerazioni individuali. Trey Kell. Belle gambe, grande coraggio, aggressività. L’ex Varese, che ha cercato un ingaggio NBA per tutta l’estate, ha qualità per essere un’arma alternativa non male. Ricordiamo che, a roster completo, sarebbe nono o decimo uomo… In quanti possono averne uno così?

Quindi Troy Daniels. Tira, tira sempre, e con tutte le ragioni e le condizioni per farlo. Risolutore. Ha allungato la prima fuga di Milano, ha certificato l’ultima. Ora il prossimo passo deve essere garantire equilibrio anche quando la palla ce l’hanno gli altri. Uno così, nei momenti decisivi di un match, non può sempre e solo stare seduto. 

Ben Bentil. Ricaduta, forse inevitabile, per Big Ben dopo il buon avvio. In una gara come questa, controllata del Cska a rimbalzo, serve ben altro. E’ stato preso per questo. Altrimenti, al rientro di Mitoglou, diventerà solo un vecchio ricordo.

One thought on “Olimpia Milano post Cska | Brutti, sporchi e cattivi. Ora a Mosca si va per vincere, e si vince

  1. A me sembra che la squadra, ad ogni gara, trovi uno o più protagonisti diversi, testimonianza del fatto che il roster ( e Messina che ne è il manovratore) si adatta, facendo emergere le caratteristiche multiformi dei singoli, alle “qualità” che, di volta in volta, gli avversari propongono, ecco, si potrebbe dire un roster multiforme ed adattativo che trova diverse soluzioni per problemi diversi

    Quanto a Daniels, uno che ha tanti punti in pochi minuti nelle mani, che aiuta la prima fuga e ne certifica l’ultima, è di per se stesso decisivo, perchè fa diventare decisivi i minuti che gioca, piuttosto che il contrario

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