
Luca Chiabotti, su Repubblica-Milano analizza la storia di Olimpia Milano chiudendo con un giudizio sull’era Armani.
«Oggi, che il mondo è cambiato e l’ultimo trofeo internazionale vinto dall’Olimpia è la Korac di 33 anni fa, va dato il merito al club di aver imposto un modello di organizzazione, strutture, lavoro proprie di una società al massimo livello continentale anche a livello giovanile. La svolta agli investimenti di Giorgio Armani è arrivata con Ettore Messina, non solo per i tre scudetti e le Final Four d’Eurolega conquistate nel 2021 dopo 30 anni: è il patrimonio preziosissimo che lascerà ai nuovi proprietari, anche se i risultati non hanno sempre soddisfatto le aspettative e alla guida della squadra oggi c’è Peppe Poeta.
E non c’è alcun dubbio che lo spirito dell’Olimpia più puro la porterebbe oggi a voler essere la prima squadra italiana nella Nba Europa. Ma visti gli orizzonti ancora poco chiari di questo progetto, forse non è un grande augurio. Cosa farebbero Bogoncelli e Rubini in questa situazione? Sarebbe bello poterlo sapere, soprattutto sarebbe molto Olimpia».


Un pensiero da sempre presente in Bogoncelli era, uomini Olimpia in Olimpia. Lui, Rubini, Gamba in primis, ma anche Pagani e Stefanini e per qualche tempo Sforza e Romanutti con consigli ascolti ecc.
Aggiungiamoci i Casati, i Cattaneo, gli indimenticabili Basilio Andolfo e Bassetti.
Poi c’è stata l’era Gabetti con Peterson che ha operato con Bogoncelli che lo ha portato a Milano, con Gabetti e con Armani, il grande Capellari.
Ora mi piacerebbe vedere un Cinciarini, un Melli magari ancor prima come giocatore e poi come dirigente, un Cerella (battute a parte di qualche inculturato) per le sue capacità imprenditoriali e per i suoi agganci anche in Sud America , avrei voluto il Chacho e Hines, un Datome ma con ruoli veri e non di semplice “rappresentanza”.
Altri ? Sicuramente ve ne sono e saranno.
Avendo vissuto accanto a Bogoncelli e avendo conosciuto molto bene e frequentato Rubini e amando ancor oggi Gamba sono sicuro che uno dei punti di partenza sarebbe questo corroborato da professionisti come Baiesi Gherardini Stravopulos x carità.
Forza Olimpia
Sull’affaire NBA E, noi siamo purtroppo del tutto secondari.
Decidono altri club, più potenti: se loro vanno e EL si svuota, bisogna andare.
A me piacerebbe veder fallire il progetto NBA E, e restare tutti in EL, una manifestazione che mi piace, pur con tanti difetti che ha – troppe squadre, calendari assurdi, troppe partite concentrate.
Non posso immaginare il basket europeo senza serbi e lituani, senza Bologna, con Roma già misera protagonista di un fallimento LBA, no, non mi piace per niente.
Aumento degli stipendi, ma quindi dei costi per il pubblico, ideologia del cliente passivo e ignorante, concetto circense dello spettacolo, anche se almeno in USA si vedono dei mostri fare cose mostruose: ma attraenti?
Non so, mi sembra di no.
E il Baskonia? E Berlino? E che c’entra Dubai?
No, no, troppe partite inutili, spero che il progetto fallisca.
Spero Che l’EL, dopo la paura di sparire, si riorganizzi, si faccia dirigere da gente capace, non di facciata, rinasca bella come il sole.
Ma sono l’ultimo dei Mohicani, lo so bene.
No ho alcuna speranza – di vedere che ogni partita conta in particolare.
😞